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giovedì 28 giugno 2012

La fine della primavera araba

Per Jamal Zahalqa, deputato palestinese alla Knesset, il parlamento israeliano, “l’affermazione di Mohammed Mursi alla presidenza in Egitto è una vittoria degli egiziani”.
Il leader del partito Alleanza Nazionale Democratica, si è complimentato con Mursi e, come avevano osservato altri politici palestinesi, anche secondo il suo parere il processo di consulta e quello elettorale conclusosi con la nomina di Mursi, è stato un matrimonio con la democrazia.
Anche Zahalqa parla di nuova fase colma di speranza per il futuro. Direttamente aggiornato sul dibattito interno allo Stato ebraico, il deputato sostiene che in Israele non c’è particolare preoccupazione per la vittoria di un candidato dei Fratelli Musulmani, dal momento che è più forte la convinzione che i problemi interni all’Egitto siano talmente estesi, da richiedere la priorità rispetto alla politica estera.
“Altri in Israele non credono in uno scontro aperto tra i due Paesi, perché tale ipotesi significherebbe togliere il pane agli oltre 80 milioni di egiziani”, prosegue Zahalqa con riferimento al taglio delle sovvenzioni statunitensi all’Egitto nel caso di un conflitto con Israele.
“E’ vero che l’Egitto avrà molto da fare al proprio interno, ma l’era di Mubarak non tornerà. Con la vittoria di Mursi, è finita la ‘Primavera israeliana’.
“Non credo che l’Egitto sarà mai uno stato al servizio di Israele, tutt’altro, è una realtà nazionale indipendente che detiene un rapporto speciale con i palestinesi e, anche per questo, gode di grande ammirazione nel mondo arabo”.

via "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"

martedì 12 giugno 2012

Cercare di capire


Immaginate di essere un popolo, povero, affamato e in via di sicura estinzione. Immaginate di trovare il vostro modo di sostentamento nel petrolio. Immaginate, quindi, di sentirvi tranquilli, sicuri che un futuro migliore è in arrivo; si sa che con il petrolio tutto è possibile, tutto è fattibile. Immaginate ora di vedere tonnellate di persone straniere, bianchi, occidentali, non musulmani che invadono le vostre terre, sfruttano le vostre risorse, sfruttano il vostro lavoro, esportano tutta all'esterno e non investono nulla nel vostro territorio. Immaginate ora di scoprire che il vostro Governo, quello che dovrebbe supportarvi sia venduto, corrotto e abbia al suo interno infiltrati bianchi, occidentali, non musulmani che sappiano tutto di tutti e agiscano prima ancora che le decisioni governative siano pubbliche. Non vi verrebbe odio? Non pensereste che l'occidente e il suo modus vivendi sia da vietare? Ecco a voi Boko Haram.
Con questo non voglio giustificare la violenza, non voglio giustificare le stragi di cristiani, non voglio giustificare il sangue versato che nessuno tenta di fermare. Con questo voglio spiegare.
octavio

mercoledì 6 giugno 2012

Le politiche vincenti in Europa


Il “problema” velo islamico è da tempo che ci costringe a domandarci se sia giusto o meno che una donna si copra totalmente e completamente. Io penso che ai fini della sicurezza sia sbagliato, ai fini della libertà di espressione e religiosa sia giusto; basterebbe accordarsi per il riconoscimento, ove necessario (e quindi non tanto per fare), degli individui portanti burqa o niqab.
Le leggi a riguardo si sprecano e in molti paesi europei l’uso del velo integrale è, ormai, vietato in ambiente pubblico, pena il pagamento di sanzioni pecunarie più o meno elevate. Ecco, io questo lo trovo ingiusto, completamente ingiusto.
C’è chi ha però voluto fare di più, dimostrando non solo l’ignoranza e la stupidità che lo contraddistingue ma sottolineando al mondo intero la sua xenofobia e il suo razzismo; sto ovviamente parlando di Filip Dewinter, esponente del partito di estrema destra del Belgio.
Il Belgio già da tempo ha una legge che vieta il velo totale per tutte le donne islamiche, pena pecuniaria per chi viene “beccata” pari a 150 euro. Il politicante in questione ha però notato che la legge esiste, ma in realtà ben poche forze dell’ordine e cittadini la mettono in atto e, così, le donne continuano a stare con il loro velo e nessuno gli dice nulla nè gli fa pagare alcunchè. Quindi ecco la proposta: verranno offerti 250 euro a tutti coloro che, forze dell’ordine o cittadini, denunceranno agli organi competenti tutti i soggetti femminili che indossando burqa o niqab contravvengono alla legge.
Un tempo la chiamavano caccia alle streghe e poi le streghe finivano sul rogo. Queste sono le politiche vincenti in Europa oggi.
octavio

lunedì 4 giugno 2012

Tantum religio potuit suadere malorum


La situazione è sempre delicata quando si trattano argomentazioni che potrebbero urtare la sensibilità religiosa di molte persone. Oggi parlerò di aborto.
Immagino che tutti abbiate già fatto un rapido collegamento tra “religioso” e “cristianesimo”, in effetti da qui, dall’Italia, sentiamo solo una campana, quella di Città del Vaticano, che ci obbliga a pensare al mondo cattolico; io però voglio parlarvi di Islam.
Qualcuno sapeva che anche per l’Islam l’aborto è da ritenersi fuorilegge? Qualcuno sapeva che, però, a differenza di molte credenze e dicerie cristiane, per l’Islam la vita inizia dopo 4 settimane dal concepimento?
È proprio su questo che le leggi di tutti i Governi contemporanei basano le loro leggi pro-aborto. Attenzione, gli Stati più moderni, più contemporanei, più legati al politico che al religioso hanno creato permesso di aborto entro margini di tempo molto più ampi, ma la nota islamica è sempre in agguato e, dunque, si rischia di dover cambiare la legge.
In Turchia si sono svolte manifestazioni importanti, numerose e al femminile dopo che è stata lanciata l’idea di revisionare la legge sull’aborto, ovviamente in chiave islamica. Sino ad oggi in Turchia era legale interrompere una gravidanza sino a 10 settimana dal concepimento, ora i politici stanno optando per due differenti vie.
  1. Eliminare la legge che legalizza l’aborto e vietarlo in tutti i casi, fosse anche stupro su minore.
  2. Permettere l’interruzione di gravidanza entro 4 settimane dal concepimento prima, insomma, che inizi la vita.
octavio

giovedì 22 marzo 2012

Salam 'alaikum

Se c’è un uomo di pace è lui, Dalil Boubakeur. Sui fatti di Tolosa è dovuto, ha voluto, intervenire per dichiarare che l’Islam si basa sulla pace, e come dargli torto. I folli esistono, ma non solo nella religione musulmana, e se dobbiamo parlare dell’attentatore che ha ammazzato, a caso, dei soldati e con maggiore intenzionalità degli ebrei, dobbiamo davvero parlare di follia. Non può essere sano di mente chi dice che vuole morire con le armi in mano, chi dice che ha ammazzato persone a caso solo perchè militare o chi dice che vuole ammazzare bambini ebrei solo per vendicare i bambini palestinesi o, ancora, chi filma le sparatorie e dichiara di volerle mettere in internet.
Israele aveva già commentato, poi è stato il turno degli USA (Obama ha chiamato per le doverose condoglianze), poi è stato il turno della Francia (Sarkozy prima ha detto che vuole l’attentatore vivo, poi ha detto “Ci voleva distruggere ma noi non crolliamo”, poi ha detto “Grazie Obama insieme a te combattiamo il terrorismo”, ma che cosa c’entra Obama adesso?), poi è stato il turno della Palestina (Fayyad ha detto “Basta usare noi per giustificare le vostre merdate”, non ha usato queste parole ma il succo è precisamente questo).
Pochi minuti fa ho letto la notizia che il blitz sarebbe finito da qui a poco, l’attentatore sembra essersi suicidato, non avendo risposto a nulla dopo che le teste quadre hanno ridotto a brandelli la sua casa, il suo bunker.
Io volevo accodarmi alle parole di Boubakeur, persona che stimo sinceramente, l’Islam è pace, si fonda sulla pace e lavora per la pace; i pazzi, i folli, gli attentatori non fanno parte dell’Islam, sono assassini e per questo vanno puniti.
Un unico accorgimento, vi prego non usate questo fatto per martirizzare Israele. I bambini e il rabbino morti sono martiri, questi ebrei morti sono martiri; il governo d’Israele e i suoi sostenitori sono degli assassini. Perchè? La stessa violenza usata dall’attentatore di Tolosa la riversano sui cittadini palestinesi, con un unico obbiettivo: sterminio di un popolo.
michael

sabato 25 febbraio 2012

Chi è che crea il terrorismo?

Un fatto gravissimo, che sta passando come inosservato da quasi tutti i media mondiali e che sarà commentato, dalla stragrande maggioranza della gente come un fatto di poco conto, un fatto che non dovrebbe colpire così tanto il sentire comune. Obama ha chiesto scusa, e meno male che almeno questo lo ha fatto, al presidente afghano Karzai per il ritrovamento in una base militare statunitense in Afghanistan di copie del Corano bruciate. Il fatto è gravissimo, non mi potete venire a dire che è il solito Islam ad essere esagerato o che quelli sono tutti terroristi quindi gli sta sol che bene che gli abbiano brucitao il loro testo sacro. È come dire, per chi ama la propria moglie o fidanzata quasi come un dio, che un gruppo di persone viene in casa vostra e vi brucia la moglie; è come dire, per chi crede nel cristianesimo, che vi brucino la croce che tenete appesa in casa; è come dire, per rendere l’esempio più accattivante, per chi crede nel dio denaro, che vi brucino i vostri soldi: non v incazzereste? E il bello, si dice così ma bisognerebbe dire il brutto, è che è stato accertato che quei libri del Corano bruciati in gran parte erano stati requisiti ad alcuni prigionieri dalle forze statunitensi perchè ritenute testi che incitavano al fanatismo e al terrorismo e ritenuti mezzo per trasportare messaggi in codice tra i vari detenuti. Voi capite, spero, che il mondo militare statunitense è pazzo e il gruppo governativo nordamericano è ormai dentro a un delirio di onnipotenza tale che li rende capaci solo di chiedere scusa davanti a un atto che richiederebbe un risarcimento danni morali e fisici. E, poi, sapete perchè Obama ha chiesto scusa? Solo perchè è preoccupato dell’ondata di violenza che si potrebbe scatenare contro la popolazione statunitense sita in Afghanistan. Preoccupazione assolutamente reale ma concorderete con me, e chi non concorda è plagiato da Obama e i suoi scagnozzi, che a fomentare le azioni violente o il terrorismo, se proprio così volete chiamarlo sono coloro che lo dovrebbero combattere.
octavio

martedì 21 febbraio 2012

Martedì grasso

Vorrei fare anzitutto un esempio. Se, da cristiani, foste informati che alla tal manifestazione il volto di cristo è stato usato come divertimento, come maschera per il carnevale, come gioco per passare le giornate cosa fareste? Ecco, il problema qui si fa enorme, esempi di questo tipo ce ne sono tanti, molti hanno “profanato” il volto di cristo, ma il popolo cristiano cosa ha fatto? I moralisti si sono detti indignati, i sinceri si sono detti addolorati, i menefreghisti se ne sono fregati; si sa il sentimento cristiano non è mai stato forte negli individui, oppure, se lo è stato si è trasformato in integralismo moralista. Ora cambiamo religione, vi rifaccio la stessa domanda ma mettendo l’Islam al posto del cristianesimo, quale sarà il risultato? Manifestazioni di piazza a non finire, dichiarazioni al vetriolo lanciate su giornali, muri, televisioni e radio, quello che, insomma, tutti, chiamano terrorismo islamico. Io odio pensare che il mondo islamico sia terrorista, per me è insensato crederlo; penso invece che la verità stia nel senso religioso: quello cristiano manca, quello islamico è tanto, così tanto da diventare, a volte e non sempre, integralismo.
Dopo la lunga dissertazione religiosa posso dunque arrivare al punto: la Macedonia rischia che le proteste che da alcune settimane la invadano cadano troppo pericolosamente nel sangue. Proteste per cosa? Per il carnevale di Vevcani, esistente già dal 1400, dove hanno sfilato alcune maschere offensive per la comunità albanese musulmana lì abitante. Da lì ovviamente la notizia si è sparsa in tutta la nazione con relative proteste.
Preciso subito che io non sono qui a dire che i musulmani sono sempre presi di mira e quindi vanno difesi, chi ha le sue colpe se le deve prendere e il fatto che, ad esempio, la comunità albanese non voglia che i propri figli imparino il macedone mi sembra insensato, tanto quanto la scelta del sindaco della cittadina in questione che non ha voluto chiedere scusa.
Ciò che va valutato è che, ancora una volta, si fa di tutta l’erba un fascio: ci si obbliga a credere che qualunque cosa sbagliata l’altro faccia sia per questioni di diversità e, in questo caso, essendo la diversità la religione su quello si gioca.
Il primo vero razzismo non è tanto dire “tu hai la pelle scura e io ce l’ho chiara” ma “tu sei diverso da me e per questo io ti sono superiore”.
aleksej

martedì 14 febbraio 2012

Morte ai cristiani

La leggenda narra anche che fu il partiarca Abramo ad ordinare a Lot come espiazione dei suoi peccati di piantare in quel posto i tre bastoni che gli erano stati lasciati dai tre angeli che gli avevano fatto visita (Gen 18,1-2). Dai bastoni, innaffiati con l'acqua presa dal Giordano, germoglia un albero con tre diversi rami. Il legno di quell'albero, scartato al tempo di Salomone per la costruzione del Tempio, fu invece usato per fabbricare la croce di Gesù Cristo.
Sul luogo dove nacque e crebbe quell’albero da tempo, da secoli, è stato eretto un monastero, di religione ortodossa, gerogiano dall’XI secolo. Il Monastero della Croce, così si chiama in onore di quel legno.
Perchè trattare di un monastero cristiano? Perchè essendo situato a Gerusalemme e essendo stato, pochi giorni fa deturpato è mio dovere rendere nota la notizia.
Tutto il mondo parla delle persecuzioni che i cristiani nel mondo subiscono, il Papa spesso è intervenuto a riguardo e ha sempre chiesto di smetterla. A quelli che dei cristiani che crepano in realtà non frega molto la notizia è servita per sparlare e attaccare Islam e musulmani, per dimostrare che l’Islam è la religione dell’odio e dei terroristi; si sa che ormai rincarare la dose sul fattore Islam in particolare e straniero in generale fa successo e, sopratutto, fa razzista, ciò che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale oggi è.
Ma se a fare minacce non sono i musulmani? Beh, a quel punto bisogna pensarci un attimo prima di gridare ai mostri e agli assassini. Eh sì perchè se fosse uno statunitense a farlo si cercherebbe comunque di giustificarlo, se fosse un comunista gli si darebbe addosso, se fosse un induista o giù di lì gli si darebbe addosso subito e se fosse un ebreo? SI BLOCCHEREBBE LA NOTIZIA SUL NASCERE.
Ed ecco il perchè scrivo: un gruppo di ebrei estremisti hanno deturpato il Monastero della Croce con una scritta: “Morte ai cristiani”. Dove sono, adesso, i razzisti, i perbenisti, i moralisti, i politici, i religiosi e i rappresentati delle varie lobbies pronti a dare contro agli sterminatori dei cristiani? Perchè tutti tacciono questa notizia, violenta tanto quanto quelle che si sento relative a musulmani?
Lo dico io? Va bene, cercherò anche di essere equilibrato: SE TERRORISTI SONO I MUSULMANI CHE VOGLIONO STERMINARE I CRISTIANI, SE TERRORISTI SONO GLI INDUISTI CHE VOGLIONO STERMINARE I CRISTIANI SONO TERRORISTI ANCHE GLI EBREI CHE VOGLIONO STERMINARE I CRISTIANI.
michael

giovedì 29 dicembre 2011

La xenofobia ultra ortodossa

Partiamo da una città, Bet Shemesh. Da alcuni giorni su molti giorni, anche a livello internazionale, per le proteste che hanno visto migliaia di israeliani scendere in piazza e chiedere a Netanyahu un cambiamento su quelli che, a loro dire, sarebbero modi troppo antiquati di trattare le donne.
Ma che cos’è Bet Shemesh? L’abbiamo detto, una città, una cittadina troppo vicina a Gerusalemme per non essere golosa per gli ebrei sionista che popolano il territorio palestinese e così, da che Israele ha occupato la Terra Santa (non solo per loro) ha iniziato a rimpinguare quella città di ebrei. non ebrei particolari, tutti ebrei ultraortodossi, poi ci ha ficcato dentro un gruppo di palestinesi filoisraeliani e ha creato quindi due comunità: ebrei ultra ortodossi Bet Shemesh A, palestinesi filoisraeliani Bet Shemesh B. Con l’arrivo dei felasha (in vecchi post tutta la loro storia di deportazione) un nuovo gruppo ha preso residenza in quella terra.
Ora, alla faccia di tutti quelli che credevano solo l’Islam capace di “atrocità” in tematica di rispetto delle donne il fatto. Bet Shemesh è sulla cronaca di molti giornali e ha vista l discesa in piazza di molta, moltissima popolazione israeliana per il suo modo di comportarsi con le donne: 1. la donna non può vestirsi se non di nero 2. la donna deve sedersi esclusivamente nella parte posteriore dei mezzi pubblici (non facevano così, in altri tempi e in altri luoghi anche con i neri?) 3. la donna deve dimostrare la sua modestia sempre, sopratutto deve essere sottomessa all’uomo.
Certo non è che queste “regole” sono nate da un giorno all’altro, queste regole esistono da che gli ultra ortodossi lì abitano, solo che l’odio xenofobo sionista si è da qualche giorno scagliato contro una piccola e indifesa bambina di 8 anni che si è rifiutata di vestirsi di nero. Una bambina che ha ora smesso di andare a scuola per evitare gli insulti e gli sputi lungo la strada (tutti fatti da uomini adulti) e dei suoi compagni di classe.  
La piazza ha dunque chiesto una netta e decisa presa di posizione di Netanyahu, non solo per la figura di merda che Israele sta facendo a livello internazionale, non solo per la figura di merda che l’Ebraismo sta facendo a livello religioso, ma anche perchè vivere così è non vivere. Netanyahu ha risposto, ha detto che sta pensando, dato che con l’anno nuovo nuove abitazioni verranno costruite a Bet Shemesh, di dividere la città in due parti, da un lato gli ultra ortodossi, dall’altro la gente “normale”.
Voi capite la stupidità della cosa? Non risolve il problema definendo scioccanti le posizioni degli ultra ortodossi (si sa, questi gli servono da mandare come guerrieri negli avamposti colonici che ogni giorno crescono nei territori occupati), no lui decide che chi è ultra ortodosso accetta tutte le regole e, quindi le donne ultra ortodosse si scazzano, che stiano pure sotto il razzismo dei loro mariti, l’importante è che la cosa venga messa a tacere. Perchè? Perchè lui è ora troppo impegnato al nuovo piano edilizio da emanare con l’anno nuovo.
michael

domenica 11 dicembre 2011

It's too late to apologize (2)


Perseguitati prima perchè musulmani non sunniti dagli Ottomani, perseguitati dopo dai turchi solo perchè curdi. Erdogan chiede scusa, tra il 1937 e il 1938 si sfiorò, però, il genocidio. Mi associo a octavio nella storia dei massacri, per non dimenticare. Ma servirà poi a qualcosa? Il natale è alle porte, i regali sono da comprare e non c'è, di certo, tempo per romperci le palle con queste storie di secoli fa.
aleksej

domenica 4 settembre 2011

We shall never forget 9/11: The Kid's Book of Freedom

“Non dovremmo dimenticare l’11 settembre: il Libro della Libertà per i bambini”, ovvero il nuovo metodo educativo statunitense. Questo libro uscirà nel decennale del 9/11 ma sta già facendo discutere il mondo intero, e io lo trovo pure giusto, uno schifo del genere non si era mai visto.
Avete presente i divertenti libri in cui i bambini devono colorare le immagini che vengono loro presentate in bianco e nero? Avrete certamente presente che questi libri o hanno scene di genere, “animali nel bosco”, “tavole imbandite”, “animali fantastici”, o sono legati a un personaggio noto ai più piccoli. Bene, gli Stati Uniti hanno pensato che sia meglio modificare tali testi in modo da osannare le gesta dei militari e condannare l’azione dei terroristi.
L’immagine che vedete qui è una di queste “divertenti scene da colorare” in cui viene raffigurato l’arresto di Bin Laden, nel testo che vedete in alto si legge, fra le tante parole questa frase “lui fu ucciso mentre si nascondeva dietro a una giovane donna”.
Ovviamente tutte i rappresentanti del mondo musulmano si sono rivoltati contro questa idea insulsa di presentare la religione islamica, immagini che non fanno altro che diffondere l’idea che l’Islam sia tutto estremismo e violenza. L’editore del libro si è invece giustificato dicendo che il libro è stato realizzato con integrità, rispetto e onestà e che aiuterà i bambini a comprendere ciò che è successo e cosa succede a un terrorista.
Gli Stati Uniti d’America, la superpotenza che ha in mano le redine di tutte le politiche mondiali, che ha il potere di decidere chi far saltare e chi mantenere in giro per il mondo, i responsabili dei più grandi massacri che la storia abbia mai visto (sia in maniera attiva che passiva), hanno iniziato una nuova campagna di lavaggio del cervello. Hanno pensato che sia meglio cominciare fin da piccoli a inculcare le idee razziste, false e kukluxklaniste che hanno giustificato e giustificano le guerre che insanguinano la nostra terra.
Questo non è solo un post, è un vero e proprio allarme; ormai non c’è scampo più per nessuno, gli zombi al potere stanno arrivando.
octavio

venerdì 29 luglio 2011

Avviso agli elettori

Vergonoso? No è troppo poco. Ignobile? No, ancora troppo poco. Umiliante? Decisamente. Schifoso? Beh, non lo volevo dire ma sì è proprio schifoso, e non lo dico solo e io arrivo anche in ritardo, ma le dichiarazioni di Borghezio fanno schifo. Comunque essendo leghista cosa ci potevamo aspettare? Non certo un discorso con un filo logico, non certo una sola parola che non fosse offensiva. Comunque, ripeto, ormai la cosa è passata sembra che neanche più l’abbia detta, in più oggi ha chiesto scusa quindi l’abbiamo risolta all’italiana: tarallucci e vino.
I morti però rimangono e dichiarare “condivisibili, a tratti ottime” le idee di un folle che spara all’impazzata solo per difendere, a suo dire, l’occidente “dall’orda” islamica mi sembra sia non l’essere andati oltre ma proprio l’aver cagato fuori dal gabinetto.
Rimane anche il fatto che il manifesto ideologico di Breivik, il pazzo, è stato etichettato di neonazismo, e forse è un’etichetta che funziona data la strage che ha compiuto. Dire dunque che le sue idee sono valide è dichiararsi neonazisti; mi permetto quindi di informare tutti i cittadini italiani, affinchè aprano gli occhi, soprattutto in cabina elettorale: LA LEGA NORD E’ UN PARTITO NEONAZISTA. Non è più valido dire che Borghezio è una voce a sé stante, o una voce fuori dal coro, è il loro europarlamentare dunque un personaggio di spicco.
C’è poi un altro fatto, i servizi segreti tedeschi, per storia passata loro di nazismo se ne intendono…, dopo aver studiato il manifesto Breivik hanno dichiarato che l’attentatore non è da considerarsi neonazista. È perché? Non ha usato metodi nazisti per mandare avanti le sue idee? Assolutamente no. Prerogativa necessaria per essere neonazisti è l’antisemitismo, essere contro l’Islam è essere contro l’Islam, punto. Ma scusate vogliamo davvero essere così ignoranti? Non sapete che anche il mondo arabo islamico è semita?
E allora il punto qual è? Che nessuno vuole assomigliare all’attentatore, data la strage che ha fatto, solo quelli della Lega.
octavio

martedì 12 luglio 2011

Il Quartetto suona la stessa musica

Si è soliti ascoltare un quartetto d’archi e invece oggi l’attenzione è tutta sul Quartetto che a Washington si è ritrovato per cercare una mediazione che dia nuova vita al Medio Oriente. Essendo però che difficilmente chi non vive nel Paese in questione può dare consigli utili per il superamento dei problemi interni, anche stavolta il Quartetto si è fermato su di un nulla di fatto. Per non fare passare l’incontro come nullo sono state presentate svariate scuse, prima fra tutti i difficili rapporti che da anni intercorrono tra Palestina e Israele (che novità), fra le tante una mi fa arrabbiare. È stato difficile per il Quartetto proporre una soluzione valida soprattutto perché la Palestina è irremovibile sulla sua decisione di presentare all’ONU la richiesta di riconoscimento dello Stato Palestinese. Data questa dichiarazione (ricordo che il quartetto di incontrava negli Stati Uniti e quindi doveva tener conto delle lobby ebraiche in loco) tutta la colpa viene data in mano ai palestinesi, così da farli passare nuovamente come carnefici e non come vittime.
Premetto che io ritengo sia giusto che la Palestina presenti questa richiesta all’ONU ma anche se ciò fosse davvero invalidante per i negoziati perché nessuno ha parlato della legge che ieri, giorno dell’incontro, la Knesset ha approvato e che lo stesso Netanyahu avrebbe voluto votare più avanti proprio per non passare inviso al Quartetto? È evidente che non si voglia mai presentare Israele come carnefice. La legge in questione prevede sanzioni severe, pecuniarie e non, per tutti coloro che, persone o istituzioni, richiedano o attuino un’azione di boicottaggio nei confronti degli insediamenti: boicottare un insediamento è boicottare Israele.
Perché nessuno ha parlato di questo? E non mi venite a dire che è solo un modo per preservare la popolazione israeliana perché ogni giorno tutti i palestinesi boicottano gli insediamenti anche solo protestando davanti ad essi, questa è una nuova legge che da un lato permette di mettere in croce la popolazione araba e dall’altro giustifica la costruzione continua e forzata di nuovi insediamenti, chiunque infatti si opponesse alla costruzione di nuovi avamposti ora può esser punito dalla legge.
Non pensate che la costruzione indiscriminata di case e colonie sia un motivo ancora più invalidante i dialoghi di pace di una richiesta di riconoscimento del proprio stato? Il problema è che a livello mondiale si è voluto descrivere il mondo mussulmano come violento e quello sionista come buono e ora tutti ne paghiamo le conseguenze, anche noi che per questo motivo stiamo perdendo la capacità critica.
michael

sabato 25 giugno 2011

Ragazzate sioniste

Spesso vengono giustificate un’azione grave o una dichiarazione folle con l’etichetta “atto o commento di un adolescente”, “una ragazzata” ecc. Io posso credere a ciò solo se colui che compie il fatto è davvero un ragazzo, meglio ancora se un giovane; dai 15/16 anni una persona ha già un’idea personale su ciò che accade nel mondo, inizia ad avere un giudizio critico fondato su motivazioni autentiche e quindi l’idea di una “ragazzata” inizia un po’ a vacillare. Ampia premessa per raccontarvi cosa ha fatto il figlio di Benjamin Netanyahu, Yair Netanyahu. Come tutto il mondo (perché qui non si parla più di ragazzi) ha un suo profilo facebook e, come tutto il mondo, si diletta a scrivere ciò che gli passa per la testa e pubblicarlo, così che i suoi amici possano commentare. Fin qui nulla di male, tutti lo fanno, c’è chi è d’accordo e chi no ma non è certo un delitto scrivere quello che uno pensa. Il problema si pone quando i commenti pubblicati sono del genere: “Il terrorismo ha una religione: l’Islam”; “Non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani”; “I palestinesi non hanno una terra, questo è lo stato di Israele. Non c’è mai stato nella storia uno stato Palestinese”.
Voi queste dichiarazioni le definireste “una ragazzata”, dette oltretutto dal figlio del Premier sionista d’Israele che accoglie nel suo stato chi vorrebbe creare campi di sterminio per palestinesi, o chi definisce “insetti da schiacciare” gli arabi, o chi si fa le foto con i palestinesi arrestati e bendati sempre da mettere su facebook, o chi si diverte a mettere su youtube modificazioni di canzoni che inneggiano all’uccisione dei palestinesi?
I legali di famiglia Netanyahu così commentano: “I commenti sono già stati rimossi, Yair si è espresso in un forum virtuale, ma è pronto a vivere in pace in Israele con le persone di tutte le identità essendo rispettoso di tutte le persone”.
L’unico commento che posso fare a tutto ciò mette me nella condizione di irrispettoso nei confronti dei legali e di Yair Netanyahu, ma non mi interesse. L’unico commento che posso fare è questo: ma vaffanculo!
michael

lunedì 2 maggio 2011

A quando la vera giustizia?

Una notizia stamattina mi ha preso alla sprovvista, non avrei mai pensato che sarei arrivato a leggere ciò e, invece, il mondo cambia completamente volto da oggi da quando Osama Bin Laden muore. Mi affretto subito a informare tutti che il Pakistan ha già smentito la notizia e, non so perché, ma io, pur sapendo che al Pakistan serve un qualsivoglia Osama Bin Laden vivo, credo a questa notizia: quanti sosia credete possano esistere del leader del terrore?
Ma a quante persone, oltre il Pakistan, pensate possa servire un qualsivoglia Osama Bin Laden vivo? Facendovi un rapido elenco io sto pensando che serve agli USA perché morto lui non c’è più nessuna giustificazione per continuare le guerre “pacifiche” in giro per il mondo; serve a Israele perché morto lui un duro colpo al fondamentalismo islamico è dato e quindi la loro posizione di povere vittime nel “covo dei musulmani” inizia a vacillare; serve all’UE perché morto lui gli accordi per spartirsi meglio le fonti petrolifere in giro per il mondo sono più difficili da fare; serve alla Russia per poter continuare a giustificare il genocidio che sta compiendo in Cecenia e zone limitrofe; serve, per voler andare proprio anche nel dettaglio alla Lega, solo per poter ottenere nuovo consenso tra le masse.
Insomma serve a tutti e se lui oggi è morto quanto tempo pensate passerà prima che un nuovo Bin Laden sia portato in trionfo per scagliargli poi addosso le bombe?
Due le dichiarazioni più importanti, da un lato Obama: “Giustizia è fatta”; dall’altro Netanyahu: “Una vittoria della giustizia”.
È vero, una volta catturato Osama, volto del terrorismo, beh qui l’hanno proprio ammazzato, una parte della giustizia è stata guadagnata, ma quando arriverà la vera giustizia che vedrà la fine delle guerre economiche in tutto il Medio Oriente e la fine dei soprusi israeliani sulla Palestina? Questa non sarebbe la giustizia che tutti vorrebbero?
michael

lunedì 11 aprile 2011

La politique a les yeux couverts d'un voile

Non c’è stato nulla da fare, hanno cercato in tanti di correggere il tiro, di trovare un modo per farla suonare meglio, per far sì che nessuno si accorgesse dell’abominio che stavano mettendo in piedi e invece, tanto lavoro per nulla, la legge esce nuda e cruda così com’era stata pensata: in Francia il velo musulmano non lo si può portare più.
O meglio, il burqa e il niqab nei luoghi pubblici non li si può più indossare; ma non è che detta così la situazione migliora più di tanto, perché voi potete raccontarmi tutte le storie che volete sull’oppressione della donna e il suo diritto ad essere libera, pienamente d’accordo con voi, ma non vi siete accorti che la maggioranza (anzi la stragrande maggioranza) delle donne che portano il tipo di velo in questione si sentono libere?
Detto questo una prima parte della legge che è stata approvata va già a farsi benedire perché andrebbe a multare quei mariti o padri che impongono alle donne di indossare il velo integrale, pensate che la cosa andrà in porto? E non mi venite a raccontare che le donne non denunciano i padri o i mariti perché sono spaventati dalle possibili reazioni violente perché non è vero: bisogna, E’ DOVEROSO PER RISPETTO ALL’ISLAM COSI’ COME SI PORTA RISPETTO ALLE VARIE RELIGIONI DEL MONDO, uscire dall’idea dell’Islam come religione che fomenta i terroristi o crea dei mostri; non ha senso. E poi, se è vero che ci sono dei musulmani violenti che hanno compiuto delle atrocità immani è altrettanto vero che ci sono dei cristiani che hanno compiuto delle stragi o hanno sterminato la famiglia, per i musulmani vale il “fattore religione” e per i cristiani no? Perché?
Ritornando quindi alla legge, perché eliminare una tradizione religiosa? Solo perché ci fa paura? È vero che il burqa non permette l’identificazione ma da qui a far pagare una multa ce ne passa di acqua sotto i ponti. E poi i politici non hanno il compito anche di occuparsi dei propri elettori? E allora, dati i lauti stipendi, che trovino un modo per decorosamente risolvere il problema, se di problema si tratta, mettere una multa è assurdo. E infine un ultima domanda: pensate davvero che bloccare l’utilizzo del velo possa aiutare la lotta al terrorismo? Ma non fatemi ridere.
octavio

giovedì 7 aprile 2011

Monkeys do not see, do not hear, do not speak

September 10, 2010. I wrote a post on Terry Jones, the pastor who became famous for organizing the burning of the Koran to commemorate the past 9/11. The best representation of ignorance and fundamentalism that America has produced also write a book: “Islam is of the Devil”.
In recent days he is back to be talk about: he burned a Koran in his little church in Florida. Reactions weren’t swift and in few days protests have bloodied Arab countries: only in Afghanistan 21 deaths.
Now the pastor’s comment: “We have caused them with our action? Sure. But when lawyers, banks, journalists causing me, I cannot kill them”. Ie, to better explain his words, “I do what I do, I was proud to act in this way, I don’t care if people die”.
I always thought that Jones was a fool who lived in Florida; now, looking at the political trends that characterize this state, I understand why Jones is so blind and deaf.
The General Attorney of Florida is ready to pass a law to stop immigration: “Will be harder than Arizona”, this is his comment.
If approved anyone suspected of illegal immigration could be arrested, and we have to underline the world “suspected”, ie if the Police think you are illegal (the police think, not the police is sure) can arrest you.
Immigration law in Arizona has been changed by the request of the White House because against the Constitution, now we must wait, in order to see what will happens in Florida. But all this show us such as cancers the U.S. has to heal to be truly free.
octavio

domenica 5 settembre 2010

Salviamo "solo" Sakineh?

Tutto il mondo si mobilita per Sakineh, la donna iraniana che rischia la morte per lapidazione a causa di un’accusa che pesa su di lei per adulterio. Un’accusa che per il mondo islamico è altamente infamante e che ricade dentro ai peccati di zina’ cioè tutti i peccati di tipo sessuale (per intenderci anche la masturbazione ricade in questo peccato). Un’accusa di zina’ mette in cattiva luce non solo la ragazza ma anche tutta la famiglia e addirittura la stirpe e per questo c’è chi, pensando che valga di più l’onore della famiglia della propria figlia (l’accusa di zina’ a un uomo e pressoché inesistente), si fa giustizia da solo uccidendo o portando al suicidio il proprio caro. Questo succede a qualsiasi latitudine del globo terrestre dentro ad alcune famiglie musulmane, lo scalpore per Sakineh è che la pena di morte gli viene imposta da una corte e da un giudice. Io sono d’accordo con i cori di protesta e con chi dice che è bene parlare di lei perché finchè gli occhi sono puntati sull’Iran nessuno la ucciderà, appena ce ne scorderemo l’esecuzione sarà eseguita. Questo è vero e la sentenza è ingiusta, punto. Ma perché nessuno Stato si mobilita quando viene emessa una sentenza di morte per un qualsivoglia uomo che passa i suoi ultimi giorni nei bracci della morte statunitensi? Perché nessuno grida all’ingiustizia di questo atto? La vita di un uomo non ha forse lo stesso valore? Volgiamo renderci peggiori dei giudici e decidere noi qual è una pena che merita le nostre proteste e quale no? Perché nessuno Stato ha messo sui proprio palazzi le torture del carcere di Guantanamo o di Abu Ghraib è ha protestato? Perché nessuno lo fa?
Io sono stufo di questo mondo che fa le selezioni, sono stufo che si crei un’eroina ad hoc per criticare il mondo musulmano e presentarcelo come il vero cancro dell’umanità. Io non difendo l’Iran, non ne ho interesse, dico che è sbagliata l’accusa a Sakineh e dico che sono stupidi a dichiarare morte a Carla Bruni (anche se capisco, a differenza di molti, l’affermazione irriverente solo per far continuare a parlare di loro; mi stupisco anche che Carlà, con l’accento sulla à, si metta in prima linea per salvare Sakineh e non dica niente al maritino per lo scempio che sta facendo contro i rom). Per favore però, non fatevi prendere dall’informazione attuale che presente l’Islam come non è. Siate savi e svegli, traete le vostre conclusioni.
octavio

venerdì 27 agosto 2010

Diciamo le cose come stanno

C’è un problema di fondo che da tempo combatto e combattiamo nel blog: la falsa informazione. gli attentati e i gesti violenti sono da condannare, sempre! Ma che vengano usati i gesti violenti, solo perché compiuti da musulmani, per sottolineare che l’Islam è nemico questo è inaccettabile. Diciamo le cose come stanno, chiare ed evidenti come risultano palesi agli occhi di tutti. Dal 1990 la Somalia ha sempre assistito a scontri fra la popolazione, sempre! E gli USA hanno ben pensato, come sempre fanno, di andare a fare i giustizieri del pianeta e si sono stabiliti lì con prepotenza. E per quale motivo sono andati in Somalia? Perché lì di petrolio ce n’è in abbondanza e la possibilità che altri concorrenti (vedi il Sudan che vende alla Cina) entrino in contatto con il governo somalo questo non va bene, in più avere la Somalia vuol dire avere il controllo dell’Oceano Indiano, cioè avere il controllo del commercio che da lì passa per l’India. Detto chiaro e palese: Conquistare la Somalia significa controllare i nuovi paesi in sviluppo: Cina e India. Questo nel ’90, nel 2006 nuova crisi governativa (cioè il governo è sempre in crisi perché mai è stato un governo decente ma sempre scelto per crollare) e l’Etiopia si autoproclama (o meglio viene proclamata dagli USA che li armano e li accompagnano) e diventare un nuovo esercito di liberazione dal nemico islamico. Da quel momento nulla si è più risolto, anche l’ONU si è solo preoccupato di dire che le azioni del 2007 erano un genocidio ma poi non è intervenuto essendoci di mezzo Washington. Con queste premesse forse è più facile capire il perché di questi attentati in Somalia, con queste premesse si capisce perché l’Africa ha sempre dittatori o governi fantasma. La violenza è sempre da condannare, al pari anche l’informazione fasulla è da estirpare.
octavio

martedì 8 giugno 2010

Ai posteri l'ardua sentenza

Solito zapping pomeridiano e mi fermo su di un programma per poco giusto il tempo di capire che è stata scelta una donna italiana a caso convertita all’Islam per poter essere distrutta dai moralisti perbenisti cristiani che erano lì solo per dire che il cristianesimo è meglio. Insieme a ciò un sondaggio assolutamente inutile e insensato proposto ai telespettatori dove si chiedeva se era giusto che una donna italiana potesse diventare musulmana, (l’80% ha risposto no) scusate ma io non sono libero di fare quel che voglio e credere in quel che voglio senza bisogno di chiedere consenso del mio agire a tutta Italia? Vari interventi dei più moralisti cristiani al mondo attaccavano ciò che è facile da attaccare (poligamia, velo o divieto di molte azioni) ma la povera malcapitata, italiana e non stupida, risponde a tutti a tono mettendo a tacere quelli che sbandieravano sui loro seni ben messi in mostra, si sa in TV le tette piacciono, un piccolo crocifisso. All’ennesimo attaccato portato avanti dalla vecchietta zitella, troppo zitella per stare zitta e fare più bella figura, sul fatto che il crocifisso in tutti i luoghi c’è e ci deve rimanere (la signora musulmana oltretutto risponde che lei non è mai stata d’accordo nell’eliminazione del crocifisso), un’altra signora musulmana fa una dichiarazione molto interessante: “Voi volete il crocifisso appeso, ma quanto seguite i comandamenti cristiani?”
E ha ragione, appena ce l’ho straniero, quello che fa paura siamo tutti cristiani, tutti forti della nostra fede che è sempre meglio dell’altra e capaci solo di criticare, pur non conoscendo, il diverso. Quando invece l’altro non è di fianco a te anche il modo di vita cristiano può andare a farsi fottere, perché poi è una rottura seguire delle regole precise, io penso solo al mio interesse, la religione la uso solo quando mi fa comodo e mi serve per diventare più bello agli occhi altrui.
micheal