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domenica 19 febbraio 2012

Le passanti

Cos'è questo tempo che scorre tra le dita? Con quale nome la Storia ricorderà i nostri anni? Sentendo sul volto il vento della guerra incombente, ruggente e anelante ci chiediamo se in questi anni si sia effettivamente vissuti in pace. Quanti i passanti incrociati e lasciati andare, come è possibile che stiamo nuovamente e silenziosamente precipitando verso le armi? Nella nostra "grande" civiltà orientale, nella nostra Europa dimentica della sua Storia, la solitudine e la paura di non avere abbastanza denaro hanno reso l'altro uno sconosciuto, un passante e infine un nemico. Nemico per il posto di lavoro che occupa e che vorrei io, nemico per la macchina che guida e che io non ho, nemico invidiato e di nuovo odiato. Tutta la nostra divisione, il potere tecnico ed economico che pensavamo potesse svilupparsi all'infinito lasciandoci grassi mangiatori di elettronica ci ha visti invece sempre più soli e pian piano gli uni contro gli altri. Parafrasando il celebre verso possiamo dire; non chiuderti nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada, dei tuoi colleghi, insegnanti e vicini. Solo così possiamo di nuovo ricostruire quella terra di pace che vogliamo nonostante latentemente ci insinuino come inevitabile un intervento armato contro l' Iran.
IoLiOdioInazistiDellIllinois



mercoledì 8 febbraio 2012

L'esame di Lanetti (racconto)

Periodo di esami per chi fa l'università. I compagni di corso non si vedono più così spesso, essendo finite le lezioni, così quando ci si trova per studiare insieme la prima cosa che si fa è una bella pausa prelavorativa per caffè e sigaretta, per riallacciare le conoscenze dopo una settimana di solitaria disperazione. Poi a malincuore si torna ai tavoli, si accende il computer, si leggono le ultime battute di Spinoza, si vede l'ultimo video di Maccio Capatonda, e così passa un'oretta di sana ginnastica mentale che rinfranca lo spirito. A questo punto ci torna voglia di caffè, e cos'è, non possiamo fare un'altra pausa? Ma sì, roviniamoci! Ma poi si studia, eh? Che se non finiamo le tavole per martedì poi non riusciamo a fare revisione! Allora pausa, e poi finalmente... no, aspetta! Guarda, c'è Remo: che, non lo si va a salutare? Remo ci invita a giocare a calcetto. Dai, Remo, abbiamo l'esame fra quattro giorni! E con un atto di eroica abnegazione, i nostri eroi rifiutano la gloria e finalmente si danno ai libri. "In questo libro non si capisce niente", dichiaro io. "È meglio se me lo leggo a casa con calma." Tutti si trovano d'accordo e si va a giocare a calcetto.
Esame. Il professore con una calma glaciale appoggia la borsa sulla cattedra. Due ore di tempo, poi consegna. I ritardatari saranno rifiutati o uccisi. Ed ecco che entra Lanetti. Guarda il professore, il professore lo guarda e Lanetti, con una calma ancora più glaciale lo ignora e si siede di fianco a me.
Attimi di gelo, poi si comincia. "Guarda che io ho un tema diverso dal tuo, non posso farti copiare!" "Embè? Prima fai il tuo, poi fai il mio, non vedo il problema."Una logica spiazzante. A trenta minuti dalla fine ho finito il mio. Una risposta su tre, mica male! E comincio il compito di Lanetti. Allo scadere gliel'ho finito. "Ora lo ricopio con la mia grafia, sennò mi sgama", dice lui, incurante del tempo inesorabile. Io consegno. Tutti consegnano, Lanetti scrive.
Il professore fa suonare la sirena dell'evacuazione e con una voce da Severus Piton annuncia che da questo momento i compiti consegnati sono annullati.
Lanetti non alza nemmeno la testa, continua a scrivere. Il professore fa finta di niente, pregustandosi la gioia perversa che proverà annullandogli il compito. Dopo mezz'ora Lanetti si alza, arriva fino alla cattedra e dice: "Consegno". "Il suo compito è annullato, il tempo è scaduto", sentenzia il professore con una malcelata contentezza. "Lei lo sa chi sono io?", dice Lanetti. "No." "Bene". E mette il suo foglio a caso nel mucchio dei compiti consegnati.
zecca

mercoledì 26 ottobre 2011

Lezioni (di vita) all'Università

Aula gremita di persone, nessun posto a sedere libero e scarseggiano anche le mattonelle vuote. Bene.
Sapete quando già la sola vista dell'aula vi fa venire voglia di tornarvene dritti a casa? Ecco, più e meno, l'inizio è stato così, solo che non ho potuto cedere alla tentazione, perché dovevo poi passare gli appunti ad un'amica. Quindi mi siedo, prendo il quaderno e aspetto l'arrivo del professore. Il corso tratta l'apprendimento e l'insegnamento di una lingua straniera.
Dopo alcune note introduttive il prof inizia a spiegare come venne insegnato l'italiano all'indomani dell'Unità d'Italia, momento in cui il 97,5% delle persone non parlava altro che il proprio dialetto.
Si ritenne che il modo più facile per imparare fosse quello di fare tabula rasa della propria lingua madre per far posto all'italiano. C'era infatti la tendenza a credere che per imparare una nuova lingua, bisognasse cancellare le nozioni precedenti. Sconforto.
Milioni di persone nate e cresciute parlando in un certo modo si sentono dire "No, cari miei, così non va, scordatevi tutto". Questo atteggiamento ha provocato due grandi danni: il primo è la maggiore difficoltà ad apprendere l'italiano, il secondo, a mio parere peggiore, è la distruzione di parte dell'identità. Quando si apprende una nuova lingua è utile averne una di riferimento con cui fare dei confronti.
Inoltre una lingua non è solo un mezzo di espressione, ma è, soprattutto, un segno identitario, una sorta di seconda pelle. Ci sono, infatti, moltissimi paesi che stanno lottando contro chi, apertamente o meno, tenta di imporre la propria lingua a discapito di quella nativa. Per restare nelle vicinanze
mi vengono in mente i Paesi Baschi, l'Irlanda del Nord, il Belgio, la Corsica, ma certamente (e, tristemente) se ne potrebbero elencare molti altri.
Imporre una lingua ad un altro popolo è un altro modo di assoggettare, forse più sottile, ma altrettanto potente. Inizio a chiacchierare al riguardo con un ragazzo seduto vicino a me e la lezione da "Oh, mamma perché proprio a me?" è passata a "Alla fine niente di così tremendo".
Ho fatto bene a fermarmi, via.
小王子

giovedì 25 agosto 2011

Il primo giorno del Ministro

Il Ministro si era appena insediato alla sede di Trastevere. Un pò scocciato per qul ministero sempre dietro a tagli, occupazioni, contestazioni si rianimò al pensiero dello stipendio, del potere su tante persone e ai privilegi vari. Era stato chiamato alla carica di Ministro dell'Educazione per le sue capacità comunicative nelle televisioni, giornali, radio e internet; doveva continuare così e rendere gli studenti telespettatori. Le consegne erano chiare: il suo genio per spegnere ogni fiamma giovanile.
Quello che doveva fare. Impedire che si sviluppassero adulti. Impedire personalità nuove, sopprimere ogni domanda prima che la ricerca inizi. Nessun ragazzo dovrà far memoria della positività avuta alla nascita; il mondo è duro che la scuola insegni il vecchio "ognun per sè", nello smarrimento totale di una direzione e sicurezza fondante. Non passi dalle nostre scuole la richiesta di iniziativa libera dello studente, tutto sia controllato, represso e, dove questo non fosse possibile, ridotto a opzioni prestabilite. Non ci sia contatto assolutamente con personalità in grado di far montare strane idee in testa ai ragazzi. Combattere in ogni modo l'unità tra le persone; sin da ragazzi siano messi in competizione l'uno contro l'altro e se qualche sentimento nascesse che esso sia ridotto a uso e consumo l'uno dell'altro. Non si formino personalità adulte in grado di prendere decisioni, di creare nuovi lavori o inventare sistemi fuori dagli schemi definitivi. A nessuno verrà in mente di dare il proprio apporto alla politica, all'economia, all'istruzione stessa. I testi scolastici siano controllati, le interrogazioni limitate al programma prestabilito. Non ci sia condivisione tra i ragazzi ma egoismo spinto fino all'indifferenza totale. Ognuno sia chiuso in sè, avanti nelle rotaie ministeriali. Il ragazzo così abituato sarà incapace di una qualsiasi attività di giudizio critico.
Questa era la riforma scolastica in atto da qualche anno e che lui era chiamato a terminare...
Qualcuno bussò alla porta, sua nipote era entrata e lo guardava sorridendo. "Zio volevo dirti che domani comincio la scuola". Il Ministro fu percorso da un brivido che il clima torrido di Roma avrebbe dovuto impedire (anche nel suo ufficio climatizzato), prese la bozza della sua riforma scolastica soppesandola tra le mani...
IoLiOdioINazistiDellIllinois

martedì 7 giugno 2011

La casta degli universitari

È stata da qualche giorno presentata un’interrogazione parlamentare da parte del PD per proporre una nuova riforma universitaria, non sul suo assetto, anche se è utile ripetere l’inefficienza e l’insensatezza della struttura universitaria odierna, ma sui suoi costi.
Questo post spero risvegli tutti i giovani, e i genitori di questi giovani, che devono ancora intraprendere l’esperienza universitaria; esperienza indimenticabile per me che l’ho conclusa. La vita universitaria con la sua normalità e i suoi eccessi è il “campo di battaglia” dove misurare la propria capacità di inserimento nel mondo adulto, quel mondo che dovrebbe (e il condizionale oggi poco può esemplificare il senso di instabilità che voglio esprimere io) darci (perché nel precariato ci sono pure io che ho finito l’università) la stabilità di vita necessaria per diventare indipendenti e, come tutto il mondo politico dice, protagonisti del domani. Data la crisi, data la mancanza di lavoro, data la disorganizzazione nell’uso dei fondi universitari è, però, per molti precluso l’accesso all’università: i costi annuali sono enormi già solo per la triennale (che dà in mano al giovane un foglio che vale completamente nulla), stratosferici per le specialistiche divenute magistrali. Piccola digressione va poi fatta sulla genialità di imporre il 3+2 alla stragrande maggioranza dei corsi, per poi fare marcia indietro e aprire corsi magistrali di 5 anni che obbligano gli studenti della triennale a ripetere parte degli esami già sostenuti per potervi accedere, con relativo necessario tempo per preparare gli esami e quindi altre tasse per poter coprire i tempi in più necessari.
Il PD allora cosa propone? Di alzare le tasse ma chi più ha (in denaro) paghi il totale delle spese e chi meno ha paghi quello che può ché al resto ci pensa lo Stato. Detta così l’idea sarebbe superba, c’è però una clausola è cioè che lo studente che usufruisce del “prestito statale” qualora arrivasse ad ottenere un reddito alto dovrebbe restituire il denaro ottenuto con tassi d’interesse agevolati. Agevolati fin che volete sono comunque tassi che si vanno ad aggiungere a denaro sonante per la propria istruzione. Io ritengo che sia giusto che un università pubblica permetta a tutti di avere accesso agli studi anche con aiuti economici, sono anche d’accordo che chi più ha paghi la totalità dei costi. Credete però davvero che qualcuno riuscirà a raggiungere un reddito tanto elevato da potersi permettere di pagare le tasse universitarie? E quindi se chi è povero non riuscirà a ripagare il prestito, chi andrà poi a sanare quel buco economico che inesorabilmente si creerà? Mi sembra che si voglia creare una nuova casta: coloro che potranno permettersi di andare all’università. Anche solo il pensiero mi inorridisce, un popolo senza cultura è un popolo manovrabile dal “Re Nudo” di turno.
octavio

venerdì 21 gennaio 2011

puzza di guerra neanche troppo lontano

Al costo di sembrare ripetitivo voglio anche oggi parlare del mio Paese. C'è un affetto di base verso questa Italia così unica per cultura, storia, tradizione, paesaggio, enogastronomia, personaggi, architetture che mi spinge a dire "mi interessa, mi sta a cuore" per tutto questo e per la gente che qui vi abita.
Mentre la vita istituzionale è bloccata nelle questioni notturne del Presidente del Consiglio, la nave è veramente senza nocchiero in una gran tempesta, come disse già Dante "un bordello", mai definizione fu tanto appropiata.
Ancora un soldato è tornato dall'Afghanistan avvolto in una bandiera legato stretto perchè sembrasse intero. In quel martoriato angolo di mondo siamo una forza di occupazione al soldo di una super potenza assetata di petrolio. Tutte le fonti di informazione ripetono a martello che la presenza d'occupazione (parola mai usata ma che nei fatti è tale) è presente per garantire la pace. Questa "pace" è solo la nuova, ripetuta dal termine del secondo conflitto mondiale, "pax romana" assicurata dalle armi dell'Impero che già allora aveva una sua propaganda, un suo infiltrarsi nel territorio tra le lotte locali, un deserto spacciato per pace.
Via quindi da ogni luogo dove la forza delle armi soffoca la cultura e l'identità locale.
L'Italia soffoca sotto il peso della disoccupazione, generazioni ferme al palo con titoli di studio ottenuti faticosamente e inutilizzabili, diritti annullati nel nome di una "crisi economica" che sembra sempre più creata e diretta da quei ricchi che con questa situazione si sono ingrassati aumentanto a dismisura la forbice tra loro e gli altri.
Oggi il TAR del Lazio ha fatto presente che classi da 35-40 studenti sono inaccettabili, ancora una testimonianza della distanza tra chi dovrebbe decidere per il bene di tutti che ha fatto una legge così assurda e la realtà di una società che aspetta risposte, palesata oggi da questo monito. I "moti" universitari degli scorsi mesi sono ormai archiviati, "va tutto bene" è l'unica risposta che sanno dare. Chi continuerà a studiare in questo "Bel Paese là dove la Mediaset sona?", sempre per ricordare un italiano che della cosa pubblica era preoccupato e che ha reso la nostra lingua famosa in tutto il mondo.
In questo bel quadro, l'inquisito vuol essere inquisitore, colui che si proclama innocente non vuol rispondere alle accuse, colui che dovrebbe rispondere a questioni sociali sul punto di esplodere si scaglia contro la divisione dei tre poteri all'urlo già sentito di: "lo stato sono io".
Le questioni nazionali e internazionali chiedono la presenza di uomini di stato non personaggi televisivi capaci solo di occuparsi in modo feudale di vallette, vallettine e vallessori.
In tutto questo torna l'urlo alle opposizioni, alle istituzioni ancora svincolate dal potere mediatico affinchè ci diano una risposta istituzionalmente seria. Soprattutto italiano arriva a te l'appello a smuoverti dall'adagio televisivo, giornalistico, pubblicistico che vuol farti credere di essere forte solo se dalla parte del forte.
IoLiOdioINazistiDellIllinois 

mercoledì 19 gennaio 2011

Amnesia da distrazione

Qualcuno si ricorda di noi? Siamo quelli che appena un mesetto fa vi hanno fatto tanta paura, quelli che prima hanno bloccato Roma e trasformato via del Corso in un campo di guerriglia, e poi hanno deluso le vostre apettative di vederci violenti e ingiustificabili, deviando la protesta dove nessuno si è fatto male.
Vi ricordate? Voi ce l'avete messo in quel posto: domani studieremo, fra una settimana avremo gli esami, fra un mese non avremo più lezione e fra un anno non avremo più l'università.
E voi altri, voi politici che vi siete schierati con noi in numero giusto da farci perdere noi e da fare la figura dei venduti voi? Vi ricordate di noi? Ah, no, dite che anche se questa legge è passata, non c'è da preoccuparsi, perchè ora grazie a scandali sessuali vincete voi. Poi, quando vincerete, non c'è dubbio che vi ricordiate di cambiare la legge. Sè.

-Dottore, dottore, ha qualcosa contro la tosse?
-No, no, tossisca pure.
zecca

mercoledì 15 dicembre 2010

Sotto i monumenti, l'Italia

Ore 15:05 di martedì 14 dicembre: mentre scrivo, ho appena saputo che la Repubblica delle Banane ha dato la fiducia al caro Berlusconi. Dico la Repubblica delle Banane, perchè mentre questo finto stato, per mezzo di parlamentari comprati, continua il suo spettacolino di bassa qualità, l'Italia, lo stato vero, fatto dalle vittime di questa gestione (studenti, operai, terremotati) non si fida.
Questa mattina ho partecipato a uno dei cortei che dalle varie università tentavano di raggiungere Camera e Senato, e ho trovato un'atmosfera diversa dalla manifestazione anti-tagli del 30 novembre: ora i cori sono pochi, si cammina più spediti e si lanciano più petardi; qualche deficiente li lancia pure dentro ai Fori Imperiali. Ci sono stati molti scontri (approfitto per dire che io sono un codardo e che me ne tengo lontano), segno che stiamo giocando l'ultima carta; per ora un ferito fra i manifestanti, atti di teppismo da parte di gente vestita di nero (mah!) e la polizia in assetto antisommossa, che blocca Montecitorio da ogni possibile entrata.
Probabilmente con quello che Berlusconi ha sborsato per comprarsi quei tre voti ci si poteva risanare l'istruzione.
zecca

lunedì 13 dicembre 2010

2060 (appello di dicembre III parte)

Dopo gli innumerevoli tagli dei governi dei primi anni duemila nel 2060 l'università sarà unica per tutto il Nord, ci sarà un solo professore per corso che farà lezione e appelli in giro per il settentrione senza sede fissa e la segreteria sarà a Mantova. Il professor Saccentis, docente di storia del 2000 ama la montagna e ha fissato l'appello di dicembre a Passo del Tonale 1884 metri (di neve)....
Seconda perte dell'interrogazione dello studente Cinereo, di nome e di fatto...

Saccentis: dicevo... il Nord... come si inserisce il leghismo nella crisi di economica e politica...

Cinereo: i leghini puntavano al ribasso, in dialoghi, opere e iniziative. Chiusura davanti a tutto e tutti, leva sulle paure e i luoghi comuni, come disse Lei a lezione sulle rive del Garda le tre I : "intolleranza, ignoranza e imbecillità sono le tre faville c'hanno i cori accesi"...

Saccentis: ottimo. Ultima domanda. La compravendita di deputati nel dicembre del 2010....

Cinereo: mi dispiace Professore ma questo passaggio non l'ho mai capito...

Saccentis: In realtà c'è poco da capire. Il governo aveva perso la maggioranza e si diede al mercato dei parlamentari, deputati comprati, arruolati e lobotomizzati. Situazione che, seppur tradizionale in Italia, si aggravò a inizio secolo da quando le liste elettorali permettavano alle segreterie dei partiti di inserire dei cortigiani che, come sempre nei secoli, si vendono poi al miglior offerente... In questo particolare caso l'allora Presidente, ripeto nuovamente, non poteva assolutamente perdere il posto se voleva continuare a restar fuori da indagini di polizia... Ma!
(guarda il libretto e nuovamente lo studente)

Cinereo: quindi professore?

Saccentis: la prima parte andava bene, la seconda no. Accetta un 21?

Cinereo: mi distrugge la media ma ho fatto 500 km per dare questo esame quindi... firmi...

Il professor Saccentis riconsegna il libretto, pensa a quando ancora l'università era luogo di ricerca e sviluppo. Ricorda antichi uomini politici che si adoperavano per il paese, prima della grande caduta. Pensa a come sarebbe stato insegnare a quei tempi quando lui era ancora giovanissimo. Aveva 10 anni il giorno in cui si votò la fiducia all'ennesimo governo Berlusconi, aveva sempre sentito gli stessi nomi in tv, ricordava vagamente le assurdità dei mezzi di comunicazione...

Anche lo studente Cinereo pensava a quei tempi e si chiedeva "ma perchè hanno permesso tutto questo"? E tornò nella neve, un paio di sci e giù fino a valle alla ricerca di un treno, magari in orario (certe cose non cambiano)...

IoLiOdioINazistiDellIllinois

venerdì 10 dicembre 2010

2060 (appello di dicembre II parte)

Dopo gli innumerevoli tagli dei governi dei primi anni duemila nel 2060 l'università sarà unica per tutto il Nord, ci sarà un solo professore per corso che farà lezione e appelli in giro per il settentrione senza sede fissa e la segreteria sarà a Mantova. Il professor Saccentis, docente di storia del 2000 ama la montagna e ha fissato l'appello di dicembre a Passo del Tonale 1884 metri (di neve)....

Saccentis: (tra sè) chissà perchè era così arrabbiato un 25 mi sembra altissimo di questi sgrammaticati tempi. (agli studenti in attesa nel piccolo pub quasi sommerso dalla neve) il prossimo!

Un ragazzo fende la folla cinereo in viso e di nome...

Cinereo: eccomi professore

Saccentis: molto bene mi parli della grande crisi del 2010 e di come non si fece nulla per affrontare la situazione.

Cinereo: l'economia era in crisi, il denaro aveva un valore nominale assicurato dalle banche centrali e dai governi ma effettivamente era solo carte senza nessuna copertura reale. l'Italia era nuovamente in mano a un governo profondamente corrotto ma abilissimo nel spacciarsi come "governo del fare"...

Saccentis: esatto "fare" i suoi affari è stato proprio quel governo a segnare il declino dell'università e in breve ci trovammo senza sedi, pochissimi professori con studenti sempre meno seguiti e preparati... continui... ad esempio la lotta alla mafia?

Cinereo: fecero moltissimi arresti giornali e tv erano così pieni di questi titoli che ai più il governo sembrava il peggioir torturatore di mafie mai visto! Ma in realtà...

Saccentis: in realtà la mafia era così istituzionalizzata da non avere più bisogno di tanti killer, una corruzione endemica senza precedenti! E si facevano passare per "protettori della legge". A proposito la giustizia?

Cinereo: la legge era diversa per tutti, non si poteva processare chi aveva alte cariche, anche per questo l'allora presidente Berlusconi si diede tanto da fare per non perdere mai il posto, aveva così tante accuse a suo carico da dover passare molto tempo in tribunale se fosse caduto.

Saccentis: bene, vedo che ha seguito il corso nonostante le lezioni sparse per il nord del paese... A proposito il Nord....
(continua)

IoLiOdioINazistiDellIllinois

martedì 7 dicembre 2010

2060 (appello di dicembre I parte)

Dopo gli innumerevoli tagli dei governi dei primi anni duemila nel 2060 l'università sarà unica per tutto il Nord, ci sarà un solo professore per corso che farà lezione e appelli in giro per il settentrione senza sede fissa e la segreteria sarà a Mantova. Il professor Saccentis, docente di storia del 2000 ama la montagna e ha fissato l'appello di dicembre a Passo del Tonale 1884 metri (di neve)....

Il professor Saccentis è comodamente seduto al "Bait" celebre locale di alta quota quando comincia con l'esame. Il primo studente è Congelato, viene dalla bassa del Po.
Saccentis (guardando il libretto): ottimo signor Congelato non mi capita spesso di vedere una media così positiva, ha preso anche una lode in Storia dell'industria....

Congelato (appoggiando gli sci e srollandosi di dosso parecchia neve): si, avevo preparato una tesina sulla fine della FIAT in Italia che al professor Siamospacciati è piaciuta, me l'ha assegnata a Lodi, corretta a Padova e valutata a Genova ma ne valeva la pena.

Saccentis: molto bene, cioè bene per lei non per la FIAT, comunque mi parli di come, nonostante la corruzione, le prostitute, gli asservimenti, i processi contro di lui, il dispotismo, il basso livello, i tagli all'istruzione e via discorrendo, Berlusconi continuava ad avere così tanto seguito popolare...

Congelato: qualcuno votava per lui perchè era nato a Milano, qualcuno votava per lui perchè il nonno, lo zio, il papà... anche la mamma, qualcuno votava per lui perchè vedeva Arcore come una promessa, Milano Due come un posto di lavoro, il berlusconismo senza opposizione. Qualcuno votava per lui perchè aveva più tv che amici, qualcuno votava per lui perchè lo diceva il parroco, qualcuno votava per lui perchè il far cariera lo esigeva, la moda lo esigeva, il cinema anche... lo esigevano tutti, qualcuno votava per lui perchè glielo avevano detto (con tono minaccioso mentre prendevano il pizzo), qualcuno votava per lui perchè prima, prima era era rimasto fregato, qualcuno votava per lui perchè se no chi votava? Qualcuno votava per lui perchè era ricco e voleva esserlo sempre di più, qualcuno votava per lui convinto che lo avrebbe fatto ricco, qualcuno votava per lui perchè guardava sempre Mediaset, qualcuno votava per lui perchè tifava Milan, qualcuno votava per lui perchè credeva nel "vangelo secondo Silvio", qualcuno votava per lui perchè non si rendeva conto che lo Stato come da noi neanche l'Uganda, qualcuno votava per lui perchè....

Saccentis: si, si molto bene davvero prenda una grappa qui le fanno ottime e non so se arriverà qualcun altro a farsi interrogare con questa bufera....

Congelato: grazie Professore ma per il voto?

Saccentis: stile brillante, ottimi argomenti, ha viaggiato tanto e sotto la neve... 25 direi sono un pò di manica larga...

Congelato (butta giù la grappa, riprende il libretto e con mal celato odio infila sci e si ributta nella tormenta): il prossimo!

IoLiOdioINazistiDellIllinois (ringraziando Giorgio Gaber e odiando le riforme sempre peggiori all'istruzione pubblica)

lunedì 6 dicembre 2010

Voi bloccate il futuro, noi blocchiamo la città!

Ecco, scrivo un post dicendo che nella facoltà di Architettura valle Giulia di Roma non si mobilita nessuno e il giorno dopo viene occupata. Con alcuni miei compagni ho partecipato alla manifestazione di martedì, quella degli scontri vicino a Montecitorio. Partiti da Valle Giulia, con il nostro corteo abbiamo occupato la Metro all'inno di "Noi il biglietto non lo paghiamo" (tanto avevamo tutti l'abbonamento) e abbiamo raggiunto l'immensa schiera davanti alla stazione di Termini.
Non so il numero preciso di studenti presenti, qualcuno mi ha detto 50.000; comunque basti sapere che la folla occupava via Cavour dall'inizio alla fine. Ciò che mi è piaciuto molto è stato vedere ragazzi di ogni fede politica, dal comunista al finiano e persino all'apolitico. Gli ormai famosi libri-scudo, dietro a cui gli studenti in prima fila si riparavano, mi rendono evidente che ciò che ogni studente vuole è la cultura, la possibilità di studiare e di vivere umanamente la vita universitaria, e non il contrario, come assicura Berlusconi.
Dopo l'euforia della manifestazione, in cui vedevo tutti così uniti, doveva arrivare per forza il momento incazzatura. Questo è arrivato mercoledì, durante l'assemblea di facoltà, dove ho fatto conoscenza con l'esemplare più rompicoglioni della fauna universitaria: l'estremista dell'occupazione, quello che dice: "Chi non sta a dormire in facoltà non ha il diritto di decidere niente", quello che dice: "Protestare è un dovere morale". Io se protesto lo faccio per libera adesione al movimento, decisa dalla mia testa e non da quella di un altro.
Ora arriva la notizia che la discussione del DDL è stata rimandata a dopo il voto di fiducia. Vado a vedere che succede in facoltà, tornerò presto.
zecca

giovedì 2 dicembre 2010

il mondo reale e la Gelmini

Non saprei dire se il nostro ministro della pubblica istruzione ha mai letto la riforma che porta il suo nome, non saprei se ha mai parlato con professori di diversi livelli, studenti o genitori, sarebbe bello pensarla a una lezione universitaria per esempio a Bologna. Immaginiamo per un attimo questo evento. Il Ministro (figuriamola in incognito se no non riuscirebbe a passare indenne la lezione) entra per esempio alla facoltà di Lettere, via Zamboni 38. L'edificio avrebbe bisogno quanto meno di una mano di bianco e di un nuovo ascensore, ma c'è da stingere la cinghia quindi sorvoliamo e prendiamo lo scalone. Supponiamo che questa rappresentante del Governo abbia deciso di frequentare una lezione di Letteratura Italiana. Ottimo! Vedrebbe l'aula (per esempio la V, una delle più capaci) piena, un noto professore fare il suo discorso e rimarrebbe soddisfatta della lezione. Il livello è buono quindi  si può modificare in peggio questo tipo di lezione senza soffrire troppo, al massimo si scenderà nella graduatorie di standard internazionali ma pazienza! L'univeristà presa in esame è una delle più "virtuose" secondo gli standard economici di Tremonti\Gelmini (tal cred! guarda che rette!) ma se il Ministro decidesse di iscriversi alla facoltà e vedere il mondo dal vero punti di vista di uno studente? Iscrizione: tutto su internet, paga che cominci. Vai all'ufficio per le iscrizioni fai la fila ti danno matricola e libretto, diventi un numero. Lezione: qual'è la mia? Sul sito c'è tutto peccato che per imparare ad usarlo serva qualche mese e scopri così di aver seguito un corso che non era il tuo! Ti verrà in soccorso il sistema informatico dell'università (sempre ammesso che tu, fuori sede o pendolare, abbia un portatile con connessione perchè di computer per gli studenti non se ne vede) ma se disgraziatamente devi andare in segreteria comincia un calvario burocratico. Prendi il numero, fila di qualche ora, enunci il tuo problema, ti dicono che modulo ti servirà, vai a casa (se hai la connessione), stampi, numero, fila e ricominci il gioco. Intanto proseguono le lezioni, scopri che il professore ha un assistente massimo due per seguire 200 frequentanti e altrettanti non frequentanti (ma comunque paganti, quindi teoricamente con gli stessi diritti) risultato non segue nessuno, vai all'esame e che Dio ti abbia in gloria. Per l'esame hai affrontato: biblioteche, centri di stampa e fotocopie, dispense del professore, bar per il pranzo e caffe, treno per i pendolari e lotta della stanza per i fuori sede. Il minstro senza il suo super portafoglio dovrebbe affrontare tutto questo, perchè se lo ha fatto si è dimenticata cosa vuol dire. Finito l'università ti trovi con una bellissima laurea in lettere presa in una prestigiosa università "virtuosa" che non ti servirà assolutamente a nulla. Sono questi, caro ministro, i problemi da affrontare e la sua riforma è non solo inadeguata per svolgere questa funzione ma addirittura devastante per il futuro degli studenti e degli stessi atenei.
uno studente

sabato 27 novembre 2010

Cronache da Roma

Che bello non avere la TV. Che bello non sentire più i TG. Se prima le notizie mi arrivavano setacciate, scavate, cambiate, gonfiate o diminuite, ora le capto io stesso dai piccoli segnali di ogni giorno, e le vedo così, meno "epiche" ma più vere. Voglio parlare un po' della protesta studentesca contro l'Obbrobrio Gelmini, il fatto che mi sta più a cuore, e voglio raccontarvelo per come arriva a me, che studio Architettura a Roma. Chiarisco subito che la mia non è quella famosa Facoltà di Architettura dove Bersani e Di Pietro hanno portato i loro culetti, ma un'altra. nella mia facoltà pare non sia mai successo nulla. Non uno striscione, non un volantinaggio, niente. Qui da me si vede il primo aspetto importante di cui mi sono reso conto: alla maggior parte degli universitari non importa proprio nulla di quello che succede qualche metro sotto la loro bella sede, e specialmente ai ricchi futuri architetti. Fortunatamente, qualcuno che si chiede perché da noi non si occupa c'è ancora. Al presidio davanti a Montecitorio ho visto la situazione un po' più animata: una cinquantina di studenti aveva organizzato una lezione autogestita; ho visto con piacere anche dei liceali, che con lo zaino in spalla provavano a fare qualche coro. La polizia controllava la piazza in modo maniacale: una mia amica, dall'aspetto non certo minaccioso, non è potuta uscire dalla via principale, perché gli agenti di guardia avevano paura che gli potesse tirare una molotov. Alla città universitaria della Sapienza tutte le Facoltà sono state occupate, c'è un grande movimento e una grande euforia, ma sotto sotto funziona ancora tutto come prima: segreterie e biblioteche sono tutte in funzione, e a chi parla di bloccare l'anno accademico gli si risponde giustamente che noi abbiamo pagato le tasse e sinceramente vorremmo che le lezioni riprendessero.
Mentre mangiavo un panino con gli amici, discutendo di tutto ciò, un signore seduto vicino ha attaccato un monologo sul Sessantotto, perché "Studenti e operai devono portare avanti la lotta, uniti". Io condivido, ma mi sembra che il coraggio di cambiare veramente la nostra condizione non ci sia, nell'aria. Ergo, cominciamo noi, per primi. Parliamo con tutti, coinvolgiamoli e mettiamoli di fronte al loro e nostro futuro, perché se passa il decreto, siamo fregati.
Zecca

venerdì 26 novembre 2010

università: problemi di comunicazione popolo\governo

Praticamente tutte le facoltà occupate, studenti, docenti e ricercatori mobilitati. La risposta del governo è sempre la stessa: "l'università costa troppo, senza la riforma si chiude". Ecco qual'è il problema tra il mondo reale e il mondo dove vive il consiglio dei ministri. Il mondo reale chiede più fondi, il mondo delle "alte sfere" gira la frittata e dice che così non si può andare avanti. Cari ministri nessuno vuole andare avanti con questo sistema di lauree che non ti portano da nessuna parte, ma perchè i cambiamenti devono essere sempre in peggio? L'Italia è probabilmente il paese con più risorse culturali e artistiche (io metterei anche culinarie perchè abbiamo prodotti che altri si sognano sui quali potrebbe vivere mezzo stato, prodotti che fanno parte anche della tradizione e delle risorse di un territorio) e invece di sfruttarle, di renderle possibilità anche di sviluppo economico si taglia. Non ci sono soldi? Taglia i costi della politica, sviluppa un sistema fiscale di qualità in cui tutti paghino il giusto (quindi tasse più basse ma che tutti paghino), ritirati dalle folli imprese colonialiste americane e oltre a tantissimi soldi risparmierai anche vite umane, parla con studenti, ricercatori professori, senti le loro proposte. Aiuta lo studio in tutti i suoi campi: le rette, i libri, le fotocopie, il pranzo, l'affitto dei fuori sede, il costo del treno per i pendolari: intervieni in aiuto dei "costi fissi" che uno studente ha e che deve calcolare in aggiunta alle tue tasse, insomma cerca di essere un vero politico. Ma questa psedo riforma è soprattutto la fine di un sistema di qualità\prezzo già bassissimo. Meno docenti, meno assistenti, meno. Le risorse in questo paese ci sono ma l'icompetenza e la pavidità con le quali vengono maldestramente violate sono una presa in giro per chi vive in questo paese e per chi vive in paesi senza tutte queste risorse.
IoLiOdioINazistiDellIllinois

sabato 30 ottobre 2010

2060 l'esame

C'è ancora bisogno che presenti i nostri eroi? qualcuno ancora non ha letto le loro avventure???? Ok abbassate le mani vado a riassumere...
Lo studente Cominciamobene e la studentessa Nonprovarciconme frequentano il corso del professor Saccentis docente di storia del 2000 all'università unica del Nord, nata dopo i tagli all'istruzione nei primi anni del millennio. Ora, appunto nel 2060, le lezioni e gli esami si svolgono in giro per il settentrione d'Italia, nelle piazze, nelle strade, sotto i ponti e simi, gli studenti si spostano in continuazione per seguire le lezioni e dare gli esami...
Oggi è giorno d'esami il professor Saccentis occupa uno "sgabbiotto" del casello alla bariera di Venezia, gli studenti in fila con la macchina attendono il proprio turno...

Nonprovarciconme: gentile da parte tua darmi un passaggio per fare l'esame...
Cominciamobene: ero più o meno di strada... quanti mancano?
Nonprovarciconme: ancora due macchine, ma una è una vecchia multipla e sembra piena quindi ci vorrà di più...
(dopo qualche tempo, finalmente...)
Saccentis: allora speriamo che siate preparati... signorina mi spieghi la fine della partecipazione alla vita politica...
Nonprovarciconme: dunque, nella sua lezione, lei ci ha spiegato che i primi sintomi di una graduale fine della partecipazione alla vita politica si ebbe con il monopolio televisivo, intere generazioni davanti alla TV smisero di partecipare alla vita extradivano....
Saccentis:Molto bene signorina, lei che guida... Mi spieghi la sigla FIAT...
Cominciamobene: all'inizio era Fabbrica Italiana Automobili Torino, negli anni dieci divenne invece Fabbrica Internazionale Automobili Toronto, per via della duplice cittadinanza del suo amministratore che separò la fabbrica dall'Italia, negli anni trenta divenne Fregatura Italiana Alimentari Trasporti, l'azienda venne riportata in Italia per nostalgia e convertita a trasporti alimentari...
Saccentis: l'esposizione non è delle migliori comunque, daremo un 28 alla ragazza e un 21 a lei che vedo essere al primo esame...
Cominciamobene: Cominciamo bene....
Saccentis: allora sono 50 euro di autostrada e 10 per l'esame....
IoLiOdioINazistiDellIllinois

giovedì 28 ottobre 2010

2060 la lezione

Udine, piazza della libertà. Il professor Saccentis, docente di Storia del 2000 all'università unica del Nord, comincia la seconda lezione del corso. Lo studente Cominciamobene cerca tra la folla di studenti un posto dove ascoltare in tranquillità, poi la vede...
Nonprovarciconme:ancora tu?
Cominciamobene: si, anche per me è un piacere... oggi ho preso la macchina ho fatto prima...
Nonprovarciconme: silenzio inizia

Saccentis: dunque vorrei cominciare dal punto sulla riforma scolastica. Tra la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo millenio la scuola e l'università erano completamente diverse da oggi. Le classi erano di 20-25 persone e anche città piccole avevano un ateneo per la ricerca e lo sviluppo. Poi con diverse riforme.. Moratti, Gelmini e simili le classi vennere sempre più incorporate per ridurre il numero di docenti necessari, poli universitari sparirono, gli studenti sbandarono da una città all'altra mentre tutti i centri storici della cultura italiana venivano meno....

Cominciamobene: pensa! Avrei potuto fare lezione a qualche chilometro da casa, invece di girare mezza Italia...
Nonprovarciconme: Taci! Non farmi pensare a dove sarà la prossima lezione o l'esame...

Saccentis: ... così si è arrivati alla decisione di dividere l'università in tre unici atenei Nord, Centro e Sud e io devo perdere il mio tempo a girare di città in città cercando di insegnare a voi che avete fatto scuole elementari, medie e superiori tutte insieme senza un minimo di criterio... ci sono domade?

Domanda dal fondo (di vago accento lombardo): ma Professore! I fondi della scuola dove finirono?
Saccentis: La maggior parte fu inghiottito da quelle che allora chiamavano Banche, erano dei comitati di ladri autorizzati dai governi per mandare in miseria la gente, oppure furono spese in armi e mezzi militari, per non parlare dei costi della politica....
Bene ragazzi, per oggi è tutto, girerò tra voi per raccogliere offerte per la mai esposizione siate un pò meno taccagni di ieri. La prossima lezione sarà al porto di Genova dove una volta c'era l'acquario...
(proteste da parte di Veneti e Trentini).
Cominciamobene: Io sono abbastanza vicino se vuoi venire da me...
Nonciprovareconme: No, vado.
Cominciamobene: sempre meglio...

IoLiOdioINazistiDellIllinois

mercoledì 27 ottobre 2010

2060 IL RITORNO!

Visto che oggi anche gli studenti della Sapienza tornano a frequentare (chissà per quanto) e che la riforma scolastica mette i brividi ho pensato di riproporvi l'amato professor Saccentis in onore a quanti, in tutta Italia, affollanno aulee universitarie nella speranza di un futuro migliore già oggi.
Per chi ci segue da poco ecco unabreve introduzione (chi già ci conosce passi al non corsivo):
Dopo gli innumerevoli tagli dei governi dei primi anni duemila nel 2060 l'università sarà unica per tutto il Nord, ci sarà un solo professore per corso che farà lezione e appelli in giro per il settentrione senza sede fissa e la segreteria sarà a Mantova.

Lo studente Cominciamobene, si presenta alla lezione del professor Saccentis docente di Storia del 2000 all'università unica del Nord. Oggi la lezione si svolge in Piazza Bra a Verona.
Cominciamobene è in ritardo spietato, ha preso il "treno" la stessa carrozza già guasta cinquant'anni fa ma che deve ancora camminare perchè non si va più in pensione e non si lascia spazio alle nuove carrozze! La locomotiva era ancora più vecchia e si era fermata 3 volte. Cominciamobene riuscì comunque ad arrivare per il rotto della cuffia e sentire l'inizio della lezione.
Saccentis (brandendo un megafono): Mi sentite? no? bè chi può ascolti chi non sente legga il labiale del megafono. Questo corso ha il preciso compito di insegnarvi la storia recente, quella del Duemila. Se aveste fatto le scuole medie come si faceva una volta già da lì vi avrebbero detto che la Storia non si può dividere in compartimenti stagni ma per praticità di moduli facciamo così. Dunque il corso prevede uno studio sul leghismo, la ex Fiat, la "pubblica istruzione" e un monografico sulla fine della partecipazione alla politica. Per mancanza di tempo non riusciremo a fare di più, anzi ci va già bene che riusciamo a fare questo. Ricordo che alla fine delle lezioni passerò tra voi con un cappello cercando di tirar su il mio stipendio, non fate i tirchi come al solito con la scusa che i vostri genitori non lavorano, che io non lavoro, che tu non lavori, che egli non lavora...
Cominciamobene (alla ragazza seduta in terra vicino a lui): si sa già dove sarà la prossima lezione? Sai col treno...
Nonprovarciconme: doveva arrivare il programma dalla segreteria unica di Mantova ma il piccione viaggiatore è in ritardo, speriamo arrivi per la fine della lezione...
Saccentis: Quindi studieremo la fine degli anni 90 e i primi anni del duemila... i testi ovviamente sono quelli che sono visto che la ricerca universitaria si è fermata cinquant'anni fa, ma i fatti sono ricostruibili nonostante la stampa faziosa dell'epoca e i complessi strati burocratici dei documenti.... A! ecco il piccione.

In quello infatti era arrivato un piccolo volatile con un post-it giallo legato a una zampa.

Saccentis: la prossima lezione allora sarà a Udine!
(fischi violenti dai ragazzi liguri e piemontesi soprattutto)....
Cominciamobene a Nonprovarciconme: che iella devo cambiare almeno 27 volte
Nonprovarciconme: io invece sono abbastanza vicina
Cominciamobene: non è che per caso quindi potresti ospitar...
Nonprovarciconme: no.

Saccentis: bene questo è il programma, gli esami avranno più appelli, ricordo che io sono tranquillamente corruttibile con denaro contante se qualcuno ne ha ancora, ci vediamo a Udine allora.
Nonprovarciconme fugge tra la folla senza altri commenti.
Cominciamobene: bè tutto sommato cominciamo bene...

IoLiOdioiNazistidellIllinois 

giovedì 22 luglio 2010

università in prospettiva

Riporto qui, da studente universitario con pochissime possibilità di un futuro da docente, la lettere della professoressa De Monticelli apparsa ieri sui giornali in commento a una cerimonia di laurea piuttosto sconcertante...

"Insegno filosofia della persona alla facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele. Scrivo queste righe per dire: non in mio nome. Non è certamente in mio nome che il nostro rettore, don Luigi Verzé, intervenendo come è suo diritto alla cerimonia delle proclamazioni delle lauree, si è rivolta alla sola candidata Barbara Berlusconi, che giungeva a conclusione del suo percorso triennale, chiedendole se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell’autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e invitandola a diventare docente di questa Università, in presenza del presidente del Consiglio, il quale assisteva alla cerimonia.
Intendo dissociarmi apertamente e pubblicamente da questa che ritengo una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere.
Tengo a dissociarmi nettamente e pubblicamente e da queste parole e dalla logica che le sottende, logica che da una vita combatto, come combatto da sempre il corporativismo e i sistemi clientelari dell’Università italiana, e il progressivo affossamento di tutti i criteri di eccellenza e di merito, oltre che dell’Università stessa come scuola di libertà.
Me ne dissocio individualmente, anche se spero che la deprecazione dell’accaduto sia unanime fra il corpo docente. Ma tengo a ribadire con questa mia serena dichiarazione che non sono né di principio né di fatto corresponsabile dell’andamento di questa cerimonia: non di principio per le profonde ragioni di dissenso che ho qui espresso, non di fatto, perché in effetti non figuravo fra i componenti della commissione relativa alla candidata in questione, e certamente non perché avessi chiesto di esserne esonerata."
Roberta De Monticelli

lunedì 14 giugno 2010

2060 (appello di giugno)

Il professor Saccentis, docente di storia del 2000 all'università unica del centro nord (nata dopo gli innumerevoli tagli all'istruzione pubblica) interroga lo studente Traminer, che si trova bene tra i 10 e 12 gradi. Luogo: Pale di San Martino.

Saccentis: bene, mi fa piacere che qualcuno si sia presentato al primo appello estivo, di solito qui in quota nessun studente ardisce...
Traminer: in effetti professore ci sono abituato...
Saccentis: ottimo, vediamo... mi parli dell'involuzione della libertà di stampa nella prima decade del 2000...
Traminer: tutto ebbe inizio con il progressivo controllo da parte di un solo soggetto (noi non pronunciamo più il suo nome per tutto il male che ha fatto al nostro stato) di televisioni e gironali, qualche mezzo d'informazione ancora contrario a Lei-sa-chi fu accusato di traviare l'informazione, di pubblicare l'impubblicabile. Poi fu la volta dell'informazione su internet, pensi che non si poteva neppure trascrivere un esame come questo!
Saccentis: già, non ci siamo più del tutto ripresi dagli anni di governo di Colui-che-non-deve-essere-nominato...
Traminer: un pò di speck, professore?
Saccentis: ma si, ha anche del vino?
Traminer: certo... (versa il vino e affetta lo speck)

Sperando di poter ancora raccontare le avventure del professor Saccentis, mi unisco all'appello di tutti coloro che vogliono fare informazione, dare un giudizio, esprimere un'idea, insomma coloro che difendono la democrazia, affinchè la "legge bavaglio" sia arrestata. Chi ama questa terra e non desidera vederla precipitare nuovamente sotto dittatura si unisca a questo coro.
IoLiOdioINazistiDellIllinois