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lunedì 7 maggio 2012

Conferencia sobre la ruta del hambre

via latribuna.hn
TEGUCIGALPA.- Uno de los problemas que más aquejan a los países del tercer mundo fue abordado por Melisa Merlo, catedrática de la Universidad Pedagógica Nacional Francisco Morazán, en la conferencia denominada La ruta del hambre.
La disertación se realizó el 26 de abril en la Casa de Morazán situada en el casco histórico de Tegucigalpa. Con esta actividad se inauguró el ciclo de conferencias del Centro Cultural One Way.
 Durante la charla se expuso el problema de este flagelo  en el mundo y su consecuencia más cercana: la desnutrición, como  principal  problemas de salud pública del siglo.
 Los asistentes escucharon con atención a la expositora, quien abordó aspectos claves para la erradicación de este  que aqueja a millones de personas en el mundo.

giovedì 19 aprile 2012

Huelga de Educación

“El país se recibió tocando fondo en el tema educativo, se trabaja incansablemente por hacer las correcciones necesarias, especialmente en lo administrativo El presidente Lobo Sosa respalda totalmente al ministro de Educación, Marlon Escoto, para que ordene, de una vez por todas, el sistema educativo nacional.”
Queste le parole di una sottomessa (in tutte le sfaccettature che potete dare a questo aggettivo) di Lobo. Il Ministro dell’Educazione che molti, anche fra i politici, vorrebbero vedere mandato a casa a calci nel culo ha il pieno appoggio di Lobo e, dunque, deve essere assassino e ignorante tanto quanto lui, cioè detiene le caratteristiche necessarie per far parte della squadra di Governo di Lobo.
Oggi i maestri e i professori sono tornati a scioperare, se andate a vedere la stampa honduregna i titoli sono tutti contro i docenti: “Sciopero a soli fini politici”, “Ancora una volta giovani senza la scuola”, “I giovani obbligati a rimanere senza educazione” ecc. ecc.
Voi sapete perchè i docenti scioperano? Tre sono le motivazioni: 1. aumento dei salari 2. pagamento stipendi arretrati 3. fine della corruzione presso il Ministero dell’Educazione.
Andiamo allora per ordine; la prima richiesta mi sembra logica, chi non vorrebbe avere un aumento salariale? La seconda va precisata: i professori hanno un credito verso al Ministero pari a 236 milioni di lempiras (moneta locale), più di nove milioni di euro. La terza richiesta è la più giusta e necessaria e, su questa, il Ministo Escoto, di cui sopra, ci sta lavorando; l’ha fatta diventare il suo primo lavoro davanti a tutti i problemi che il Ministero ha.
Dopo poco che Escoto ha fatto sapere la sua intenzione di lottare contro la corruzione un gruppo di sconsociuti sono entrati nella Secretaría de Educación e hanno fatto sparire documenti ufficiali importantissimi. “Han borrado información que es vital y fundamental para darle seguimiento por parte de las autoridades a las denuncias de corrupción”, queste le parole del Presidente del Colegio de Profesores Superación Magisterial de Honduras.
Dite che sia un caso?
octavio

martedì 3 aprile 2012

Semana Santa

Me ne stupii quando ci andai per la prima volta. Tutto chiuso, nulla si muove in quella che loro chiamano la Settimana Santa. In Latino America per i 7 giorni antecedenti a Pasqua è festa, una festa per tutti. Non solo gli aeroporti vedono il boom di ingressi dei parenti abitanti in altre terre, ma tutta la popolazione si organizza per vacanze più o meno costose, più o meno lunghe.
Questo vale ovviamente anche per i politici e, per loro e i funzionari pubblici, la settimana santa è iniziata in anticipo, è iniziata dallo scorso sabato. Molti sono partiti e, per dimostrare quanto ci tengono al loro paese e quanto sono interessati a far sì che l'economia riprenda e renda un paese in mano alla violenza, un paese dove è dignitoso vivere hanno deciso di passare la loro settimana di ferie negli Stati Uniti. Bravi politici, siete proprio un branco di caproni governati da un dittatore.
E il dittatore? Beh lui per ovvie ragioni non può uscire dal paese, anche se vorrebbe, e quindi rimane a casa sua, con la sua famiglia, rimane a regnare su quella terra che ha conquistato con il sangue della gente.
Ha fatto un discorso alla Nazione, dove ha invitato la popolazione a godersi le vacanze in modo sano e cercando di evitare azioni che possano generare lutti e dolore per le famiglie honduregne.
Ma Lobo non ha ancora capito che l'unico che genera o fa generare lutti e dolore è lui? Non poteva andarsene in vacanza a quel paese e non tornare più in terra honduregna?
octavio

domenica 25 marzo 2012

Ogni scusa è buona

Ditemi voi se questa è intelligenza. Non voglio essere pesante, non voglio essere ripetitivo ma, di fronte alla stupidità umana si deve intervenire. È da quando è scoppiato il golpe che l’Honduras vive nella violenza quotidiana e continua. Con Micheletti prima e Lobo poi sono più le persone morte o incarcerate di quelle che rimangono in vita e libere; rapine, scippi, violenze fisiche e carnali, assalti, povertà, malumore, malcontento, proteste e corruzione sono all’ordine del giorno.
La scarsa intelligenza dei Presidenti/Dittatori ha cercato di porre rimedio a tutto ciò mettendo per le strade non solo la polizia ma anche l’esercito; ha cercato di rimediare, dunque, alla violenza con altra violenza, non è infatti una novità che esercito e polizia siano le forze di sicurezza più corrotte e più violente che si possano immaginare. Concludo l’introduzione ripetitiva dicendo che dietro a tutta questa ondata di sangue si cela, ormai neanche troppo nascosta, la mano longa degli Stati Uniti.
Questo per schiarire le idee un po’ a tutti, anche a coloro che si approcciano all’Honduras per la prima volta. Ora arriviamo al punto: alcuni deputati dell’Assemblea Generale hanno fatto sapere che esisterebbe un’offerta fatta dal Governo degli Stati Uniti per convertire quatto unità dell’Esercito in Unità di Polizia Militare. La differenza? Semplice, l’esercito è addestrato alla guerra, la Polizia Militare è addestrata alla guerra ma con “educazione” anche per bloccare rapine, scippi, violenze fisiche, aggressioni. In soldoni cosa significa? Che stanno giustificando la presenza dell’esercito, già attivo per le strade di tutta la Nazione, in tutte le città e cittadine honduregne.
Che cosa andrà a modificare la creazione di questi gruppi di militari? I costi economici dei soldati. L’esercito infatti ha sedi esterne alle città e trasportare le milizie costa molto, mettere dei soldati dell’esercito nella polizia significa tagliare questi costi senza cambiare la sostanza.
Quindi, in poche parole, il Governo non sta facendo nulla di buono, sta confermando la sua volontà di avere uomini armati a piede libero e in giro per il paese, usa la scusa della sicurezza per mantenere vive le violenze quotidiane che gli honduregni debbono subire, mantiene controllati, per non dire ammazzati, tutti coloro che vanno controcorrente.
octavio

lunedì 19 marzo 2012

Verdugo al cuadrado

Se vi ammazzassero un figlio, voi cosa fareste? Se sapeste anche chi sono gli assassini, voi cosa fareste? Se poi questi assassini venissero liberati, voi cosa fareste?
Nulla di nuovo, questa è normalità; e non solo in Honduras, paese di cui tratto oggi, questa è la giustizia monetaria che serpeggia per tutto il mondo. Entriamo ora nel dettaglio, cercate sempre di immedesimarvi. Siete la direttrice della più grande università pubblica honduregna, assistete tutti giorni alla distruzione che del vostro paese stanno facendo i vostri politici, ne discutete a casa con i vostri figli in modo accesso e scoprite, poi, che uno dei vostri figli, il preferito, se ci sono preferiti a questo livello, fa parte di quel gruppo di giovani che quotidianamente e pacificamente protestano all’interno dell’Università. Un giorno mentre andate a lavorare vedete che la polizia ha fatto irruzione proprio nella struttura che voi gestite, sono entrati per sedare le rivolte e le hanno sedate con il sangue. Un triste messaggero vi porta la notizia: dei due morti che le forze di sicurezza hanno lasciato uno è vostro figlio e l’altro è il suo migliore amico.
Questa è la storia di Julieta Castellanos, direttrice dell’UNAH, che da quel giorno ha scritto articoli, ha rilasciato interviste è in prima fila per la lotta contro la corruzione governativa in generale e della polizia in particolare. Chiede fortemente che la Giustizia faccia il suo corso e, così, quattro poliziotti vengono arrestati. Gli stessi che verranno rilasciati da Jorge Alberto Barralaga Hernández, Capo della Polizia. Alla richiesta di motivazioni del rilascio così rispondeva: “Espero que a lo mejor ellos se presenten (a la Metropolitana 1) o que se presenten directamente a los tribunales para resolver el problema si se considera que son inocentes”. La verità, neanche troppo celata, è che questa liberazione era necessaria; essendo liberi e non esistendo tutte le prove necessarie che il Pubblico Ministero richiede per poter operare un’incarcerazione nessuno più toccherà questi poliziotti.
Il commento conclusivo lo lascio alle parole di Julieta Castellanos: “Lo que venimos a constatar es una colusión de todo el sistema de justicia y de un estado de indefensión y desprotección de los ciudadanos. Vemos con bastante desencanto el rumbo que ha tomado con las últimas acciones el Ministerio Público porque empieza a perder muchísimo su papel y su función cuando vemos que ha sido inoperante. Pero en este caso creo que rebasa cualquier forma, cualquier explicación que uno pueda dar de estos hechos y se convierte el Ministerio Público en un verdugo más para la ciudadanía. Ya somos víctimas del Estado, de una Policía que es verdugo de los ciudadanos y ahora estamos con un Ministerio Público que también es verdugo de las víctimas”.
octavio

venerdì 9 marzo 2012

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù...

Ancora una volta devo toccare tematiche delicate, ancora una volta rischio di perdere dei lettori per quello che dirò già che non so come la pensano loro. Inizio così: sarebbe l’unico Stato al mondo a introdurre una legge del genere, una legge così estremista.
Di questo non mi stupisco, l’Honduras, purtroppo, è in mano ad assassini e ladri, capitanati da lobbies e sorvegliati dagli USA, nulla di buono potrebbe uscire da questo guazzabuglio. Per me è però pura follia (ecco perchè rischio di perdere dei lettori, per quello che sto per dire) far passare una legge che dia permesso alle forze dell’ordine, le stesse che ora aiutano Lobo ad ammazzare i personaggi scomodi, le stesse che hanno sparato contro la folla di parenti accorsa davanti al carcere in fiamme che ha lasciato 300 morti, di arrestare le donne che hanno assunto la pillola del giorno dopo; non solo loro ma anche medici o farmacisti che la prescrivessero o la vendessero.
Perchè secondo me è folle? Non tanto perchè voglio fare su tematiche sessuali il libertino ma perchè la legge colpirebbe anche, anzi io direi sopratutto, tutte le donne, ragazze e bambine che subiscono violenze sessuali e ricorrono alla pillola del giorno dopo per scongiurare non solo ciò che non hanno voluto ma che nemmeno avrebbero desiderato.
Ricordo a tutti e “mi permetto” di ricordarlo sopratutto a coloro che hanno inventato questa stupenda legge le difficoltà in cui riversa l’Honduras oggi, la violenza quotidiana, la povertà, le maras ecc. ecc., violenze sessuali non sono un problema che “capita ogni tanto”, sono all’ordine del giorno. Se poi si pensa al perchè questa legge è stata fatta, e cioè per fare un piacere a tutti quei cristiani ricchi e moralisti che hanno votato Lobo e hanno ammazzato insieme a lui il popolo honduregno a maggior ragione arrivo a dire che questa legge è folle e assurda.
La conclusione è solo per il popolo honduregno, qui trovate la petizione che chiede di bloccare questa idiozia, firmate e diffondete.
octavio

martedì 28 febbraio 2012

Morirete tutti

Sapete che cosa vuol dire morire di fame? Sapete che cosa vuol dire morire di sete? Sapete che cosa vuol dire morire per mancanza di cure mediche? Sapete che cosa vuol dire soffrire di claustrofobia? Sapete cosa vuol dire condividere una stanza con dieci, dodici persone? Sapete cosa vuol dire non avere nessuna minima norma di sicurezza rispettata nel luogo in cui vivete? Sapete cosa vuol dire morire bruciati vivi?
Se riuscite a rispondere a tutte queste domanda, ATTENZIONE tutte non solo ad alcune, allora siete stati o siete prigionieri nelle carceri di Honduras.
Io non voglio di certo stare qui a fare moralismo su moralismi, a me non interessa se questi sono assassini o ladri, a me non interessa nemmeno se questi buoni e ingiustamente incarcerati. Saranno quello che saranno, io so solo che questi sono esseri umani e così come proviamo ribrezzo, disgusto e rabbia quando veniamo a sapere di animali bruciati vivi o morti di stenti (senza chiederci se prima di morire avessero commesso azioni negative) così dovremmo fare per questi esseri umani.
Sbaglia dunque chi dice “Meglio così tanto erano persone di malaffare” tanto quanto chi dice “Dobbiamo comunque portare rispetto, avranno sbagliato ma non è una fine giusta per loro”.
Eh no, troppo facile così. Se è stato sbagliato ed è sbagliato trattarli peggio delle bestie o disumano bruciarli vivi, lo è stato e lo è solo perchè non è giusto trattare da schifo altri esseri viventi, a prescindere da tutto.
Negli ultimi dieci (guardate che dieci è un numero piccolissimo) giorni sono morti più di 500 detenuti honduregni per un’unica, sola e grande causa: sovraffollamento delle carceri. 50 morti al giorno solo perchè nessuno è in grado e vuole mettere la parola fine alla gestione fatta con parti intime e non con la testa del servizio detentivo.
Non che la situazione sia migliore in altre parti del mondo, ma qui raggiungiamo proprio il limite.
“Acuérdense de los presos, como si ustedes estuvieran presos con ellos, y también de los maltratados, como si ustedes estuvieran en sus cuerpos”. È un versetto biblico. Lo si trova scritto su tutte le pareti di tutte le carceri di Honduras.
octavio

giovedì 16 febbraio 2012

Delincuentes quemados vivos, qué te parece?


A causa de lo malos momentos que vivió el país de Honduras en el sitio penal de Comayagua (centro de Honduras), desde la red social informativa de la página web de Telesur se informó que al menos 4 módulos del centro penitenciario, que aloja a 850 reclusos que se incendiaron. Un caso muy parecido al que se vivió en nuestro país Venezuela en la cárcel de sabaneta del municipio Maracaibo donde 108 reos perdieron la vida en un intento desesperado por escapar del humo que los ahogaba.
Segíun cuerpos policiales de Honduras, confirma que hay más de 272 muertos en el incendio que se provoco en el centro penitenciario Del mismo modo, Danilo Orellana, director del centro penitenciario de Honduras, informó este miércoles que al menos 200 reclusos murieron durante el incendio y así mismo añadió que se encuentran investigando las causas del siniestro, se presume que sería por la quema de un colchón y que las hipótesis que se manejan son dos: que un recluso habría comenzado el fuego, o que se habría producido un cortocircuito a las 10:50 pm. 200 han sido las cifras de muertos donde la mayoría murieron asfixiados.
Por otro lado, según la periodista Leda Santodomingo quien en ese tiempo trabajaba como corresponsal en Venevisión se encontraba haciendo un reportaje sobre la Masacre de Sabaneta, relató que al menos 108 reos perdieron la vida en un intento desesperado, se presume que una de las causas del incendio fue provocado con gasolina por uno de los dos grupos en pugna, muchos acusaron a la banda “Los Goajiros” de ser la responsable.
El comportamiento de los reos de la cárcel de sabaneta suelen ser muy violentos, el problemas por el cual se armó todo, fue por el gran odio que ambas bandas se tienen Uno de los entrevistados fue Salvador Cubillán, Juez Cuarto de Primera Instancia Penal, él relató los sucesos que a su juicio lo tocaron profundamente: “No creo que vuelva a ver algo así, oficialmente fueron 102 los muertos, aunque los penados indicaron que fueron 200”.

sabato 11 febbraio 2012

Spread it around/Diffondete/Difundelo

Se siete a conoscenza di altri nominativi qui non presenti contattate l’autore dell’elenco qui: gcozette@crln.org e www.crln.org
De conocerse casos que no estén incluidos en la lista, el autor solicita que se lo notifique a gcozette@crln.org y www.crln.org
Cases not included in the list, the author requests to be notified at www.crln.org gcozette@crln.org
2011: 59 asesinatos
5 de noviembre de 2011 - José Luis Lemus Ramos (campesino de Aguán).
1 de noviembre de 2011 - Catalino Efraín López (campesino de Aguán).
22 de octubre de 2011 - Alejandro Rafael Vargas Castellanos, hijo de la rectora de la Universidad Nacional de Honduras (UNAH) y su amigo Carlos David Pineda Rodríguez.
15 de octubre de 2011 - Segundo Mendoza (activista campesino de la organización Rigores)
11 de octubre de 2011 - Santos Ceferino Zelaya (campesino de La Aurora)
2 de octubre de 2011 - Carlos Martinez (Cooperativa de Lempira)
29 de septiembre de 2011- Miriam Emelda Fiallo (esposa del presidente de una cooperativa campesina inscrita en COAPALMA, Germán Castro) y Fredy Castro, hermano de Germán y tesorero de la cooperativa.
15 de septiembre de 2011 - Dennis Montoya (líder politico y deportivo) y (en otro ataque) Juan de Jesús Figueroa, presidente de la comunidad Patronato de Matarras.
10 de septiembre de 2011 - Ramón Antonio Cruz Lara, activista e hijo del docente Héctor Cruz, miembro del zelayista FNRP (Frente Nacional de Resistencia Popular).
8 de septiembre de 2011 - Medardo Flores (periodista de Radio Uno). 16 periodistas fueron asesinados desde febrero de 2010.
7 de septiembre de 2011 - Mahadeo "Emo" Sadloo, activista fundador del FNRP y militante por la educación pública.
2 de septiembre de 2011- Olvin David Gonzalez Godoy, miembro de una cooperativa agraria afiliado a MUCA (Movimiento Campesino Unido de Aguán).
1 de septiembre de 2011 - Juan de Dios Palencia Mejía (pastor y docente) y su mujer Dunia Suyapa Sánchez Zapata (docente).
22 de agosto de 2011 - Nahúm Alexander Guerra (estudiante y activista universitario).
21 de agosto de 2011 - Pedro Salgado, vicepresidente del MUCA, y su esposa Reina Irene Mejía.
20 de agosto de 2011 - Arnoldo Portillo, cooperativista de la comunidad La Concepción en el Bajo Aguán.
20 de agosto de 2011 - Secundino Ruiz Vallecillo, presidente de la Cooperativa San Isidro y de MARCA (Movimiento Auténtico de Resistencia Campesina de Aguán). MARCA integra el FNRP.
18 de agosto de 2011 - Victor Manuel Mata Oliva (40), Sergio Magdiel Amaya (17) y Roldin Marel Villeda (15).
15 de agosto de 2011 – Cinco campesinos fueron asesinados al abandonar el Instituto Nacional Agrario de Honduras.
14 de agosto de 2011 - Javier Melgar (17), campesino y 5 sicarios confundidos por el Ejército. Ese mismo día Lelis Lemus Martinez (17) y Denis Israel Castro (18) fueron asesinados.
25 de julio de 2011 - Carlos Maradiaga presidente de la cooperativa campesina Coapalma-Ecara.
23 de julio de 2011 - Julián Alvarenga García (45) presidente de la cooperativa Isla I de Nueva Marañones (en el MUCA).
16 de julio de 2011 - Luis Alonso Ortiz Borjas (52) y Constantino Morales Enamorado (32), miembros de la Cooperativa Nueva Marañones, (en el MUCA).
14 de julio de 2011 - Nery Jeremías Orellana (26), periodista de radio Candelaria, director de Radio Joconguera y activista del FNRP
5 de junio de 2011 –José Recinos Aguilar, Joel Santamaría y Genaro Cuesta (campesinos de la cooperativa San Esteban, en MARCA).
24 de mayo de 2011 - Juan Angel Sorto (19), músico de rock y miembro de Artistas en Resistencia.
18 de mayo de 2011 - Denis Moisés Lara Orellana (37), secretaria regional de la Asociación Nacional de Campesinos Hondureños (ANACH).
18 de mayo de 2011 - Sixto Ramos (45) responsable de la Coordinadora de Organizaciones Populares de Aguán (COPA) y de la cooperativa Nueva Suyapa del Movimiento Campesino de Aguán (MCA).
15 de mayo de 2011 - Francisco Pascual Lopez, granjero del MCA
10 de mayo de 2011 - Héctor Francisco Medina Polanco (35), periodista de TV. Ese mismo día, José Paulino Lemus Cruz, campesino de la cooperativa "Brisas de Aden" (en el MCA).
07 de mayo de 2011 - Henry Roney Díaz, campesino de la cooperativa El Despertar (en MARCA).
19 de abril de 2011 - Tarin Daniel Garcia Enamorado (26) y Carlos Alberto Acosta Canales, campesinos miembros del MUCA.
18 de marzo de 2011 - Ilse Ivania Velásquez Rodríguez (59), docente y ex directora en Tegucigalpa.
19 de febrero de 2011 - Reina Elizabeth Veliz Varela (39) y líder del FNRP.
11 de febrero de 2011 - Freddy Gonzalez Castro y Rigoberto Fúnez (tesorero y presidente, respectivamente de la Cooperativa Prieta).
31 de enero de 2011 - Dr. Jose María Turcios, activista del FNRP.
15 de enero de 2011 - Jose Ricardo Dominguez Hernandez (42), activista del FNRP.
2 de enero de 2011 - Ermin Nabarro, de la Cooperativa La Aurora (MUCA).
2010: 61 asesinatos
1 de diciembre de 2010 - José Luis Sanabria (45), docente de Copan y director de la escuela Carlos Roberto Reina.
29 de noviembre de 2010 - Adelson Díaz Estévez.
15 de noviembre de 2010 - Raul Castillo (48) de la Cooperativa 14 de mayo, José Luis Sauceda (25) de la Cooperativa 14 de mayo, Ciriaco Muñoz (50) de la Cooperativa Nueva Esperanza, Teodoro Acosta (39) de la Cooperativa Nueva Esperanza, Ignacio Reyes Garcia (50) de la Cooperativa Tres Familias Unidas. Todos miembros del MCA.
30 de octubre de 2011 (sin confirmar) Luis Antonio Hernández, docente líder del FNRP.
17 de septiembre de 2010 - Juana Bustillo (49) sindicalista y enfermera.
15 de septiembre de 2010 - Efraín López.
10 de septiembre de 2010 - Francisco Miranda Ortega (55), dirigente del MUCA). Ese mismo día: Enrique Alfredo Larios Cruz, campesino de la cooperativa "Unión Catracha" (en el MCA).
28 de agosto de 2010 - Santos Remigio Ávila (45) secretario general de la ANACH.
24 de agosto de 2010 - Israel Zelaya Díaz (62) periodista de Radio International.
18 de agosto de 2010 - Victor Manuel Mata Oliva (40), Rodving Omar Villegas (15), Sergio Madiel Amaya (18), y Roldin Marel Villeda (15) de la cooperativa La Aurora.
9 de agosto de 2010 - Esteban García Cruz (45), de la Cooperativa 25 de Abril (en el MUCA).
4 de julio de 2010 - Roger Antonio Fúnez Flores, dirigente del FNRP en El Progreso y locutor de Radio Progreso.
30 de junio de 2010 (no confirmado) - Jorge Alberto Castro Ramírez (41) del FNRP.
20 de junio de 2010 - Oscar Yovani Ramírez (17) de la cooperativa San Esteban (en MARCA). Previamente fue torturado.
20 de junio de 2010 - Mauricio Nahún González Coello, hijo de un líder sindical.
15 de junio de 2010 - Rolando Valenzuela, ex ministro de Manuel Zelaya y activista de Liberales en Resistencia.
10 de junio de 2010 - Oscar Molina, cuñado del vicepresidente del gremio cervecero Porfírio Ponce.
29 de mayo de 2010 - Agustín Bustillo (40) de la Cooperativa Camarones (MUCA).
18 de mayo de 2010 - Olayo Hernandez Sorto (38), miembro del Consejo de Organizaciones Populares Indígenas de Honduras (COPINH).
13 de mayo de 2010 - Gilberto Alexander Nuñez Ochoa (27) y José Andrés Oviedo (26) participantes de las movilizaciones del FNRP.
8 de mayo de 2010 - Adalberto Figueroa, dirigente ecologista de la región de Olancho.
29 de abril de 2010 - Miriam Yaneth Romero Domínguez (44) docente de la Colonia San Carlos de Sula.
26 de abril de 2010 - Pedro Antonio Gomez y Oscar Tulio Martinez, familiars del ministro zelayista Arcadia Gomez.
20 de abril de 2010 - Jorge Alberto "Georgino" Orellana (50), periodista de TV.
13 de abril de 2010 - Luis Antonio Chévez Hernández (22), periodista de radio W105.
7 de abril de 2010 - José Leonel Guerra Alvarez (32) de Cooperativa La Confianza (en el MUCA).
1 de abril de 2010 - Edy Gabriel Betancourt (23), estudiante de la UNAH. Ese mismo día: Miguel Angel Alonso Oliva (22) de la Cooperativa Guanchias in Aguán.
28 de marzo de 2010 - Dr. Yorleny Yadira Sánchez Rivas (33).
27 de marzo de 2010 - José Bayardo Mairena Ramírez y Manuel Juárez, periodistas de "Esto es Olancho" de Canal 4.
23 de marzo de 2010 - José Manuel Flores, docente de Ciencias Sociales y miembro del FNRP.
17 de marzo de 2010 - Francisco Castillo (50), miembro del FNRP, y vinculado al sacerdote cooperativista Fr. Andres Tamayo. Ese mismo día: Jose Antonio Cardoza y Jose Concepcion Carias (ambos 50), dirigentes de la cooperativa Brisas (en el COHDEFOR).
14 de marzo de 2010 - Nahún Ely Palacios Arteaga (36), periodista de Radio Tocoa.
12 de marzo de 2010 - Ramón Ulises Castellanos y Miguel Sauceda, campesinos.
11 de marzo de 2010 - David Enrique Meza Montesinos (51) periodista de radio El Patio.
1 de marzo de 2010 (sin confirmar) - Bessy Pamela Cerrato Banegas, activista del FNRP e hija de una dirigente del Sindicato de Embotelladores.
24 de febrero de 2010 -Claudia Larissa Brizuela (36) hija de Pedro Brizuela, líder de la resistencia.
17 de febrero de 2011 - Dara Gudiel (17), hija del periodista Enrique Gudiel.
15 de febrero de 2010 - Julio Fúnez Benítez (57) sindicalista del gremio de Sanidad.
14 de febrero de 2010 - Feliciano Santos (40), de la Cooperativa 21 de Julio.
4 de febrero de 2010 - Francisco Montes (45) e Isidro Cano (45) de la Cooperativa Buenos Amigos. Ese mismo día: Isidro Santos de la Cooperativa Occidental. Ese mismo día: Vanesa Yaneth Zepeda Alonzo (29), enfermera y dirigente del gremio de Seguridad Social.
31 de enero de 2010 - Juan Ramon Mejia (60) de la Cooperativa Occidental (en el MUCA).
Enero de 2010 - Blas Lopez, docente y dirigente étnico.
Desaparecidos (2010-2011)
30 de agosto de 2011 - José Reynaldo Cruz Palma, presidente de una comunidad campesina en San Pedro Sula.
21 de agosto de 2011 - Oscar Elías López Muñoz (49).
2 de agosto de 2011 - Mauricio Joel Urbino Castro (34), taxista.
11 de junio de 2011 - Kelvin Omar Andrade Hernández (18) hijo del exiliado Dagoberto Andrade.
21 de mayo de 2011 - Olvin Gallegos y Segundo Gómez, campesinos de la granja "El Despertar".
15 de mayo de 2011 - Francisco Pascual López de la Cooperativa Rigores.
21 de febrero de 2011 - Franklin Padilla, dirigente del gremio docente.
7 de febrero de 2011 - Samuel Josué Pastrana Molina .
20 de julio de 2010 - Luis Alexander Torres Casaleno.
15 de julio de 2010 - Vilmar Edmundo Talavera Avilez, policía.
13 de julio de 2010 - Denis Alexander Russel (19) estudiante del Instituto de la Patria en La Lima, Cortés.
13 de junio de 2010 - Osmin Obando Cáceres (22) hijo del coordinador del FNRP en Tela, Atlántida.
Heridos críticos
5 de octubre de 2011 – Pedro Alfredo Matamoros Bonilla y Heder Jael Sánchez Cruz, dirigentes de la cooperativa La Aurora (en el MUCA)
1 de marzo de 2011 - Eduardo Argueta Santos.
25 de mayo de 2010 - Douglas Ramón Gomez Torres, sindicalista.
29 de julio de 2011 - Nelson Eliberto Lopez Reyes.
octavio

lunedì 30 gennaio 2012

(Ri)puliamo la Polizia

In 48 ore 7 morti, tutti nella stessa provincia. Un esempio per farvi capire che cos’è l‘Honduras oggi. Vi avevo già parlato della denuncia proveniente dall’UNAH, l’Università Nazionale, contro la polizia e i loro modi oltre che violenti ricattatori. Nel testo scritto dal Rettore si diceva, anche, esplicitamente che la polizia honduregna è corrotta. Oggi arriva la notizia che “finalmente” il Congresso Nazionale valuterà a giorni una proposta di legge, che si spera venga approvata, che permetterà di “depurare” la polizia. Una legge che andrà a colpire, almeno sulla carta, tutta quell’area di corruzione e mafia che alberga nel settore più importante, se si pensa alla violenza quotidiana che si vive in terra honduregna: la sicurezza nazionale.
Il Congresso non si limiterà, però, solo al mondo della polizia. Il portavoce della Polizia Nazionale, forse anche in maniera un po’ incazzata dato che sparlano sempre di loro, così ha parlato: “Comencemos por la Policía; después sigamos con los demás operadores de justicia (Ministerio Público y Poder Judicial). Luego de que estos tres niveles ya tengan mayor transparencia y profesionalización, sigamos con los demás.
Tenemos que llegar al final, llegar al Congreso, al Ejecutivo, a todas las posiciones donde el crimen organizado ha tratado de ingresar, sí vamos a revestir de moral el país”.
Dite che non abbia ragione? Se si deve sanare il cancro non ci si deve limitare solo all’organo colpito ma andare anche a debellare le metastasi sparse, ormai, in ogni dove.
Qual è il problema? Sempre quello. Fare ciò significherebbe “depurare” il Presidente e i suoi fidi scagnozzi. Forse si pulirà la polizia, io lo spero, ma se non si cambia modo di fare politica e, sopratutto chi questa politica la dirige, c’è poco da essere allegri e c’è poco da essere gioiosi per la nuova legge che sembra arriverà.
octavio

giovedì 19 gennaio 2012

Voi crepate, noi ce ne andiamo

Se escludiamo gli anni ’70 e ’80, “anni di piombo” latinoamericani, anni di guerra e violenza, la cooperazione statunitense è sempre stata presente in Latino America. Il loro lavoro radicato nel territorio è sempre stato utile a tutta la popolazione sopratutto per le due principali aree d’interesse: l’acqua, privata in latinoamerica e dunque inaccessibile per i più poveri (inutile sottolineare che i poveri qui muoiono di fame), e il recupero dei giovani, firmatari di un contratto di morte appena entrano in una qualsiasi banda.
Oggi, 2012, gli USA ci ripensano, hanno infatti deciso di ritirare tutti i volontari presenti sul territorio honduregno. Tanti, il numero più elevato che gli USA abbiano mai avuto in uno Stato latinoamericano. Anche Lobo, con la sua orrenda faccia tosta, ha commentato la scelta statunitense come sviluppo normale dopo che la violenza è arrivata ai massimi livelli e ha messo in crisi la struttura delle ONG. La scelta avviene dopo che una volontaria è stata violentata e un volontario è stato ferito con un colpo di pistola a una gamba.
Dopo aver fatto sapere il ritiro dei volontari gli USA hanno anche dichiarato che non amplieranno nemmeno i progetti in El Salvador e Guatemale, pertanto una volta finiti quelli in essere il mondo del volontariato statunitense abbandonerà anche questi due paesi, che “vantano” tassi di violenza e omicidi altissimi.
Ora, io capisco che uno stato debba difendere i propri cittadini, ma allora perchè se Lobo questo non lo fa nessuno lo destituisce? Il problema non è chi colpisce questa violenza ma è la violenza. Anche chi va in territori pericolosi e/o poveri ad aiutare se non aiuta a bloccare la spirale della violenza non produrrà nulla. Ci saranno esiti positivi fulminei, distrutti tutti da nuovi attacchi di violenza. E, in fin dei conti, quando c’è la violenza chi se ne può andare se ne va, vedi gli USA (e come loro molti altri), ma chi pensa a chi è obbligato a restare perchè lì vive?
octavio

mercoledì 28 dicembre 2011

Basura Golpista

Nella notte di Natale il Santissimo Cardinale Maradiaga pregava il Signore perchè si ricordasse della terra in cui lui era nato e nella quale umilmente portava avanti il compito assegnatoli come servo di Dio. Sempre in quella notte, criticava il mondo contemporaneo in maniera piuttosto aggressiva: “Non è possibile che un povero resti povero e il ricco resti ricco”, più o meno diceva così. Chiedeva poi alla massa di fedeli che accalcavano la chiesa di smettere di rimanere indifferenti di fronte alla crisi economica, erano già troppo colpevoli i realizzatori di questa crisi per restare, anche il popolo, inerme nell’attesa che qualcosa cambiasse.
Rimangono sbalordito da queste parole, da questa insensatezza e da questa volontà, allo stesso tempo, di potenza. Maradiaga conduce vita povera? No, il Governo di Honduras conduce vita povera? No. Chi ha voluto organizzare il golpe conduce vita povera? No; chi ha sostenuto questo golpe (e Maradiaga è fra quelli) conduce vita povera? No.
Chi in Honduras è povero, ha la capacità di rimanere inerme di fronte alla crisi? Certo che no, ma non perchè lo dice il cardinale o perchè lo muove uno spirito di protesta, solo perchè la fame e i figli lo obbligano a muoversi. A scavare nelle fogne e nei cassonetti per tentare di trovare qualcosa da mangiare, a rubare (con pistole e coltelli) per mettere mano al famoso Dio denaro, a cadere nel tunnel della droga per mettere  tacere quella bocca dello stomaco che troppo brontola.
Quello che io, tutte le volte che un esponente di qualcosa, una persona in vista, parla, mi domando è se davvero sa di che cosa sta parlando.
Voi lo sapevate che: “En la parte más asesina del país más mortífero del mundo, las familias de los hijos y esposos y hermanas asesinadas se reúnen cada mes en un edificio de hormigón junto a la iglesia de Nuestra Señora de Guadalupe. Se sientan en sillas de plástico, inclinándose hacia adelante para hablar, y la angustia se derrama. Existe el temor de los cumpleaños, aniversarios y Navidad. O de saber quién es el asesino, y que no sea arrestado, y la perversidad de eso. El grupo tenía 10 familias cuando se inició hace tres años. Hoy tiene 60, y todos menos uno de los casos siguen sin resolverse. “Estamos viviendo en constante temor”, dijo Blanca Álvarez, que llevaba un pin con el retrato de su hijo muerto, Jason, tiroteado en un robo de carro en 2006. “Hemos tenido marchas por la paz, vestidos de blanco, lanzando globos blancos al aire. Nada va a cambiar aquí. Nada” (via la tribuna.hn).
Maradiaga lo sa? e Lobo?
octavio

venerdì 16 dicembre 2011

Mi mamá tenía un dicho

“Cuando se quiere ayudar se ayuda”, parole sacrosante, parole che dovrebbero scaldarci il cuore soprattutto ora che siamo tutti più buoni dato il natale imminente. Il problema è come sempre chi le dice, e questa volta le ha dette chi non poteva permettersi nemmeno di aprire bocca: il Presidente Lobo.
“Mi mamá tenía un dicho, me decía: ‘hijo mío haz el bien y no mires a quien’, cuando se quiere ayudar se ayuda, a mí me da, no sé, siento a veces que como que alguien dice yo tengo el dinero, pero si querés que te dé hacé esto y hacé lo otro”. Ora io non metto in dubbio che la mamma di Lobo abbia dato questo buon insegnamento al figlio; metto certamente in dubbio il fatto che poi Lobo si sia corrotto e, per ottenere il potere che oggi ha, ha fatto non il doppio ma di certo il triplo gioco. Ma perché ha detto questo? Perché gli USA, non tanto perché non credano più in lui ma solo per salvare la faccia a livello internazionale, hanno dichiarato che dato lo scarso, scarsissimo, livello raggiunto dal Governo honduregno per governabilità, corruzione, diritti umani e politica fiscale, non potrà accedere ad alcuni programmi statunitensi che avrebbero portato molti aiuti in denaro nelle casse statali.
Lobo dunque si incazza perché non gli arrivano i soldi ma non capisce che se non arrivano è solo per colpa sua; ecco perché il suo “Cuando se quiere ayudar se ayuda” può andare a farsi fottere, lui ha mai aiutato la sa gente? No. Ha mai cercato di risolvere il problema della violenza? No. Ha mai voluto metter becco nei giri loschi della corruzione mafiosa? No. Quindi di cosa si stupisce? Ve lo dice lui in persona: “Yo nunca he escondido mi preocupación por el problema de lo que ha pasado con los periodistas, nunca he escondido tampoco de que no teníamos la capacidad de investigación... si un país nos quiere ayudar y sabe que tenemos un problema de investigación, entonces lo que hace es que dice: ‘mire señor, ahí le mando un contingente de 50 investigadores para que aclaren los crímenes’, esa es voluntad de ayudar”.
Ha dimenticato di dire che tutti i morti sino ad oggi avvenuti in Honduras sono stati tutti decisi, programmati e ammazzati da lui.
octavio

lunedì 28 novembre 2011

Polizia sanguinaria

“La Policía es la organización delictiva más peligrosa del país”.
Questo è quanto fuoriesce, finalmente, da uno studio realizzato dall’UNAH, l’Università Nazionale di Honduras. Lo studio concretizzato da centinaia di prove inizia dopo che due ragazzi il 22 di ottobre scorso sono stati brutalmente assassinati da due poliziotti proprio all’interno dell’università.
Io vorrei evidenziare la parte della ricerca in cui si sottolineano i motivi di questa pericolosità: 1. perché agisce sotto protezione della legge statale 2. perché è finanziata con le tasse che pagano i cittadini.
In un paese così povero e così violento non poter nemmeno più confidare nelle forze di protezione è davvero spaventoso, certo non è nulla di strano. Io sono “felice” oggi per il fatto che il popolo honduregno continua ad infangare il nome di Lobo e continua a denunciare il suo operato. Io da tempo ripeto che in Honduras ci troviamo di fronte a una dittatura violenta e sanguinaria che trova nel comandante, ovviamente Lobo, e nei sottoposti tuttofare esercito e polizia.
“En la gran mayoría de casos delictivos, la Policía es en la práctica quien dirige la investigación criminal, aunque por ley esta es función del Ministerio Público a través de los fiscales” continua il testo, questo è ancora più pericoloso per la popolazione tutta, anche del fatto che gli agenti siano violenti. Perché? Perché se è la polizia che segue e conclude le indagini significa che è la stessa polizia che decide che cosa indagare e che cosa no, che cosa seguire in modo accelerato e che cosa no, che cosa manipolare e che cosa no. Cioè, in poche parole, se salvare la vita a un criminale o meno, a seconda che questo sia corrotto o corruttore.
Il popolo honduregno ha aperto gli occhi da tempo, chi, come me, segue le vicissitudini centroamericane, ha aperto gli occhi da tempo, quando apriranno gli occhi i pezzi grossi?
octavio

giovedì 10 novembre 2011

I giudici sono corrotti, la (mia) polizia no

"Nuestros efectivos se sacrifican en estas actividades, porque corren un riesgo enorme y que es duro que nosotros capturemos a las personas y las ponemos en las manos de las autoridades y después vemos que salen libres, porque un juez y un fiscal se prestaron para ello, esto es decepcionante"
Parole dure, parole che fanno male all’Honduras, parole che mettono in crisi tutto l’assetto legale del paese. Nessuno penso si scandalizzerebbe tanto se vi dicessi che questo discorso è stato fatto da un rappresentante dell’opposizione in Parlamento, ma non è così. Anzitutto perché non esiste opposizione in Honduras, esiste la dittatura di Lobo, e poi perché le parole sopraccitate sono state dette, davanti al Congresso Nazionale, da Marlon Pascua, chi è? Il Ministro della Difesa.
Colui che deve mantenere l’ordine pubblico attacca coloro i quali sono chiamati a giudicare l’operato di chi viene fermato dall’ordine pubblico: il gatto che si morde la coda. Non basta infatti dire che la polizia fa tanto ma poi ci sono i giudici che sono corrotti, se è vero che i giudici sono corrotti allora che la polizia intervenga no?
Ora Marlon Pascua rischia una querela da parte della Associazioni degli Esperti di Diritto i quali hanno informato che non agiranno solo se il Ministro riuscirà a presentare un elenco di giudici a avvocati immischiati con il crimine organizzato portando prove concrete e credibili. L’associazione aggiunge che la dichiarazione di Pascua è solo un metodo per deviare l’attenzione dai problemi più grossi che insanguinano il paese.
Ora quest’ultima dichiarazione è assolutamente vera, i politici honduregni cercano sempre di risolvere i problemi spostando l’attenzione su altri problemi, e in realtà non solo in Honduras succede questo, ma c’è da dire che la probabilità che giudici e avvocati siano corrotti è molto elevata. Preciso meglio, la possibilità che giudici, avvocati, Ministri e poliziotti siano corrotti non è elevata è certezza. Bisogna allora che arrivi un uragano e spazzi via tutto, il problema che gli uragani fisici rovinano solo la vita dei poveri e quelli metaforici arrivano a fatica e si corrompono dopo poco.
octavio

sabato 29 ottobre 2011

In Honduras tutti i giorni si possono contare i morti

“In Honduras tutti i giorni si possono contare i morti”. Lo sapevate questo? Beh, è proprio così. Ogni giorno ci sono una decina di morti, tutti ammazzati. E sapete chi ci informa di questo? È il Cardinal Maradiaga, sì proprio lui il Cardinale golpista, quello che dovrebbe essere servo di cristo e, invece, è servo degli USA.
E il fatto è che non si è limitato a ciò, no ha avuto anche il coraggio di fare altre due dichiarazioni assurde, non tanto per le parole ma per la sua persona.
“La crisi è grande, e non tanto economica, ma morale. Quando si perde il rispetto per la vita, quando per qualsiasi motivo si toglie la vita agli altri, allora stiamo agendo dalla parte del torto". Già da queste parole capite bene cosa intendo. È naturale che quanto detto sia giusto, la violenza è da estirpare in ogni angolo (anche quello economico e morale), ma come può lui dire ciò? Con che coraggio lo fa? D’accordo Maradiaga non ha ammazzato con le sue mani ma giustificando chi le aveva grondanti di sangue non ha commesso la stessa colpa? E allora con che diritto parla di morale lui, lui che ha sulla coscienza centinaia di morti?
“E' giusto che un insegnante sia ben retribuito, e questo lo si può capire, ma allo stesso tempo gli insegnanti devono essere responsabili e non lasciare che bambini e giovani rimangano senza istruzione", e dopo, "Molte volte i governi dimenticano il principio fondamentale del cristianesimo, che è il bene comune, secondo cui non si può pensare solo al bene individuale, ma alla comunità intera. Quando le autorità sono elette per governare un paese, dovrebbero fare sforzi molto grandi per essere al servizio di tutti".
Il Cardinale allora forse non sa che i suoi amici, quei politici che oggi governano e che lui ha giustificato in toto, non hanno mai voluto fare nulla per il popolo e hanno solo voluto riempirsi le tasche di quattrini? Gli insegnanti hanno allora ogni diritto a scioperare ed è colpa del Governo se i ragazzi non hanno istruzione, anzi, per dirla in maniera più precisa, è volontà del Governo che i giovani rimangano ignoranti, così è più facile farli entrare nelle bande armate.
octavio

venerdì 21 ottobre 2011

È peggio del Mitch

El Heraldo
Sono insistente, lo so, ma sentire dalla bocca del Presidente di El Salvador (e se lo dice lui è vero, anzi forse è pure peggio) che la situazione attuale dopo le piogge torrenziali potrebbe essere (e dunque è) peggio del dopo uragano Mitch è preoccupante.
Teniamo presente un primo fatto: né l’Honduras, né il Salvador, né il Nicaragua (i tre paesi colpiti dal Mitch) si sono ancora ripresi dal post uragano. Pensate dunque cosa significa oggi avere il proprio paese messo peggio di prima, quel prima che ancora non era stato sistemato.
Sempre il governo fa sapere che sono molti i ponti caduti, sono molte le strade distrutte, un 10% del paese è inondato (El Salvador è piccolo, molto piccolo, un 10% è, dunque, tragicamente tanto), di questo 10% buona parte sono campi coltivati a mais, riso e fagioli cioè la base dell’alimentazione latinoamericana, 36 sono i morti certi, 50mila gli sfollati.
Avendo il Paese ottenuto lo stato di calamità naturale il Governo può ora rilasciare dei fondi necessari per la ricostruzione, e che ricostruzione, ma il problema vero ora è un altro, è la paura delle banche. E perché proprio le banche in un momento così drammatico? Perché il vero problema e il vero spauracchio contemporaneo, in un epoca di crisi, sono loro. La paura più grossa che preoccupa oggi i contadini di tutta El Salvador, piccoli o grandi che siano, certamente poveri è che le banche ritirino i prestiti o confischino i beni; le coltivazione sono distrutte non c’è più certezza sul come tirare avanti e anche sul come pagare il debito.
Che cos’è dunque che fa davvero schifo oggi? Che il buldozer dell’economia non lo ferma nessuno, nemmeno la compassione e nemmeno le catastrofi naturali, chi si vede portare via tutto dalla Natura si vede poi soffocato dall’uomo.
octavio

giovedì 20 ottobre 2011

Rorate Cœli desúper, Et nubes plúant justum (2)

El Salavdor e Honduras affogano, e questa volta non per problemi politici ma per problemi metereologici. Non è una novità che la stagione delle piogge porti qualche danno, quest’anno però è emergenza 15 i morti in Honduras, 32 in El Salvador, a migliaia gli sfollati, in entrambi gli stati. Alcuni paesi hanno già dato inizio agli aiuti umanitari, ma il problema rimane grave, rimane disperato e dunque c’è bisogno degli aiuti di tutti.
Provate ora a fare come ho fatto io, inserite nell’apposita finestra di Google la dicitura ALLUVIONI EL SALVADOR o ALLUVIONI HONDURAS, nessuno sta facendo niente in Italia se non un’associazione, qui il sito internet.
Da ciò che si racconta sembra pure che i paesi in cui sono attivi siano ben conosciuti dai volontari che là vivono, sembra che da italiani siano diventati salvadoregni e questo, a mio avviso, è lodevole.
Il fatto ancora più interessante è che questa associazione abbia deciso di aiutare paesi che normalmente non cavalcano la cronaca dei giornali e che spesso nessuno sa che esistono, questo è ancora più lodevole. Provo repulsione infatti per le grandi associazioni che fanno sicuramente del bene, ma decidono i luoghi di intervento solo per la pubblicità o per i ritorni economici, dare voce a chi non ne ha è difficile, bisogna solo tirarsi su le maniche e spaccarsi la schiena.
Quanto da me descritto è così lodevole da meritare un aiuto? Beh questo spetta a voi deciderlo, io spero di sì.
octavio