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giovedì 3 maggio 2012

Un nuovo Afghanistan sta nascendo


Un anno fa il mondo intero ha parlato, scritto, sparlato, urlato, commentato la morte di Osama Bin Laden; anche noi siamo caduti nella morsa dei media e ne abbiamo parlato.
Dopo un anno Obama è volato in Afghanistan a sorpresa, così dicono ma chi è così scemo da crederci?, per rincuorare i suo soldati e per firmare (cosa ben più importante) un accordo con Karzai. Il succo dell’accordo è molto semplice: “diciamo che la guerra è finita e noi americani ce ne andiamo, ma in realtà noi americani rimaniamo qua”, Obama però l’ha voluto spiegare in maniera molto più precisa e molto più accettabile.
Ai militari presenti, al popolo americano in tv, al mondo intero ha voluto dire che la guerra sta per finire, nel 2014, cioè quando i militari americani saranno tutti rimpatriati (e io mi immagino le lacrime agli occhi dei soldati non tanto perchè Obama è un leader carismatico, ma perchè sognavano di riabbracciare i propri cari), la sicurezza passerà completamente in mano alle forze dell’ordine e all’esercito afghano. Però (lo so non si inizia una frase con “però”, ma Obama ha sempre il “però” in tasca e interviene un po’ quando gli pare a lui) i soldati americani rimarranno qui, non seguiranno la sicurezza, istruiranno le forze interne e, poi, eseguiranno azioni antiterrorismo. Vedete, avevo ragione io, detta così suona molto meglio, ma il succo è sempre quello: l’America qui ha colonizzato e qui rimane.
Il discorso del Presidente dei presidenti si è poi concluso con le solite cazzate su al-qaeda, del tipo “Un anno fa abbiamo ucciso il capo del male ora stiamo per distruggere l’intera struttura”, parole al vento alle quali non crede, ormai, più nessuno.
Inutile che io stai qui a dirvi e ridirvi che la libertà e la pace duratura che gli USA portavano in Afghanistan non è mai arrivata, soprattutto oggi, a un anno dalla morte del “capo del male”.
Concludo dicendo solo questo, nella speranza che si capisca la gravità della questione, d apochi giorni in Uganda sono arrivate le forze americane per cercare di sconfiggere e catturare il “mostro” Joseph Kony. Un nuovo Afghanistan in arrivo.
octavio

sabato 25 febbraio 2012

Chi è che crea il terrorismo?

Un fatto gravissimo, che sta passando come inosservato da quasi tutti i media mondiali e che sarà commentato, dalla stragrande maggioranza della gente come un fatto di poco conto, un fatto che non dovrebbe colpire così tanto il sentire comune. Obama ha chiesto scusa, e meno male che almeno questo lo ha fatto, al presidente afghano Karzai per il ritrovamento in una base militare statunitense in Afghanistan di copie del Corano bruciate. Il fatto è gravissimo, non mi potete venire a dire che è il solito Islam ad essere esagerato o che quelli sono tutti terroristi quindi gli sta sol che bene che gli abbiano brucitao il loro testo sacro. È come dire, per chi ama la propria moglie o fidanzata quasi come un dio, che un gruppo di persone viene in casa vostra e vi brucia la moglie; è come dire, per chi crede nel cristianesimo, che vi brucino la croce che tenete appesa in casa; è come dire, per rendere l’esempio più accattivante, per chi crede nel dio denaro, che vi brucino i vostri soldi: non v incazzereste? E il bello, si dice così ma bisognerebbe dire il brutto, è che è stato accertato che quei libri del Corano bruciati in gran parte erano stati requisiti ad alcuni prigionieri dalle forze statunitensi perchè ritenute testi che incitavano al fanatismo e al terrorismo e ritenuti mezzo per trasportare messaggi in codice tra i vari detenuti. Voi capite, spero, che il mondo militare statunitense è pazzo e il gruppo governativo nordamericano è ormai dentro a un delirio di onnipotenza tale che li rende capaci solo di chiedere scusa davanti a un atto che richiederebbe un risarcimento danni morali e fisici. E, poi, sapete perchè Obama ha chiesto scusa? Solo perchè è preoccupato dell’ondata di violenza che si potrebbe scatenare contro la popolazione statunitense sita in Afghanistan. Preoccupazione assolutamente reale ma concorderete con me, e chi non concorda è plagiato da Obama e i suoi scagnozzi, che a fomentare le azioni violente o il terrorismo, se proprio così volete chiamarlo sono coloro che lo dovrebbero combattere.
octavio

giovedì 12 gennaio 2012

Have a nice day, my friend


Il video su youtube è bloccato per i minori di 18 anni, non perchè sia porno o erotico ma per la violenza delle scene. Io credo che sia giusto che il mondo sappia, credo che non solo aljazeera debba mostrare il video sulle sue emittenti, vorrei che anche chi non è dichiaratamente di parte lo prendesse in considerazione e lo mostrasse, nella sua violenza e nella sua durezza. La storia è maestra di vita? Se sì, allora servirà a qualcosa, se no almeno si ha un’idea vera di ciò che gli Stati Uniti fanno nei paesi che vanno a colonizzare dicendo che agiscono per la pace e la libertà.
I marines e tutto l’assetto militare statunitense si è subito apprestato a dire che non si è ancora certi sull’autenticità del video. Hanno poi aggiunto (alla faccia della coda di paglia...) che anche se il video fosse vero le azioni in esso contenute non rappresentano i loro valori fondamentali (?!?) e non sono indicativi del carattere dei marines.
Commento generale per tutta questa serie di stronzate: ma andate affanculo.
Secondo il mondo statunitense noi, dopo che abbiamo visto le immagini della guerra, dopo che abbiamo saputo i numeri dei morti, dopo che, sopratutto, abbiamo avuto esempi come quello di Abu Ghraib crediamo ancora a queste fandonie?
Il problema è un altro, il problema è che in Afghanista, e questo anche in Iraq e in tutti i territori che gli USA devono conquistare, sono stati mandati giovani fomentati dai loro superiori, dalle tv e dai giornali; giovani ai quali non è stato permesso di vivere in pace e che esprimono così il loro disagio. C’è chi si diverte a farsi le foto con i carcerati, c’è chi prova gusto a masturbarsi davanti alla popolazione femminile, chi non ha altro di meglio da fare che toccare (ma dire meglio abusare) le parti intime degli individui appena arrestati e chi, come nel video, gode nel pisciare su dei cadaveri.
octavio

giovedì 23 giugno 2011

Usati e abbandonati

Nel 2009 Obama aveva dichiarato che 33mila soldati sarebbero andati in Afghanistan a dare man forte ai 100mila già presenti e stabili sul territorio. Un invio che aveva fatto storcere il naso a molti e fatto arrabbiare tanti altri (anche me) perché lui era stato anche eletto per porre fine alla guerra e invece con questo atto dava il via a una nuova fase contro i talebani. Ieri ha annunciato la sua exit strategy, per dargli un nome più altisonante, e ha così precisato che 10mila soldati se ne andranno entro l’anno e tutti i rimanenti rientreranno a casa entro il 2014.
Mi sono voluto mettere nei panni della gente che Obama sta decidendo di spostare e voglio condividere con voi ciò che penso.
I soldati saputa la notizia saranno sicuramente gioiosi, sapere di ritornare ad abbracciare i propri cari al massimo entro tre anni deve essere una gioia piena e sincera, ma su tutti questo 100mila soldati quanti rientreranno in patria senza problemi permanenti fisici e psicologici? Quanto prima del 2014 moriranno ancora? Quanti rimarranno mutilati? E parlo di quelli che ancora sono sul territorio, ma non è giusto dimenticare chi è già morto e chi è già stato segnato a vita.
I parenti dei soldati saranno anche loro felicissimi, ma io credo che stiano contando i giorni, le ore e i minuti che li separano da quel 2014 e stiano pregando (in questo caso qualsiasi dio è valido) per la vita e la salute dei propri cari, tre anni sono tanti, tre anni sono troppi.
Infine c’è la popolazione afgana, quella che dal 2014 rimarranno senza esercito americano e senza eserciti “amici” e solo in mano al loro esercito, la loro polizia e il loro governo. Un paese alla sbando sarà lasciato (se è vero quello che dice Obama ma qui il motto “se non vedo non credo” è assolutamente d’obbligo) da solo a gestire il peggior dopo guerra che la storia abbia mai visto; e va precisato anche che anche se l’America se ne andasse la guerra e la violenza di certo non finirebbe di botto.
La dichiarazione di Obama allora a cosa serve? A mettere a tacere chi lo ha votato. Ora però che gli anni di guerra e colonizzazione in Afghanistan sono passati abbandonare il paese a se stesso è mandarlo a morte certa. Il problema è sempre stato e sempre sarà la guerra. Aver portato una pace armata in un paese che già traballava è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: da lì ormai nessuno se ne potrà mai andare e a rimetterci sarà sempre la popolazione.
octavio

venerdì 21 gennaio 2011

puzza di guerra neanche troppo lontano

Al costo di sembrare ripetitivo voglio anche oggi parlare del mio Paese. C'è un affetto di base verso questa Italia così unica per cultura, storia, tradizione, paesaggio, enogastronomia, personaggi, architetture che mi spinge a dire "mi interessa, mi sta a cuore" per tutto questo e per la gente che qui vi abita.
Mentre la vita istituzionale è bloccata nelle questioni notturne del Presidente del Consiglio, la nave è veramente senza nocchiero in una gran tempesta, come disse già Dante "un bordello", mai definizione fu tanto appropiata.
Ancora un soldato è tornato dall'Afghanistan avvolto in una bandiera legato stretto perchè sembrasse intero. In quel martoriato angolo di mondo siamo una forza di occupazione al soldo di una super potenza assetata di petrolio. Tutte le fonti di informazione ripetono a martello che la presenza d'occupazione (parola mai usata ma che nei fatti è tale) è presente per garantire la pace. Questa "pace" è solo la nuova, ripetuta dal termine del secondo conflitto mondiale, "pax romana" assicurata dalle armi dell'Impero che già allora aveva una sua propaganda, un suo infiltrarsi nel territorio tra le lotte locali, un deserto spacciato per pace.
Via quindi da ogni luogo dove la forza delle armi soffoca la cultura e l'identità locale.
L'Italia soffoca sotto il peso della disoccupazione, generazioni ferme al palo con titoli di studio ottenuti faticosamente e inutilizzabili, diritti annullati nel nome di una "crisi economica" che sembra sempre più creata e diretta da quei ricchi che con questa situazione si sono ingrassati aumentanto a dismisura la forbice tra loro e gli altri.
Oggi il TAR del Lazio ha fatto presente che classi da 35-40 studenti sono inaccettabili, ancora una testimonianza della distanza tra chi dovrebbe decidere per il bene di tutti che ha fatto una legge così assurda e la realtà di una società che aspetta risposte, palesata oggi da questo monito. I "moti" universitari degli scorsi mesi sono ormai archiviati, "va tutto bene" è l'unica risposta che sanno dare. Chi continuerà a studiare in questo "Bel Paese là dove la Mediaset sona?", sempre per ricordare un italiano che della cosa pubblica era preoccupato e che ha reso la nostra lingua famosa in tutto il mondo.
In questo bel quadro, l'inquisito vuol essere inquisitore, colui che si proclama innocente non vuol rispondere alle accuse, colui che dovrebbe rispondere a questioni sociali sul punto di esplodere si scaglia contro la divisione dei tre poteri all'urlo già sentito di: "lo stato sono io".
Le questioni nazionali e internazionali chiedono la presenza di uomini di stato non personaggi televisivi capaci solo di occuparsi in modo feudale di vallette, vallettine e vallessori.
In tutto questo torna l'urlo alle opposizioni, alle istituzioni ancora svincolate dal potere mediatico affinchè ci diano una risposta istituzionalmente seria. Soprattutto italiano arriva a te l'appello a smuoverti dall'adagio televisivo, giornalistico, pubblicistico che vuol farti credere di essere forte solo se dalla parte del forte.
IoLiOdioINazistiDellIllinois 

mercoledì 5 gennaio 2011

La resa dei conti, sui soldi

Alla fine al dunque ci siamo arrivati, alla fine si è arrivati al problema che metterà in crisi Obama, non è certo l’unico, ma grattacapi sicuro gliene darà. Non c’è gioia o delusione in quello che sto per scrivere, non godo a veder crollare le certezze di Obama e nemmeno me ne dispiaccio; no, sono però preoccupato perché ora oltre alla guerra in Afghanistan lui deve combattere anche quella politica che porterà sicuramente a un nulla di fatto sul fronte “chiudiamo questa indegna crociata portata avanti solo per interessi economici e per il godimento di alcuni sadici a cui piace vedere la gente morire”, nulla di fatto sul fronte “preoccupiamoci della gente che la crepa”.
Il Congresso USA deve infatti esaminare la possibilità di tagliare i fondi per l’assistenza in Afghanistan, tagliare significherebbe anche avere un respiro più ampio economicamente parlando, questa guerra pesa come un macigno sui contribuenti statunitensi che hanno dovuto pagare la bellezza di 56 miliardi di dollari in tasse dal 2002 (e poi Obama, con la sua bella faccia da uomo intrigante e affascinante, finanzia le banche non la gente che muore di fame), e significherebbe finalmente smettere con una guerra ingiusta (l’ho già descritta prima). Questo taglio non può però certo dimenticare il piccolissimo dettaglio che gli USA ormai, non possono più ritirarsi in toto da quella terra. Ora che il danno l’hanno fatto, ora che hanno distrutto tutto l’apparato politico, sociale, medico, economico eccetera non possono lasciare nella merda milioni di persone con un semplice “la Guerra è finita, ciao no andiamo” (ATTENZIONE lo fanno solo per problemi legati alla visibilità pubblica non certo perché davvero gli interessi quella gente) e quindi sì devono tagliare ma non possono portare via tutto. Insomma gli USA si trovano davanti a un rompicapo creato con le loro stesse mani e che ora non sanno più come risolvere. A rendere tutto più difficile ci si mettono anche i repubblicani, loro, che con i mitra ci vanno anche a letto, hanno già comunicato, forti della loro personale “presa della Bastiglia”, la Camera, che non hanno nessuna intenzione di tagliare sulla guerra; per loro il problema è solo di mal gestione economica delle risorse.
Morale della favola: i repubblicani vogliono la guerra, la vogliono a tutti i costi, la vogliono anche per far fare brutta figura a Obama, Obama non sa più cosa fare, non sa più con chi parlare, non sa più cosa decidere, i democratici aspettano che Obama dica qualcosa, loro da soli non sanno decidere, il popolo americano vorrebbe solo meno tasse da pagare, il popolo afghano vorrebbe solo non morire.
octavio

venerdì 26 marzo 2010

He's back


He’s reappeared, from the depths of the mountain is back, fears around the world resume: Ladies and Gentlemen, here’s to you Bin Laden! (Applause from the audience).
When the war began to creak he always appears, this time with a shock statement (maybe it’s always like this, isn’t it?): “If one of our will be kill all the hostages will be executed”.
First of all I have to explain that it’s obvious that Bin Laden should be condemned and brought to justice, but until U.S. continue to play his dirty game nothing will change. Violence doesn’t lead anywhere, always kill bring with it another killing.
octavio

lunedì 15 febbraio 2010

anniversario

Non se ne parla molto ma in questi giorni in Afghanistan è in corso L'operazione Mushtarak. Il 15 febbraio 1989 l'URSS si ritirò dall' Afghanistan. Oggi è la ricorrenza di questo evento e davanti alla strage di ieri di civili afgani è bene ricordare questo precedente storico. Ormai non si parla nemmeno più della decisione del presidente americano Carter, del 1979, di organizzare e armare i mujaheddin afgani sfruttando anche il commercio dell'oppio del paese in funzione antisovietica. Chi semina vento...

IoLiOdioINazistiDellIllinois