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giovedì 14 giugno 2012

Un sogno...

Un sogno? Che i popoli vivano in accordo tra di loro. Un sogno? Che si realizzi questo. Sì perchè il problema non è tanto sperare che l’uomo possa vivere insieme all’altro uomo, di per sè ci riuscirebbe; il problema è che ciò si realizzi. Se ti convincono che il tuo vicino puzza, se ti convincono che chi ti sta a fianco ruba, se ti convincono che al di là del fiume stanno gli assassini, se ti convincono che nel bosco vivono i mostri, se ti convincono che nel mondo i migliori siamo solo noi è chiaro che si arriva al famoso, strausato, pieno di significato homo homini lupus.
Ora, che Kosovo e Serbia siano ai ferri corti è risaputo, molti post sono stati dedicati a questo annoso problema. Che si arrivi a tanto è, però, per me complicato da comprendere. Il Ministro dell’Interno kosovaro ha stabilito che l’utilizzo di auto con targhe serbe ma riferite a località kosovare è vietato; da pochi giorni, chiunque venga sorpreso a bordo di un mezzo con queste caratteristiche si vedrà sequestrare il veicolo.
Le auto con targhe serbe viaggiano ovviamente al Nord del paese, e il Nord del paese è a maggioranza serba, la quale, ça va sans dire, non ha nessuna intenzione di accettare questa nuova legge. Una legge, diciamolo, fatta solo per inasprire il già inesistente dialogo. Una legge inutile, insignificante; ditemi voi che cosa cambierà, nel rapporto tra i due Stati e le due popolazioni se ci saranno macchine senza targa serba in Kosovo.
E ora voi mi potresti dire: “Ma sei scemo, ma non lo sai che è previsto dagli accordi di Belgrado che in Kosovo non esistano più macchine con targa serba?
Sì, lo so. A maggior ragione.
aleksej

mercoledì 6 giugno 2012

Le politiche vincenti in Europa


Il “problema” velo islamico è da tempo che ci costringe a domandarci se sia giusto o meno che una donna si copra totalmente e completamente. Io penso che ai fini della sicurezza sia sbagliato, ai fini della libertà di espressione e religiosa sia giusto; basterebbe accordarsi per il riconoscimento, ove necessario (e quindi non tanto per fare), degli individui portanti burqa o niqab.
Le leggi a riguardo si sprecano e in molti paesi europei l’uso del velo integrale è, ormai, vietato in ambiente pubblico, pena il pagamento di sanzioni pecunarie più o meno elevate. Ecco, io questo lo trovo ingiusto, completamente ingiusto.
C’è chi ha però voluto fare di più, dimostrando non solo l’ignoranza e la stupidità che lo contraddistingue ma sottolineando al mondo intero la sua xenofobia e il suo razzismo; sto ovviamente parlando di Filip Dewinter, esponente del partito di estrema destra del Belgio.
Il Belgio già da tempo ha una legge che vieta il velo totale per tutte le donne islamiche, pena pecuniaria per chi viene “beccata” pari a 150 euro. Il politicante in questione ha però notato che la legge esiste, ma in realtà ben poche forze dell’ordine e cittadini la mettono in atto e, così, le donne continuano a stare con il loro velo e nessuno gli dice nulla nè gli fa pagare alcunchè. Quindi ecco la proposta: verranno offerti 250 euro a tutti coloro che, forze dell’ordine o cittadini, denunceranno agli organi competenti tutti i soggetti femminili che indossando burqa o niqab contravvengono alla legge.
Un tempo la chiamavano caccia alle streghe e poi le streghe finivano sul rogo. Queste sono le politiche vincenti in Europa oggi.
octavio

giovedì 24 maggio 2012

DIfendete il diritto dei palestinesi


Prima una breve introduzione generale. Lo sanno tutti, anche i bambini, da che esiste lo Stato di Israele il mondo palestinese è stato distrutto e, dunque, il popolo palestinese protesta. Lo sanno tutti, anche i bambini, che le proteste si sono sempre mosse su due filoni: quelle violente, integraliste che sono da condannare in toto, hanno prodotto solo altra violenza di ritorno; quelle pacifiche, che io ho sempre appoggiato e sono, in generale da appoggiare, che male c’è a che un gruppo di individui contesti la propria perdita di qualsiasi libertà? Lo sanno tutti, anche i bambini, che Israele non accetta queste proteste, quelle violente per ovvie ragioni, quelle pacifiche perchè lo Stato di Israele è guidato da nazi-sionisti che hanno subito una “lobotomia talmudica”. Lo sanno tutti, anche i bambini, che Israele per risolvere il problema proteste incarcera tutti, senza troppe remore.
“L’Unione Europea (Ue) difende il diritto dei palestinesi a manifestare pacificamente contro gli insediamenti illegali che Israele costruisce sulle loro terre”.
Questa sarebbe la grande novità, questo sarebbe la svolta decisiva, qui si dovrebbe festeggiare perchè qualcuno ha detto qualcosa contro Israele. Anzitutto non è il primo Stato che interviene non a favore ma contro Eretz Israel, e la conta degli Stati che hanno riconosciuto la Palestina e la conta dei politici che hanno cercato di far muovere qualcosa sono infinite.
Io, sinceramente, non mi accontento di questa dichiarazione, è facile elencare i diritti di qualcuno, il problema è che questi diritti devono essere rispettati e fatti rispettare. Fino a che non si prenderanno posizioni ferme e decise che mettano fine allo strapotere nazi-sionista parlare di Palestina è solo dare aria alla bocca.
michael

venerdì 20 aprile 2012

Macelleria Messicana

È la sera del 22 luglio 2001. Sono circa le 22.00. Alla scuola Diaz di Genova, allora ospitante il Genova Social Forum in occasione del G8, faceva interruzione il VI reparto mobile della polizia di Stato. Forse non tutti ci ricordavamo questa data, ma il film che è appena uscito nelle sale: “DIAZ”, di Daniele Vicari, ce l’ha riportato alla mente.
Il G8 sta per finire, ma prima da Roma arriva un alto funzionario del Ministero degli interni che ordina di sgomberare un manufatto, dove si trovano in black blok (“o almeno uomini incappucciati che bevono birra”, come dichiara un poliziotto). L’intervento avviene senza autorizzazione del magistrato: vi è infatti l’art 41 del TULPS (Testo Unico sulla Sicurezza) che in flagranza di reato consente operazione di polizia giudiziaria senza informare il magistrato.
MA qual è il reato? È una bottiglia vuota che il pomeriggio di quel 22 luglio era stato gettata da alcuni manifestanti su una macchina della polizia.
Furono fermati 93 attivisti, 61 persone finirono in ospedale, di cui tre in prognosi riservata e uno in coma.
Il 13 luglio 2007, a sei anni da quei fatti, il vice questore aggiunto del Primo Reparto Mobile di Roma confesserà a Genova in un aula di tribunale che quello fu un vero e proprio pestaggio, definendolo “macelleria messicana”.
Agirono senza paura di nessuna conseguenza; entrarono armati di manganelli contro civili disarmati, fra cui giornalisti, e addirittura un pensionato che aveva trovato lì ospitalità per la notte e che sarebbe rientrato il giorno dopo a casa. Ci tornerà ma con un braccio rotto.
Il passo che riporto tratto dagli atti processuali spiega bene la dinamica di questo ‘macello’, dove afferma che:  “l’inconsulta esplosione di violenza all’interno della Diaz abbia avuto un’origine spontanea e si sia quindi propagata per un effetto attrattivo e per suggestione, tanto da provocare, anche per il forte rancore sino allora represso, il libero sfogo all’istinto, determinando il superamento di ogni blocco psichico e morale nonché dell’addestramento ricevuto, deve d’altra parte anche riconoscersi che una simile violenza, esercitata così diffusamente, sia prima dell’ingresso nell’edificio, come risulta dagli episodi in danno di Covell e di Frieri, sia immediatamente dopo, pressoché contemporaneamente man mano che gli operatori salivano ai diversi piani della scuola, non possa trovare altra giustificazione plausibile se non nella precisa convinzione di poter agire senza alcuna conseguenza e quindi nella certezza dell’impunità. Se dunque non può escludersi che le violenze abbiano avuto un inizio spontaneo da parte di alcuni, è invece certo che la loro propagazione, così diffusa e pressoché contemporanea, presupponga la consapevolezza da parte degli operatori di agire in accordo con i loro superiori, che comunque non li avrebbero denunciati”.
è proprio questo il punto più grave: questi poliziotti hanno operato nella totale violazione delle norme e delle leggi, perché sapevano che potevano farlo; perché sapevano che non sarebbero stati puniti; perché sapevano che i loro superiori avrebbero trovato una giustificazione a quel pestaggio( ‘la Diaz era un ospedale e i presenti presentavano contusioni e ferite pregresse all’arrivo del VI comandò’- dichiarerà uno dei loro capi).
Diversi membri dell’Unione hanno chiesto per due volte di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta, e per due volte il parlamento si è opposto.
Nessuno vuole un’altra inchiesta, che porterebbe probabilmente alla luce nuovi fatti, nuovi particolari forse anche più scabrosi. Alla fine nessuno risponde.
loner

giovedì 12 aprile 2012

Tutta colpa della crisi

Quasi 2milioni di sterline, il Guardian, giornale del tutto autoritario e a capo di numerosissime inchieste che hanno svelato molti scheletri nell’armadio in tutto il mondo, così calcola la somma di regali che alcuni governi e, sopratutto, lobbies hanno “racapitato” ai parlamentari inglesi. Il conto ovviamente tiene presente viaggi, cene e servizi svolti in maniera gratuita e per i quali nessun parlamentare sarà tenuto a fornire informazioni a riguardo. La somma di cui sopra, è stata calcolata relativamente all’anno 2011.
Oggi non voglio tirarla troppo per le lunghe, la notizia non ha bisogno di grandi commenti. Nel mondo c’è chi muore di fame, nel mondo c’è chi non ha un lavoro, nel mondo c’è chi non riesce più a crescere i propri figli, nel mondo c’è chi si suicida perchè troppo indebolito per reggere il peso della vita. È colpa della crisi, ci continuano a raccontare.
Scusate, ma se c’è la crisi sti soldi dove cazzo li hanno tirati fuori?
octavio

martedì 10 aprile 2012

Meditazioni

“Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato
in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt´al più le note a margine.
E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato,
perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un´atomica.
E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l´altro paese,
in cui da anni – anche se coperto da segreto -
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?
Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.
Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile, la cui specialità
consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata
ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
dico quello che deve essere detto.
Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;
anche perché noi – come tedeschi con sufficienti colpe a carico -
potremmo diventare fornitori di un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.
E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un´istanza internazionale.
Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita,
e in fin dei conti anche per noi.”
Gunter Grass

Queste le parole che hanno fatto scoppiare l’odio in Israele, inaccettabile che un compagno di fede e di stirpe divina possa divenire “il simbolo dell’antisemitismo”, così com’è stato definito da alcuni israeliani.

 “L’Italia ha sempre sostenuto l’esistenza di due Stati che vivano uno affianco all’altro in pace”
Mario Monti

 Diceva ciò mentre era obbligato a indossare kippa e paramenti ebraici: in Israele o ebreo lo sei o ebreo lo diventi.

 “La richiesta presentata all’ONU non è stato un atto per screditare Israele, lo si è fatto solo nell’ottica di arrivare ai due Stati, separati e in pace”.
Abu Mazen

Diceva ciò mentre i coloni israeliani distruggevano case e negozi in Territorio occupato.

 “Sì ai due stati, ma quello palestinese senza armi”
Benjamin Netanyahu

Le cazzate le dice solo lui.
michael

giovedì 22 marzo 2012

Salam 'alaikum

Se c’è un uomo di pace è lui, Dalil Boubakeur. Sui fatti di Tolosa è dovuto, ha voluto, intervenire per dichiarare che l’Islam si basa sulla pace, e come dargli torto. I folli esistono, ma non solo nella religione musulmana, e se dobbiamo parlare dell’attentatore che ha ammazzato, a caso, dei soldati e con maggiore intenzionalità degli ebrei, dobbiamo davvero parlare di follia. Non può essere sano di mente chi dice che vuole morire con le armi in mano, chi dice che ha ammazzato persone a caso solo perchè militare o chi dice che vuole ammazzare bambini ebrei solo per vendicare i bambini palestinesi o, ancora, chi filma le sparatorie e dichiara di volerle mettere in internet.
Israele aveva già commentato, poi è stato il turno degli USA (Obama ha chiamato per le doverose condoglianze), poi è stato il turno della Francia (Sarkozy prima ha detto che vuole l’attentatore vivo, poi ha detto “Ci voleva distruggere ma noi non crolliamo”, poi ha detto “Grazie Obama insieme a te combattiamo il terrorismo”, ma che cosa c’entra Obama adesso?), poi è stato il turno della Palestina (Fayyad ha detto “Basta usare noi per giustificare le vostre merdate”, non ha usato queste parole ma il succo è precisamente questo).
Pochi minuti fa ho letto la notizia che il blitz sarebbe finito da qui a poco, l’attentatore sembra essersi suicidato, non avendo risposto a nulla dopo che le teste quadre hanno ridotto a brandelli la sua casa, il suo bunker.
Io volevo accodarmi alle parole di Boubakeur, persona che stimo sinceramente, l’Islam è pace, si fonda sulla pace e lavora per la pace; i pazzi, i folli, gli attentatori non fanno parte dell’Islam, sono assassini e per questo vanno puniti.
Un unico accorgimento, vi prego non usate questo fatto per martirizzare Israele. I bambini e il rabbino morti sono martiri, questi ebrei morti sono martiri; il governo d’Israele e i suoi sostenitori sono degli assassini. Perchè? La stessa violenza usata dall’attentatore di Tolosa la riversano sui cittadini palestinesi, con un unico obbiettivo: sterminio di un popolo.
michael

mercoledì 21 marzo 2012

Storie di ordinaria follia

La definizione messa a titolo di post io l’ho sempre vista associata a situazioni assurde, spesso violente, che contraddistinguono la pazzia di uno o più componenti di un gruppo. Oggi io voglio parlare di ordinaria follia relativamente al Governo bulgaro.
La crisi economica ci sta ammazzando tutti, in Bulgaria c’è, però un industria farmaceutica che dal 2008 ad oggi ha sempre vissuto anni d’oro e, anzi, nel 2011 ha aumentato le vendite del 10% circa. In questo caso non vale dire che le medicine comunque si vendono, il settore sanitario non può andare in crisi perchè malati ce ne sono e ce ne saranno sempre.
Lo scandalo della Sopharma, questo il nome dell’azienda, è stato da poco smascherato e si basa tutto sui legami politici che sussistono fra il suo presidente e Ministero della Salute e politici. Un legame indissolubile il loro sancito apertamente quando a vice-ministra alla salute viene messa la signora Pavlova, non la torta, oggi obbligata a dimettersi, che prima di tanto ambito scranno occupava la più modesta sedia dirigenziale dell’industra farmaceutica Sopharma. La stessa dello scandalo? Sì. Vi sto dicendo che la vice comprava le medicine solo da loro perchè prima lavorava lì? sì, proprio così.
E sapete una cosa? Il presidente dell’industri è anche presidente di svariate testate giornalistiche. E sapete un’altra cosa? Le medicine prodotte da Sopharma costano in Bulgaria il doppio o il triplo delle medicine prodotte da Sopharma e vendute fuori territorio bulgaro. E sapete un’ultima cosa? A me fa schifo che i politici giochino con i bisogni primari dell’uomo e in particolare con il suo bisogno di salute.
aleksej

martedì 20 marzo 2012

Il mio personale Kaddish


Lo so, io sono inguaribile. Non riesco a non criticare il modo di pensare, il modo di legiferare, il modo di agire, il modo di uccidere israeliano. Penso anche, ma questa è tutta presunzione mia, di averne motivi infiniti per poter criticare tutto ciò che ho appena elencato.
Altra cosa è se parlo di ebraismo o di ebrei, il rispetto per loro è uguale a quello che ho per ogni etnia e per ogni realtà. Un conto è l'uomo, un conto è la violenza che l'uomo può produrre.
Proprio per questo motivo oggi non parlerò di Palestina, parlerò di ebrei; ebrei ammazzati.
La notizia è sulla bocca di tutti, non credo sia nemmeno da ripetere, la strage (perchè le stragi si contano sul sangue che scorre non sul numero delle vittime) avvenuta a Tolosa definita, con ragione, agghiacciante dal Governo di Israele e definita folle e orrenda da tutto il mondo me compreso, non può passare inosservata, non può passare ingiudicata.
Si parla di estremismo neonazista, si crede che ex parà siano dietro alla strage ebraica e a una scia di sangue che da alcune settimane scorre per le vie francesi. Non voglio parlare oggi degli indetikit degli assassini, non voglio studiarne le psicologie. Come più volte ho detto, davanti al dolore, quello vero, davanti a bambini di 10, 6, 3 anni ammazzati a colpi di pistola, davanti ad adulti uccisi nello stesso modo, il silenzio è ciò che risulta necessario; un silenzio per capire, un silenzio per pensare.
Ciò che va sottolineato oggi è che l'Europa non è nuova al nazismo, l'Europa non è nemmeno nuova al neonazismo. La politica odierna punta tutto sull'ultranazionalismo e riscuote anche un notevole successo. L'interesse personale è il solo nuovo comandamento, lo sfruttamento è la nuova economia, il razzismo la nuova ideologia.
michael

mercoledì 14 marzo 2012

Society where everyone respects each other

DPS is a state-building party. This is our greatest responsibility, as it brings stability to our system and competitiveness to our society. This responsibility should give birth to modern politics and a modern image, with elements of traditional national identity. We have written history, together with our coalition partners – and we, therefore, have historic responsibility. This is why DPS is a party of independence. The traditional identity of the Montenegrin society can be based on a definition of “the Montenegrin minimum” – a set of principles that embrace the international recognition of our political community, our centuries-old statehood and independence, our symbols, language and history. Montenegro is a society united in diversity of traditions, cultural identities and religious beliefs, where everyone respects each other and nobody is excluded from the community. We define DPS as a strong and clear Montenegrin party – our identity is inclusive, rather than exclusive. That is why DPS has a vision of the Montenegrin society as a highly harmonious community of Montenegrins, Serbs, Bosniaks-Muslims, Croatians, Albanians, Roma and others. Being part of the modern-day Montenegro means experiencing the diversity and tolerance of all ethnic groups, religious, linguistic and cultural communities. European integration and NATO accession provide the best long-term safeguard for Montenegro’s statehood and independence, as well as a framework for preserving Montenegro’s cultural and spiritual identity.

Non è molto aggiornato il blog personale del Premier montenegrino, non ho potuto fare di meglio. È comunque sufficiente per ciò che voglio dire io. Sarò forse pazzo, sarò forse inguaribile ma io credo che le parole hanno un peso e, dunque, quello che si dice lo si deve rispettare o, almeno, si deve cercare di farlo. Puntare tutto su uguaglianza, inclusione, tolleranza e libertà di espressione e parola è cosa difficile, direi quasi impossibile, sopratutto se sei politico e sopratutto se nel tuo paese chi dovrebbe avere al massimo le libertà di cui sopra è sotto accusa sempre. Un direttore di giornale ammazzato, uno picchiato e sette attaccati nel 2011; il 2012 annovera il pestaggio di una donna, una giornalista donna.
Tutte le persone uccise o picchiate stavano indagando su illeciti, tutte le persone immischiate erano politici. Nè il Governo, nè la polizia ha mai aperto un fascicolo a riguardo, dite che c’è qualcosa che non torna? Dite che la libertà di espressione e l’integrazione erano tutte balle? Io sì.
aleksej

martedì 21 febbraio 2012

Martedì grasso

Vorrei fare anzitutto un esempio. Se, da cristiani, foste informati che alla tal manifestazione il volto di cristo è stato usato come divertimento, come maschera per il carnevale, come gioco per passare le giornate cosa fareste? Ecco, il problema qui si fa enorme, esempi di questo tipo ce ne sono tanti, molti hanno “profanato” il volto di cristo, ma il popolo cristiano cosa ha fatto? I moralisti si sono detti indignati, i sinceri si sono detti addolorati, i menefreghisti se ne sono fregati; si sa il sentimento cristiano non è mai stato forte negli individui, oppure, se lo è stato si è trasformato in integralismo moralista. Ora cambiamo religione, vi rifaccio la stessa domanda ma mettendo l’Islam al posto del cristianesimo, quale sarà il risultato? Manifestazioni di piazza a non finire, dichiarazioni al vetriolo lanciate su giornali, muri, televisioni e radio, quello che, insomma, tutti, chiamano terrorismo islamico. Io odio pensare che il mondo islamico sia terrorista, per me è insensato crederlo; penso invece che la verità stia nel senso religioso: quello cristiano manca, quello islamico è tanto, così tanto da diventare, a volte e non sempre, integralismo.
Dopo la lunga dissertazione religiosa posso dunque arrivare al punto: la Macedonia rischia che le proteste che da alcune settimane la invadano cadano troppo pericolosamente nel sangue. Proteste per cosa? Per il carnevale di Vevcani, esistente già dal 1400, dove hanno sfilato alcune maschere offensive per la comunità albanese musulmana lì abitante. Da lì ovviamente la notizia si è sparsa in tutta la nazione con relative proteste.
Preciso subito che io non sono qui a dire che i musulmani sono sempre presi di mira e quindi vanno difesi, chi ha le sue colpe se le deve prendere e il fatto che, ad esempio, la comunità albanese non voglia che i propri figli imparino il macedone mi sembra insensato, tanto quanto la scelta del sindaco della cittadina in questione che non ha voluto chiedere scusa.
Ciò che va valutato è che, ancora una volta, si fa di tutta l’erba un fascio: ci si obbliga a credere che qualunque cosa sbagliata l’altro faccia sia per questioni di diversità e, in questo caso, essendo la diversità la religione su quello si gioca.
Il primo vero razzismo non è tanto dire “tu hai la pelle scura e io ce l’ho chiara” ma “tu sei diverso da me e per questo io ti sono superiore”.
aleksej

domenica 19 febbraio 2012

Le passanti

Cos'è questo tempo che scorre tra le dita? Con quale nome la Storia ricorderà i nostri anni? Sentendo sul volto il vento della guerra incombente, ruggente e anelante ci chiediamo se in questi anni si sia effettivamente vissuti in pace. Quanti i passanti incrociati e lasciati andare, come è possibile che stiamo nuovamente e silenziosamente precipitando verso le armi? Nella nostra "grande" civiltà orientale, nella nostra Europa dimentica della sua Storia, la solitudine e la paura di non avere abbastanza denaro hanno reso l'altro uno sconosciuto, un passante e infine un nemico. Nemico per il posto di lavoro che occupa e che vorrei io, nemico per la macchina che guida e che io non ho, nemico invidiato e di nuovo odiato. Tutta la nostra divisione, il potere tecnico ed economico che pensavamo potesse svilupparsi all'infinito lasciandoci grassi mangiatori di elettronica ci ha visti invece sempre più soli e pian piano gli uni contro gli altri. Parafrasando il celebre verso possiamo dire; non chiuderti nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada, dei tuoi colleghi, insegnanti e vicini. Solo così possiamo di nuovo ricostruire quella terra di pace che vogliamo nonostante latentemente ci insinuino come inevitabile un intervento armato contro l' Iran.
IoLiOdioInazistiDellIllinois



mercoledì 1 febbraio 2012

Io li odio i nazisti dell'Illinois

Il conto per la politica come la conosciamo è servito. L'attuale governo oltre alla demolizione dell'articolo diciotto, oltre al ricatto che fa a tutti i popoli d'occidente ("o Monti o crolla l'Italia e se crolla l'Italia crolla l'Europa e se crolla l'Europa crollano tutti i mercati ecc") sta abbattendo anche quelle forze politiche che, volenti o nolenti, lo sostengono. La differenza di operato è comunque impressionante. Incredibile ma vero quando si parla di opposizione a questo Governo gli unici nomi che emergono sono Lega Nord e Beppe Grillo. Ottimo! La loro opposizione li farà aumentare nei sondaggi ma certo non è un'alternativa, anzi con buona pace degli ipocriti nordici che ci hanno portati in questa crisi, fanno proprio il gioco di un governo che risponde solo al mercato e che ha in questi folli un modello alternativo improponibile e assurdo, insomma meglio averli "contro" che "con" per il nostro Mario. Intendiamoci non siamo nostalgici dell'omuncolo che avevamo prima e che ha fatto solo i suoi porci (con rispetto parlando per il nobile suino che tanto bene opera al palato) comodi che dell'attuale situazione ha le vere responsabilità, solo che non vediamo nell'attuale situazione una corrispondenza all'attesa della povera gente. In più la vecchia politica fa tutto il possibile per farsi odiare. Si annunciano tagli ai parlamentari che sono in realtà rinuncia ad ulteriori aumenti, non si diminuiscono in troppi comuni assessori e dirigenti, non ci si cura delle persone e dello Stato ma si è pronti alla speculazione, alla compravendita di case, ad intascare enormi patrimoni partitici. Se c'è da stringere la cinghia certo non aspettiamoci che inizino loro. Il punto però è un altro. Il punto è quanto e come può reggere la nostra democrazia davanti a questa situazione. L'attuale legge elettorale non consente il rinnovamento reale dei parlamentari che hanno in questi anni dimostrato un distacco dalla realtà davvero mostruoso. Il punto è quindi come agirà il popolo abituato a un tenore di vita che non poteva permettersi quando anche l'ultimo euro sarà speso, come reagirà il popolo in sofferenza davanti a politici ancora ricchi e ben pasciuti, come reagiranno giovani senza lavoro e con titoli di studio di livello che, purtroppo, non sono commestibili.
IoLiOdioINazistiDellIllinois

mercoledì 11 gennaio 2012

Please give me a five-minute break, I need to rest

Il 20 gennaio dello scorso anno gridavo alla risoluzione del giallo. Non voglio oggi dire che ritiro tutto ciò che ho detto, anzi, purtroppo posso dire che la mia ipotesi è ancora più avvalorata dagli ultimi fatti accaduti in Polonia. Ecco allora la nuova versione dei fatti, dopo che Mikolaj Przybyl, procuratore militare polacco, ha tentato il suicidio in diretta televisiva. Forse qualcuno ha già visto le immagini e sa, dunque, che, la telecamera era fissa sulla scrivania del militare e non viene, quindi ripreso il momento dello sparo, il quale si sente, come nei migliori film, fuori campo. Triste è invece vedere che sì i giornalisti corrono in soccorso del suicida, oggi non è più in pericolo di vita, ma con le telecamere sulle spalle, così da poter “documentare” meglio.
Przybyl ha tentato il suicidio nel giorno in cui, davanti alla nazione si apprestava a smentire le accuse di violazione della legge quando chiese ad alcune compagnie telefoniche di consegnargli i testi degli sms e gli audio delle telefonate scambiate tra giornalisti e magistrati. Lui aveva un unico compito nell’esercito, indagare sulla fuga di notizie riguardanti il disastro aereo in cui morì Lech Kaczynski. Dovrò essere più preciso, lui aveva il compito di impedire che in giro si diffondesse la voce, o anche solo l’idea, di un possibile, probabile, pensabile complotto per eliminare il presidente polacco.
Ecco perchè la mia teoria viene avvalorata (chi non se la ricordasse la può andare a visionare qui), non solo la Russia cercò in tutti i modi di creare le prove perchè venisse archiviato il caso (come è stato archiviato) come incidente, ma cercò anche di avere uomini scelti, su territorio polacco, che aiutassero nell’operazione: quale altro motivo, se no, per questo tentato omicidio così plateale?
aleksej

lunedì 19 dicembre 2011

Aborto

Chi ha provato la gioia di avere un figlio può capire. La scoperta dopo il test che un tesserino è già lì, pronto a rompere tutti i tuoi piani, l’attesa mentre la pancia aumenta, le visite e poi vederlo sul monitor del medico. Il momento più toccante è, poi, quando si scopre il sesso del feto, prima le scommesse e poi la certezza,che sia maschio o femmine, in fondo, poco importa. Ma è davvero così? Per tutte le donne incinta sapere che il proprio figlio è maschio piuttosto che femmina è indifferente?
Un rapporto del Consiglio d’Europa dimostra che in Albania nascono 112 maschi per 100 femmine. Perché? Non certo per questioni naturali, alla visita del IV mese, circa, la visita in cui si scopre il sesso del feto molte donne, volenti o nolenti, abortiscono, e lo fanno solo se il bimbo è una bimba.
È una scelta fatta per tradizioni, avere figlie femmine non è dare prosieguo alla stirpe; fare figlie femmine è avere solo il peso, in fatica e denaro, di allevare qualcuno che, poi, sarà obbligato a sposarsi con altro.
Siamo di fronte al Medioevo? Forse, l’unica consolazione è che, per lo meno, oggi le donne abortiscono in strutture ospedaliere che possono difenderle dallo strapotere e violenza maschile, la quale, farebbe violenza ulteriore alla prima violenza di obbligo d’aborto.
aleksej

domenica 11 dicembre 2011

It's too late to apologize (2)


Perseguitati prima perchè musulmani non sunniti dagli Ottomani, perseguitati dopo dai turchi solo perchè curdi. Erdogan chiede scusa, tra il 1937 e il 1938 si sfiorò, però, il genocidio. Mi associo a octavio nella storia dei massacri, per non dimenticare. Ma servirà poi a qualcosa? Il natale è alle porte, i regali sono da comprare e non c'è, di certo, tempo per romperci le palle con queste storie di secoli fa.
aleksej

sabato 10 dicembre 2011

It's too late to apologize


Quasi 65 anni, dopo tanto tempo arrivano le scuse dall'Olanda per un massacro organizzato e voluto solo per amore di conquista. 431 i morti, l'ordine era: "Sparate a qualsiasi cosa si muova".
octavio

giovedì 8 dicembre 2011

Lacrime turbo diesel nere

Lo storico Domenico Musti scriveva: “Ma cosa vuol dire <>? Si può vedere la crisi della polis come scadimento di valori; non è però questo il miglior modo di affrontare il tema. Parlare di crisi significa costatare e analizzare una <>: ma la storia è sempre trasformazione; paradossalmente, si potrebbe dire che la crisi è la forma stessa della storia. Parliamo, tuttavia, di crisi quando la trasformazione investe una larga parte degli elementi che compongono l’assetto esistente, e quando i mutamenti si addensano in un determinato periodo, cioè la trasformazione subisce un’accellerazione.” Crisi dunque non è un concetto nuovo e ogni qual volta se ne presenta una è oggi descritta come “la peggiore crisi dal…”. Ma la Storia ripulla di cambiamenti attraverso questi stretti passaggi; negativi o positivi, ma cambiamenti. Oggi ammiriamo staticamente il tentativo di rianimare un sistema economico sorpassato e soprattutto fittizio. Cambiamento in peggio (come vorrebbe la Lega Nord) di ricchi che si uniscano finchè possono o in peggio (come vuole l’alta finanza da cui viene il nuovo Premier italiano) di continuare a drogare un sistema intossicato, ingiusto e malato. I provvedimenti presi per salvare l’ero, l’Europa, Aziende ecc prevedono la mortificazione di chi usa quei pochi ero, degli europei, di chi lavora nelle aziende dei tanti eccetera di questo mondo. Non è una posizione d’opposizione allo stringere la cinghia, anzi io sono convinto che questa sia una crisi di sovra produzione-sovra consumismo e “progresso” fine a se stesso, ma è opposizione all’insulto a chi lavora e a chi vorrebbe lavorare. Vedere il prezzo del carburante aumentare a dismisura senza mai scendere quando cala il greggio, vedere l’istruzione superiore e universitaria violentata e non valorizzata, vedere che non calano mai le spese militari, che i soldi per una guerra si trovano sempre, che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, sapere che a Scampia o allo Z.E.N. vivere è impossibile mentre nei quartieri “bene” il problema principale è un garages abbastanza ampio per il SUV. Da qui viene la nostra rabbia, caro Professor Monti, da qui l’appello per una politica che riporti l’uomo al centro dell’economia e non la finanza al centro del lavoro!

IoLiOdioINazistiDellIlliois

lunedì 5 dicembre 2011

ballata in rosso

L’autodistruzione di cui l’uomo è capace è nota a chiunque abbia studiato un minimo di storia. Quello che sempre sorprende è però l’ostinato masochismo in alcuni particolari momenti.  Davanti a un’eruzione vulcanica, un’inondazione, un terremoto possiamo arrabbiarci se abbiamo costruito una città sulle pendici del vulcano, se otturiamo corsi d’acqua volontariamente o se piazziamo una scuola di sabbia su una falda tellurica. In sostanza, però, l’evento naturale non dipende da noi. Abbiamo invece inventato noi: armi di distruzione di massa, un sistema economico che lascia la stragrande maggioranza della popolazione nella miseria, un sistema finanziario che ora ci dice cosa è possibile e cosa no e a questo ci pieghiamo. Abbiamo inventato noi la moneta, il suo valore, abbiamo fermato noi la controvertibilità dell’oro, abbiamo stimato noi maggiormente un titolo di stato rispetto alla vita delle persone. Ora noi siamo incapaci di pensare a un modello nuovo, siamo ineluttabilmente davanti a un destino di oscillazioni finanziare che decidono del nostro futuro senza nessuna apparente guida.
È la nostra quotidianità ormai; una follia in cui i folli dilagano spacciandosi per nuova opposizione. I leghisti sono davvero convinti che esiste “la Padania” e che essa debba unirsi ad Austria e Germania, vantando crediti e presunta superiorità. Intanto da “padano” dico che la stragrande maggioranza di chi vive al nord reputa i leghisti dei pazzi, inoltre dico che la lega, nella sua violenta ignoranza,  ripropone il modello dei forti con i forti per opprimere i poveri, è l’idea  che si ripete amplificata dalle storpiate labbra di chi è stato al potere fino a ieri e vorrebbe tornarci quanto prima che proprio muove a nausea.
IoLiOdioINazistiDellIllinois