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giovedì 23 febbraio 2012

To boycott Israel, Shopping Tips


Nel mentre che il mondo rimane, addormentato e inerme, ad osservare l’ultima decisione d’Israele: possibilità ai coloni di costruire strade a delimitare e a difendere le colonie senza nessuna previa autorizzazione da parte del Governo e senza necessità di registrazione presso il catasto, io utilizzo il mio spazio odierno per la pubblicità.
Un libro che chiunque, come me, è contrario al sionismo, è contrario al colonialismo, è contrario all’abominio che Israele sta facendo contro la Palestina deve conoscere e deve avere.
Per il pdf qui.
Per acquistarlo qui.
Sapevate che tutte le banche israeliane offrono alle imprese di costruzioni tassi agevolati per permettergli di tirare avanti anche con la crisi e che i tassi sono maggiormente agevolati se le case sono costruite su territori occupati? Sapevate che molti agricoltori palestinesi che si sono visti sottratti la terra ora lavorano in nero per agricoltori israeliani che non danno nessuna garanzia su malattie e assicurazioni? Sapevate che Israele produce energia eoliche grazie alle alture del Golan occupate e che l’energia che arriva in Palestina e a Gaza, in particolare, è gestita da una compagnia nazionale che toglie e mette la luce a suo piacimento come punizione per i palestinesi?
Tutto questo e molto altro è spiegato dettagliatamente nel libro, il quale ha tra i suoi collaboratori l’Alternative Information Center, cosa che per me è un vanto.
“There are concrete steps that people can take, learning from the lessons of the first Intifada and the Boycott, Divestment and Sanctions campaign to dismantle the South African Apartheid regime; strategies of popular resistance, strikes, occupations, direct actions. From the streets into the offices, factories and headquarters is where we need to take this fight, to the heart of decision-makers that are supposedly making decisions on our behalf and the companies making a killing out of the occupation. The third intifada needs to be a global intifada.”
Ewa Jasiewicz, from the besieged Gaza Strip, January 2009
michael

domenica 19 febbraio 2012

Le passanti

Cos'è questo tempo che scorre tra le dita? Con quale nome la Storia ricorderà i nostri anni? Sentendo sul volto il vento della guerra incombente, ruggente e anelante ci chiediamo se in questi anni si sia effettivamente vissuti in pace. Quanti i passanti incrociati e lasciati andare, come è possibile che stiamo nuovamente e silenziosamente precipitando verso le armi? Nella nostra "grande" civiltà orientale, nella nostra Europa dimentica della sua Storia, la solitudine e la paura di non avere abbastanza denaro hanno reso l'altro uno sconosciuto, un passante e infine un nemico. Nemico per il posto di lavoro che occupa e che vorrei io, nemico per la macchina che guida e che io non ho, nemico invidiato e di nuovo odiato. Tutta la nostra divisione, il potere tecnico ed economico che pensavamo potesse svilupparsi all'infinito lasciandoci grassi mangiatori di elettronica ci ha visti invece sempre più soli e pian piano gli uni contro gli altri. Parafrasando il celebre verso possiamo dire; non chiuderti nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada, dei tuoi colleghi, insegnanti e vicini. Solo così possiamo di nuovo ricostruire quella terra di pace che vogliamo nonostante latentemente ci insinuino come inevitabile un intervento armato contro l' Iran.
IoLiOdioInazistiDellIllinois



venerdì 10 febbraio 2012

Eretz Israel e Eretz Kan'an

Ecco perchè Israele vuole, pretende, distruggere la Palestina, ottenere il Golan e accaparrarsi parte dell’Egitto.
In quel giorno l’Eterno fece patto con Abramo, dicendo: "Io do alla tua progenie questo paese, dal fiume d’Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate; i Kenei, i Kenizei, i Kadmonei, gli Hittei, i Ferezei, i Refei, gli Amorei, i Cananei, i Ghirgasei e i Gebusei".
Genesi 15, 18-21
Il Signore disse a Mose: “Dà questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese di Canaan questa sarà la terra che vi toccherà in eredità: il paese di Canaan. Il vostro confine meridionale comincerà con il deserto di Sin, vicino a Edom; così la vostra frontiera volgerà al sud della salita di Akrabbim, passerà per Sin e si estenderà a mezzogiorno di Kades-Barnea; poi continuerà verso Cazar-Addar e passerà per Asmon. Da Asmon la frontiera girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare. La vostra frontiera a occidente sarà il Mar Mediterraneo: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Questa sarà la vostra frontiera settentrionale: partendo dal Mar Mediterraneo, traccerete una linea fino al monte Or, dal monte Or la traccerete in direzione di Amat e l’estremità della frontiera sarà a Zedad, la frontiera continuerà fino a Zifron e finirà a Cazar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Traccerete la vostra frontiera orientale da Cazar-Enan a Sefam; la frontiera scenderà da Sefam verso Ribla a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà e si estenderà lungo il mare di Genesaret, a oriente; poi la frontiera scenderà lungo il Giordano e finirà al Mar Morto. Questo sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt’intorno”.
Numeri 34, 1-12
“Così dice il Signore Dio: “Questi saranno i confini della terra da spartire tra le dodici tribù d’Israele, (...) Ecco dunque quali saranno i confini del paese. A settentrione, dal Mar Mediterraneo lungo la via di Chetlon fino a Zedad; il territorio di Amat, Berotà, Sibràim, che è fra il territorio di Damasco e quello di Amat, Cazer-Ticon, che è sulla frontiera di Hauran. Quindi la frontiera si estenderà dal mare fino a Caze-Enon, con il territorio di Damasco e quello di Amat a settentrione. Questo il lato settentrionale. A oriente, fra l’Hauran, Damasco e Galaad e il paese d’Israele, sarà di confine il Giordano, fino al mare orientale e verso Tamar. Questo il lato orientale. A mezzogiorno, da Tamar fino alle acque di Meriba-Kades, fino al torrente verso il mar Mediterraneo. Questo il lato meridionale verso il Negheb. A occidente, il Mar Mediterraneo, dal confine sino davanti all’ingresso di Amat. Questo il lato occidentale.”
Ezechiele 47, 13-20
michael

martedì 7 febbraio 2012

Talmud

GEMARA. It had been taught: R. Judah said to the Sages: I too know that this is a death of repulsive disfigurement, but what can I do, seeing that the Torah hath said, neither shall ye walk in their ordinances?  But the Rabbis maintain: Since Scripture decreed the sword, we do not imitate them [when using their method]. For if you will not agree to this, then how about that which was taught: Pyres may be lit in honour of deceased kings,  and this is not forbidden as being of the 'ways of the Amorites': but why so? Is it not written, neither shall ye walk in their ordinances? But because this burning is referred to in the Bible, as it is written, [But thou shalt die in peace:] and with the burnings of thy fathers … [so shall they burn for thee], it is not from them [the heathens] that we derive the practice. So here too, since the Torah decreed the sword,  it is not from them [the Romans] that we derive the practice. Now we have learnt in another chapter, 'The following are decapitated: A murderer, and the inhabitants of a seduced city.'  We know this to be true of the inhabitants of a seduced city, because it is written, ['Thou shalt surely smite the inhabitants of that city] with the edge of the sword.  But whence do we know it of a murderer? — It has been taught: [And if a man smite his servant … and he die under his hand,'] he shall surely be avenged.  Now I do not know what form this vengeance is to take; but when the Writ saith, And I will bring a sword upon you, that shall execute the vengeance of the covenant, I learn that vengeance is by the sword. But perhaps it means that he must be pierced through? — The Writ saith, with the edge of the sword. Then perhaps it means that he must be cut in two [lengthwise]? — R. Nahman said in the name of Rabbah b. Abbuha: Scripture teaches, But thou shalt love thy neighbour as thyself'  choose an easy death for him. Now we find this law [of execution by the sword] when one murdered a slave; whence do we know that this law holds good if he murdered a free man? — Surely this can be deduced by reasoning from the minor to the major: if the murderer of a slave is decapitated, shall he who slays a free man be only strangled! Now, this answer agrees with the view that strangulation is an easier death; but what of the view that strangulation is more severe? It is then deduced from the following: It has been taught: The verse], So shalt thou put away the guilt of the innocent blood from among you, serves to denote that all that shed blood are likened [in treatment] to the atoning heifer: just as there, it is done with a sword and at the neck, so here too, execution is with the sword and at the neck [i.e., the throat]. If so, just as there it was done with an axe, and on the nape of the neck, so here too? — R. Nahman answered in the name of Rabbah b. Abbuha: Scripture saith: But thou shalt love thy neighbour as thyself: choose an easy death for him.

michael  

mercoledì 1 febbraio 2012

Undercover

“UNDERCOVER Ho passato trentadue anni in polizia, dal '39 al '71, con la pausa della guerra e incarichi nell'Oss e nella Cia. Addestrato a organizzare incursioni dietro le linee nemiche. Paracadutato due volte in Italia, per stabilire contatti con la Resistenza. La Cia mi ha richiamato per la Corea.
Sono rimasto nell'Agenzia tre anni e mezzo, addestravo il personale per Stay Behind, la rete di resistenza in caso di invasione sovietica dell’Europa. Nel '55 sono tornato al dipartimento col grado di capitano e sono passato subito alla «Squadra Rossa», come veniva chiamato il Boss, Bureau of Special Services. Sono andato in pensione poco tempo dopo il flop del processo ai Panther 21. (…) UNDERCOVER Quando ci entrai, il Boss aveva appena cambiato nome, per la quarta volta in dieci anni e per l'ottava dalla sua nascita, nel '12.
S'era chiamato Radical Bureau, Neutrality Squad, Radical Squad, Bureau of Criminal Alien Investigation, Public Relations Squad, Bureau of Special Services and Investigations, infine si tolse la parola Investigations. La «squadra rossa» veniva ristrutturata a seconda dei nemici da combattere: nei primi anni erano gli anarchici italiani che tiravano bombe; durante la prima guerra mondiale, gli agenti segreti del Kaiser; negli anni Venti e Trenta, bolscevichi e agitatori sindacali; dopo Pearl Harbor, le spie naziste; negli anni Cinquanta in teoria erano i comunisti, ma l'Fbi ci andava giú cosí pesante che a noi non rimaneva niente. Negli anni Sessanta l'obiettivo erano la Nuova Sinistra e i nazionalisti neri. Eravamo bravissimi a infiltrarci in questi ultimi (…)”
(Estratto da New thing, romanzo del collettivo Wu Ming)

Alexander Pope disse che il vero talento si vede in ciò che spesso è stato pensato ma mai così ben espresso. Tante volte, mentre leggo un bel libro mi chiedo se sia fantasiosa invenzione o semplice osservazione della realtà, posta sotto una lente d’ingrandimento. Chissà.
小王子

venerdì 2 dicembre 2011

Cercare un volto nuovo

"E' tempo di sommovimenti vasti e decisivi: tempo nel quale crollano equilibri che sembravano assestati e si formano equilibri nuovi: tempo davvero di "crisi". Tempo, cioè, in cui tutto l'ordinamento del mondo viene assumendo forme nuove, strutture nuove: c'è un vasto rimescolamento nella scala dei valori: il mondo cerca un volto nuovo".
Giorgio La Pira

IoLiOdioINazistiDellIllinois

venerdì 4 novembre 2011

Venti Gelidi

Post scheggia, violento e possente come un fulmine. Qualcosa che faccia pensare senza annoiare, qualcosa che ci faccia spaventare della xenofobia che in Europa sta dilagando, una xenofobia che ormai ci sta distruggendo.

FINLANDIA: “I gay? Rinchiudiamoli su un’isola insieme ai neri, così vedrete che società perfetta ne nascerà”. Teuvo Hakkarainen

SVEZIA: “Non tutti gli immigrati sono dei criminali, certo. Ma c’è una connessione.” Jimmi Akesson

UNGHERIA: “Per un avvenire migliore”, “Lottare contro il terrore zingaro”. Cartelli esposti a una manifestazione davanti a un campo rom

OLANDA: “In questi tempi di malessere vengo con un messaggio di speranza e di ottimismo. Credo che i Paesi Bassi siano in grado di svilupparsi molto meglio. Credo che i giorni migliori devono ancora arrivare nei Paesi Bassi. Credo che non vi è motivo di pessimismo. Basta guardarsi intorno a quello che gli olandesi, attraverso i secoli, hanno costruito insieme. E gli olandesi avrebbero paura per le sfide di oggi? Non credo.
Ora è il momento di fare ciò. Presto è tempo di primavera, facciamo allora le pulizia di primavera”. Geert Wilders

A voi libero sfogo ai commenti.
octavio

venerdì 3 giugno 2011

L'onorevole

Preso un lavoro e perso una donna

Andò sul canale a cercare la luna
Ma trovò nell'acqua salmastra
L'altra sua faccia, solo più scura
E fece finta di non avere mai avuto paura
Fece finta di non avere mai amato nessuna
Andò al bar del cielo vuoto
Da bere costa poco
Lo paghi doppiamente solo il giorno dopo
Ordinò tre bicchieri pieni di ghiaccio e uno di perdono
E prese a costeggiare la via del superuomo
La mattina i colleghi dell'ufficio "Stomaco e conchiglie"
Lo trovavano pieno di rispetto
Sogno delle mogli, perfetto per le figlie
Prefetto, prefetto
La notizia del decesso arrivò nel pomeriggio
Nel vuoto giallo di un nuovo chiacchiericcio
Gli impiegati del partito andavano alla schiera
Con le gobbe ripiegate nella giusta maniera
La sua bara fu un leggio di frassino e betulla
E un discorso che diceva tutto e non diceva nulla
E davanti alle domande di una giornalista bella e bruna
Fece finta di non avere mai avuto paura
Fece finta di non avere mai amato nessuna
Il giorno seguente si presentò al lavoro
Con gli occhi vuoti e il raffreddore
Ed era deceduto solo da poco
Appena da dieci o dodici ore
Ma i segni della morte erano evidenti
E aveva biglietti della lotteria al posto dei denti
Fichi d'india al posto delle orecchie
Bacchette al posto delle mani
E al posto dei cani un branco inamidato di esseri umani

E quando gli dissero che l'economia era malata
E che la fame era la migliore cura
Fece finta di non avere mai avuto paura
Fece finta di non avere mai amato nessuna

Una settimana appena dopo il suo funerale
Aveva la testa rigirata sulla schiena
Ma trovò il modo di rimediare
Chiamò il generale Panciapiena
E ordinò i più feroci bombardamenti su tutti i suoi sogni passati
In difesa del popolo e dei giorni seguenti

A un anno dalla morte si vedevano solo le ossa
Era sparito tutto, persino la puzza
E guardava dall'alto della sua fossa la gente che manifestava nella piazza
E scorse fra la folla la sua amata
Con le lacrime in tempesta sopra il viso
E quando vide che veniva calpestata
Non si scompose, ma abbozzò un sorriso
E fece finta di non avere mai avuto paura
Fece finta di non avere mai amato
Di non avere mai amato nessuna

Amore mio come farò
Quest'inverno che t'ha gelato il sangue ti lusinga
Amore mio ti seppellirò
Questa notte che m'ha coperto il volto ti contenta
Alessandro Mannarino, L'onorevole

Una delle tante voci che gridano che un potere, esercitato come lo esercitano i nostri onorevoli, distrugge l'uomo, è la sua morte. Grazie cittadini italiani per esservene accorti, e ricordiamoci che alle urne si deve tornare ancora!
zecca

sabato 19 marzo 2011

Paradiso e Libertà

“Ogni modello ha la sua lingua; quello della nuova politica, non avendo più alcunchè di corretto di cui tener conto, è diventato sciatto, volgare aggressivo; come una volta c’erano le scuole di retorica, così devono essere stati istituiti dei corsi aziendali per l’addestramento degli addetti ai dibattiti televisivi, perché in tutte le occasioni di scontro gli argomenti sono sempre gli stessi, tanto ripetuti da pretendere di essere persuasivi, e uguale è la tecnica di darsi sulla voce, di irridere l’avversario di impedirgli di parlare, e di accogliere le sue parole con smorfie di commiserazione e di disgusto, che con diligenza le telecamere riprendono in primo piano e mandano in onda. Nella foga polemica e nella autoesaltazione di sé  richiesta dalla nuova politica leaderistica, i capipopolo mostrano i muscoli e forniscono informazioni delicate, altrimenti riservate, sull’integrità dei propri mezzi fisico; per non parlare del giuramento richiesto in un comizio a conclusione di una campagna elettorale al popolo acclamante, perfetto simbolo di un regime non più democratico in cui sovrano e popolo formano un unico corpo mistico".
Raniero La Valle

mercoledì 16 marzo 2011

De musica ligera

Il mondo intero puzza più che mai. L'orrenda ingiustizia imperversa in tutto il mondo, da qui all'Africa, dall'Honduras alla Palestina, e se da una parte non si può cessare di domandarsi il perchè, dall'altra si capisce che ci dev'essere un positivo, ci dev'essere un senso, e può essere ovunque.
Io oggi l'ho cercato perfino nelle parole di alcune canzoni. E' come la primavera/ per capire che siamo ancora belli/ e che non sarà l'azione dell'uomo/ a renderci infelici. Siamo ancora belli, siamo nella merda fino alle sopracciglia eppure possiamo ancora controbattere a chi ci vorrebbe alle sue dipendenze.
Ci è stata data una libertà ben più grande di quella propagandata dal Polo omonimo, possiamo essere uomini nonostante tutti ci dicano che siamo denaro. Giovanni grida solo per la via:/ "fermatevi parliamo di poesia"/ ma tutti vanno avanti/
contano i contanti / minaccian di chiamar la polizia. E cosa facciamo per essere uomini? Non si può sempre parlare di poesia, no?
E questa strada non sarebbe disperata/ se in ogni uomo ci fosse un po' della mia vita/ ma piano piano il mio destino/ é andare sempre più verso me stesso/ e non trovar nessuno. Forse basta questo appartenere, per ricordarsi a vicenda che c'è un motivo per cui fare ogni cosa, per camminare insieme, e per ridere insieme, perchè Il nostro ridere fa male al presidente.
zecca

venerdì 28 gennaio 2011

“La gigantesca scritta COOP”

Fammi i tuoi discorsi metafisici sui fori dei piercing che si richiudono, sugli occhi spenti con gli estintori, sui conti correnti coi cognomi finti. Sarà la prima volta che non andrò a votare, sarà la prima volta che non andrò a puttane. Con un alito tremendo ti ho sussurrato all’orecchio..boun jour mon amour. Aprendo la finestra sopra netturbini, sopra nottambuli svetta la gigantesca scritta coop (la gigantesca scritta coop).E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) E I CCCP NON CI SONO PIU’(felicitazioni) da un bel po’. E hanno i fanali accesi per evitarci e non ho paura sai degli ecomostri, dei parchimetri, dei centri commerciali, dei benzinai. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari. E fammi i tuoi discorsi metafisici sui tetti di eternit degli anni ottanta, sul paracadute coi buchi di sigaretta, DALTRONDE feroce settembre, che un bel settembre, che un bel settembre che un bel settembre che un bel settembre che un bel settembre. I sistemi d’allarme si sono sgolati non hanno fatto feriti, i sistemi d’allarme si sono sgolati non ci hanno sentiti. E hanno i fanali accesi per investirci e non ho paura sai degli antifurti, dei carnivori, degli incendi estivi, dei truffatori, dei grattacieli, dei clandestini, dei finanzieri. E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari E tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari.
Le luci della centrale elettrica
小王子

lunedì 24 gennaio 2011

evidenza negata citazione azzeccata

"«Oh», diss' io lui, «or se' tu ancor morto?».
Ed elli a me: «Come 'l mio corpo stea
nel mondo sù, nulla scïenza porto.

Cotal vantaggio ha questa Tolomea,
che spesse volte l'anima ci cade
innanzi ch'Atropòs mossa le dea.
E perché tu più volentier mi rade
le 'nvetrïate lagrime dal volto,
sappie che, tosto che l'anima trade
come fec' ïo, il corpo suo l'è tolto
da un demonio, che poscia il governa
mentre che 'l tempo suo tutto sia vòlto.


Ella ruina in sì fatta cisterna;
e forse pare ancor lo corpo suso
de l'ombra che di qua dietro mi verna."

Testo di Dante Alighieri accostamento di IoLiOdioINazistiDellIllinois

venerdì 21 gennaio 2011

puzza di guerra neanche troppo lontano

Al costo di sembrare ripetitivo voglio anche oggi parlare del mio Paese. C'è un affetto di base verso questa Italia così unica per cultura, storia, tradizione, paesaggio, enogastronomia, personaggi, architetture che mi spinge a dire "mi interessa, mi sta a cuore" per tutto questo e per la gente che qui vi abita.
Mentre la vita istituzionale è bloccata nelle questioni notturne del Presidente del Consiglio, la nave è veramente senza nocchiero in una gran tempesta, come disse già Dante "un bordello", mai definizione fu tanto appropiata.
Ancora un soldato è tornato dall'Afghanistan avvolto in una bandiera legato stretto perchè sembrasse intero. In quel martoriato angolo di mondo siamo una forza di occupazione al soldo di una super potenza assetata di petrolio. Tutte le fonti di informazione ripetono a martello che la presenza d'occupazione (parola mai usata ma che nei fatti è tale) è presente per garantire la pace. Questa "pace" è solo la nuova, ripetuta dal termine del secondo conflitto mondiale, "pax romana" assicurata dalle armi dell'Impero che già allora aveva una sua propaganda, un suo infiltrarsi nel territorio tra le lotte locali, un deserto spacciato per pace.
Via quindi da ogni luogo dove la forza delle armi soffoca la cultura e l'identità locale.
L'Italia soffoca sotto il peso della disoccupazione, generazioni ferme al palo con titoli di studio ottenuti faticosamente e inutilizzabili, diritti annullati nel nome di una "crisi economica" che sembra sempre più creata e diretta da quei ricchi che con questa situazione si sono ingrassati aumentanto a dismisura la forbice tra loro e gli altri.
Oggi il TAR del Lazio ha fatto presente che classi da 35-40 studenti sono inaccettabili, ancora una testimonianza della distanza tra chi dovrebbe decidere per il bene di tutti che ha fatto una legge così assurda e la realtà di una società che aspetta risposte, palesata oggi da questo monito. I "moti" universitari degli scorsi mesi sono ormai archiviati, "va tutto bene" è l'unica risposta che sanno dare. Chi continuerà a studiare in questo "Bel Paese là dove la Mediaset sona?", sempre per ricordare un italiano che della cosa pubblica era preoccupato e che ha reso la nostra lingua famosa in tutto il mondo.
In questo bel quadro, l'inquisito vuol essere inquisitore, colui che si proclama innocente non vuol rispondere alle accuse, colui che dovrebbe rispondere a questioni sociali sul punto di esplodere si scaglia contro la divisione dei tre poteri all'urlo già sentito di: "lo stato sono io".
Le questioni nazionali e internazionali chiedono la presenza di uomini di stato non personaggi televisivi capaci solo di occuparsi in modo feudale di vallette, vallettine e vallessori.
In tutto questo torna l'urlo alle opposizioni, alle istituzioni ancora svincolate dal potere mediatico affinchè ci diano una risposta istituzionalmente seria. Soprattutto italiano arriva a te l'appello a smuoverti dall'adagio televisivo, giornalistico, pubblicistico che vuol farti credere di essere forte solo se dalla parte del forte.
IoLiOdioINazistiDellIllinois 

sabato 15 maggio 2010

La Bellezza della verità.. la ricordiamo ancora?

Stamattina ho acceso il computer e ho controllato la mia posta elettronica, gesto normale, niente di insolito. E ho notato che mi era arrivata la notifica di un nuovo post di Momò. Come sempre l'ho letto tentando di non farlo diventare l'ennesima "notizia tragica di quel (ma, in fondo, non troppo) lontano paese". Con tutti i mezzi (difficilmente veritieri) che possediamo è diventato tristemente normale sentir parlare di catastrofi, omicidi, disastri, inutili guerre e ogni sorta di malvagità di cui è capace l'uomo.
In questo post si parlava della verità e mi è venuta in mente una poesia di Emily Dickinson che, qualche giorno fa, mi ha mostrato un mio compagno di università:

I died for Beauty - but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room -

He questioned softly "Why I failed"?
"For Beauty", I replied -
"And I - for Truth - Themself are One -
We Bretheren, are", He said -

And so, as Kinsmen, met a Night -
We talked between the Rooms -
Until the Moss had reached our lips -
And covered up - our names

E' proprio vero che lottare per la verità è faticoso, quello che ci viene naturale, infatti, è non crearci troppi problemi, soprattutto per cose che non ci riguardano in prima persona. Il desiderio di lotta nasce, allora, non dalla volontà di seguire una morale del "fate bene fratelli", ma dal desiderio di creare una realtà di aiuto per tutti i bisogni umani. Guy de Maupassant ha scritto in Bel-Ami: " Anche lei proverà l'angoscia tremenda dei disperati. Si dibatterà, sperduto, affogato nelle incertezze. Griderà aiuto a dritta e a manca, e nessuno le risponderà. Tenderà le braccia, invocherà per essere soccorso, amato, consolato, salvato; e nessuno le verrà incontro." Solo chi si preoccupa di lottare per la verità è in grado di tendere le braccia a quella persona che grida disperata, ed è per questo che bisogna combattere e lavorare.
小王子

venerdì 16 aprile 2010

pausa di riflessione

“La nostra dimora è la lotta. La nostra dimora è colma di grida. Anche noi lottiamo, qui abbiamo la nostra parte, nelle tenebre come nella breve vittoria della luce.”
P. Lagerkvist


IoLiOdioINazistiDellIllinois

giovedì 8 aprile 2010

mi interessa


Nella Storia c'è una forza che difficilmente viene riportata dai manuali. E' la passiva non azione dei menefreghisti. Chi non si prende la responsabilità di un voto, chi "lascia andare", chi si chiude in un piccolo buco. "Questi sciaurati, che mai non fur vivi" (Inferno III) sono oggi la forza maggiore su cui i governanti possono fare affidamento."Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera." diceva Gramsci. Il disamore soprattutto dei giovani per la politica ha le sue origini nel modo in cui gli "affari pubblici" sono condotti: lotta per il potere tra persone e partiri lontanissimi dalla vita reale delle persone, come arroganza e violenza. Ma il lasciar correre questa situzaione è impedire la crescita e lo sviluppo umano e culturale di una generazione, è, ancora una volta, fare il loro gioco. E' anche contro questa indifferenza che questo blog urla: "nessun dorma più".
IoLiOdioINazistiDellIllinois

sabato 3 aprile 2010

riflessione

"Non vedo la mia salvezza, cioè la mia vocazione, che nel grande rischio. Forse potremmo tentare di rischiare insieme. Non siamo niente, e questo mi esalta. Abbiamo la totale povertà da cui nascono le opere"
Emmanuel Mounier

lunedì 29 marzo 2010

pausa, è permesso fumare

La storia è raccontata da Fabrizio De Andrè nell'album "Storia di un impiegato", il racconto di un epoca, di uno stato che c'era e che per molti versi c'è ancora. Parla di rivolte, ritorsioni, amori, lavoro e precariato, proteste. Un attimo di riflessione in attesa dei risultati elettorali.

IoLiOdioINazistiDellIllinois

Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.
Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa della loro celebrazione.
E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.
Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato,
il potere ti è grato.
Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato

Fabrizio De Andrè, Sogno numero due

lunedì 8 marzo 2010

il vestibolo


Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.
Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell' aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira

Dante Alighieri, Inferno III, 22-33
IoLiOdioINazistiDellIllinois