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mercoledì 13 giugno 2012

Buone notizie


Una buona notizia? Beh sicuramente ogni tanto ci vuole, non si può vivere solo del male della gente. Una buona notizia? Io sono sempre scettico, non canto vittoria fino a che non vedo risultati concreti e, quindi, prima di credere che sia davvero buona bisogna capire se funzionerà. Una buona notizia? Beh adesso ve la devo dire se no mi prendere per pazzo e, sopratutto non capite di che cosa sto parlando.
Nuova Delhi, prima città nel mondo indiano a farlo, ha deciso di istituire una banca del cibo per i bisognosi e abbienti. Non perdo tempo a dirvi che l’indigenza, la soglia di povertà, l’estrema povertà, sono normalità in India; se site curiosi informatevi tramite siti internet dedicati.
La decisione è dunque buona; chiunque (in particolar modo dopo banchetti e cerimonie) abbia cibo in avanzo che butterebbe via può contattare i volontari che lavoreranno per la banca in questione così da far ritirare le derrate in eccesso e permettere agli stessi di redistribuirle tra chi ne necessiti.
Perchè allora io non sono così convinto che sia una buona notizia? Di per sè, è vero, il metodo di lavoro studiato e l’idea di fondo non fanno una grinza e sono ammirevoli. C’è però da domandarsi: quanto interesserà alla gente con cibo di aiutare la gente senza cibo? Quanto questi volontari saranno così integerrimi da distribuire il cibo ai soli veramente bisognosi? Quanto la mafie e le mafie cercheranno di speculare e speculeranno su questa nuova banca del cibo? Quanti e quali interessi per il Governo che ha emanato l’idea si svilupperanno con l’avvio di questa iniziativa?
Staremo a vedere.
octavio

giovedì 7 giugno 2012

Tranquilli, questo non è regime, è democrazia


Ho già parlato abbondantemente di Khodorkovskij, non voglio dilungarmi. Per riassumere a chi ancora non lo conoscesse basta dire che era un magnate russo che ha tentato di mettersi contro Putin nel settore gas e petrolio forte del sostegno che Eltsin gli aveva dato quando ancora valeva qualcosa; le sue mire di ricchezza sono finite quando Putin si è rotto le palle lo ha fatto arrestare per frode, gli ha fatto fallire la ditta (e che ditta) e lo ha fatto condannare ad otto anni di reclusione.
Tranquilli, questo non è regime, è democrazia.
Di Gazprom ho già abbondantemente parlato, non voglio dilungarmi. Per riassumere a chi ancora non la conoscesse basta dire che è l’unica (UNICA) azienda russa nel mercato delle risorse energetiche che davvero conta. Nell’amministrazione vede, con potere decisionale, la figura losca di Vladimir Putin. Ha contratti in tutto il mondo e per miliardi di rubli, ha preso tangenti da tutto il mondo in cambio di forniture varie. Nel tempo ha acquistato e ora gestisce testate giornalistiche e televisioni nazionali che ora sono tutte, inspiegabilmente, filoputiniane. È per lei che viene mantenuta sempre aperta una guerra in Cecenia che ha fatto milioni di vittime.
Tranquilli, questo non è regime, è democrazia.
Del Governo russo ho già abbondantemente parlato, non voglio dilungarmi. Per riassumere a chi ancora non lo conoscesse basta dire che è un postribolo di affiliati al clan Putin; unico attore con potere decisionale sempre lui: Putin. E lui, Putin (lo ripeto e straripeto per continuare a tranquillizzarvi sul fatto che non è regime è democrazia...), ha deciso di nazionalizzare il petrolio. Il mercato energetico quindi, ora, così si suddivide: da un lato Gazprom (Putin) e dall’altro il Governo (Putin).
Tranquilli, questo non è regime, è democrazia.
aleksej

martedì 29 maggio 2012

La solita, straziante, conclusione



Non solo gli uomini anche i gorilla. Non solo i congolesi ma anche i rwandesi, non solo gli hutu ma anche i tutsi. Insomma, tutto il lembo di terra che fa da confine tra Repubblica democratica del Congo e Rwanda è ciò che esso contiene è a rischio morte e distruzione.
Il fatto più terribile da raccontare è che se tempo fa (ma neanche troppo lontano, tutti ne abbiamo ancora memoria) i rifugiati hutu scappavano in Congo per evitare di essere trucidati dai connazionali tutsi ora siamo di fronte alla situazione contraria, è il Congo che chiede aiuto al Rwanda. Sono i congolesi che scappano per paura di essere ammazzati, gli scontri sono violentissimi e arrivano sia via terra che via aria.
La ragione in questione è il nord Kivu, qui gli scontri duravano già da mesi (si farebbe prima a dire che qui gli scontri non sono finiti mai) e vedono da una parte l’esercito federale del Congo e dall’altra il Movimento 23 marzo. Ed ecco allora che si apre un mondo; l’M23, infatti, è uno dei tanti gruppi di militari disertori che si sono formati intorno alla figura, pazza, assassina e folle, del generale Bosco Ntaganda, fra i capi, fino al 2009, del’esercito regolare congolese. Questi gruppi paramiliatri capitanati dal generale tramite alla violenza sono dediti al contrabbando illegali dei tanti minerali presenti nella regione del nord Kivu. Chi ci guadagna con questi traffici? Il Rwanda e il suo regime. Chi si è presentato come mediatore fra ribelli e esercito regolare? Il Rwanda e il suo regime. Chi sta sostenendo con armi leggere e pesanti i ribelli? Il Rwanda.
Chi ha iniziato la guerra che ora si sta combattendo è stato però l’esercito regolare, il quale, ora risulta più evidente, sta cercando di fare fuori i ladroni per tenersi lui i proventi del nord Kivu.
Solita conclusione, purtroppo,a rimetterci sono sempre i poveracci: i contadini della zona che cercano, invano di scappare, i lavoratori di quella zona mineraria, gli animali da cortile e in via d’estinzione.
octavio

mercoledì 23 maggio 2012

Un bravo cristiano dice "No!"

Un bravo cristiano dice “No!”, un cristiano “normale” dice “Perchè no?”, un “non” cristiano dice “Assolutamente sì!”. Ora decidete voi da che parte stare, io sono per la libertà e credo, dunque, che bisogna prendere una parte ben precisa; io, per la prima volta, sono d’accordo con l’operato di Obama.
Ha detto, quando lo si doveva votare che avrebbe modificato la sanità USA, ha cercato di farlo, poi si è tirato indietro, poi si è venduto alle lobbies, poi ha buttato via i 30 denari ed è tornato sui suoi passi, poi ha capito che con le lobbies non si scherza ed è tornato da loro come il figliol prodigo, poi ha deciso che un po’ di testa sua lo poteva anche fare e come Davide contro Golia ha fatto uscire una nuova legge, interessante, utile.
D’ora in avanti i datori di lavoro saranno obbligati a fornire ai loro dipendenti un’assicurazione medica. Diciamo che non ha mantenuto le promesse che aveva fatto, diciamo che, comunque, con questa legge i più poveri dei poveri (e gli USA ne sono pieni) rimangono fottuti, ma, almeno, un passo in avanti è stato fatto e, e questo è ancora più interessante, a danno dei padroni, dei ricchi, dei lobbisti. Interessante sopratutto perchè sino all’uscita di questa legge le assicurazioni facevano quello che più a loro aggradava e, dunque, se tu avevi avuto molte malattie o molti ricoveri l’assicurazione te la sognavi.
Ma perchè tutte le citazioni bibliche di cui sopra? Semplice, proprio per l’uscita di questa legge Obama si è beccato una bella causa da una serie di istituzioni e gruppi cattolici (per non essere troppo fasullo sottolineerò che sto parlando di lobbies cattoliche) americani che ritengono l’azione anticostituzionale. Ma perchè? È una scelta giusta quella che ha fatto Obama. E allora vado a leggermi la norma e scopro che l’assicurazione medica in questione deve comprendere anche la copertura per i contraccettivi.
“Oddio, aiuto, gridiamo allo scandalo. Obama è con Satana perchè permette l’uso dei contraccettivi dopo aver detto, oltretutto, che lui è d’accordo a che degli orridi froci si sposino”, ho voluto riassumere qui il pensiero dei bravi cristiani che dicono di no. Ecco perchè io sono d’accordo con Obama.
octavio

lunedì 21 maggio 2012

Fate la carità, la carità per i poveri!!

Un po’ perchè c’è la crisi e in qualche modo bisogna tirare avanti, un po’ perchè, sempre per la crisi, bisogna monetizzare, un po’ perchè Putin si è rotto le palle di avere tutti contro. I primi motivi che mi vengono in mente pensando alla nuova legge che lo zar sta cercando di far passare alla Duma e che ha riscontrato la negatività di tutti gli altri partiti al potere.
È una legge che esiste già, è una legge che prevede il pagamento di una multa in caso di organizzazione di manifestazione che supera il numero di manifestanti dichiarati e autorizzati, 25 euro che servono a ripagare lo Stato del maltorto subito. Partendo dal mio personale giudizio che è assurdo multare un gruppo di persone che intendono dire la loro, la libertà di espressione dove cazzo è andata a finire?, la Corte Costituzionale russa ci ha tenuto a precisare che la multa è da notificare solo nel caso in cui il superamento del numero autorizzato sia realmente una minaccia per la sicurezza. La precisazione è sicuramente utile ma, conoscendo chi sta al potere, sappiamo già tutti che anche fossero due gatti a manifestare la multa arriverebbe certa e subitanea.
Capite bene però, per i motivi di cui sopra, che 25 euro sono pochi, sono un nulla rispetto a quello che porterebbero nelle casse dello Stato le centinaia e centinaia di manifestazioni che vengono da tempo organizzate contro Putin. Russia Unita ha dunque presentato un disegno di legge che mira  multare le manifestazioni non in regola con multe pari a 38mila euro per gli organizzatori e 25mila euro per i partecipanti.
Avete capito il ragionamento dello strozzino? “Manifestate pure contro di me, intanto mi ricoprite di soldi...”. Davanti, però, alle avversità di tutti gli altri partiti, Putin ha deciso di fare un passo indietro, ha deciso di “abbassare” le multe proposte, da 38mila scende a 25mila e da 25mila scende a 12.500.
Il Presidente della Duma, allora, avendo capito che Putin è scemo e non capisce che gli altri partiti non vogliono votare la legge non perchè le multe siano alte ma perchè è insensata la legge in quanto tale, ha deciso di rinviare la votazione. Rinviare però, perchè Putin non molla.
aleksej

giovedì 17 maggio 2012

Tutti gli Ai Weiwei e Chen Guangcheng si facciano avanti


La Clinton, Obama, Biden, i sottoposto di Obama tutti, i sottoposti della Clinton tutti, buona parte degli americani, buona parte degli abitanti il Globo terrestre, buona parte dei cinesi erano scesi in campo per far sì che l’attivista cieco Chen Guangcheng potesse ritrovare la libertà dopo che era da una vita segregato in casa e controllato a vista dalle autorità cinesi e dopo che lui, cieco, era riuscito a scappare dalla sua casa guardata a vista e si era rifugiato presso l’ambasciata americana.
L’ambasciata si era subito prodigata a dare un giaciglio dove far riposare le stanche membra del pezzo grosso che aveva appena “catturato”, i funzionario che mettevano a letto il povero Chen Guangcheng già fantasticavano su come potevano utilizzare quest’uomo contro il governo cinese. Si sa che la Cina stringe tra le mani gli attributi del povero Obama, da un punto di vista economico, e, dunque, ogni conto attacco è ben visto e ben voluto.
Ora Chen Guangcheng è libero, ora andrà in America a studiare presso l’università di New York che gli ha offerto una borsa di studio. E va bene, e che vada e che studi.
Perchè puntare tutto su di lui ed evitare di guardare al problema generale? Beh, l’ho detto prima, bisogna non solo colpire la Cina ma proprio ferirla e, per fare ciò, bisogna usare i pezzi grossi, quelli che contano, quelli che hanno una eco formidabile, tutti gli Ai Weiwei e Chen Guangcheng della Cina si facciano avanti, avranno sfarzo e vita felice negli USA, devono solo essere disposti a dar contro il Governo di Pechino.
E, guardate, di motivi per protestare ce ne sono fino all’infinito, quello che critico io è che non si deve puntare solo a chi dà lustro allo Stato che si presenta come difensore, bisogna salvare tutta la povera gente che viene maltrattata solo perchè cerca di alzare la testa.
octavio

mercoledì 16 maggio 2012

Unete a la Marche Patriotica...così morirai

Marcha Patriótica, così si chiama il movimento che da un po’ di tempo organizza manifestazioni, volantinaggi, pubblica articoli e interviene, in Colombia, contro la politica corrotta e contro la violenza che insanguina tutto lo Stato latinoamericano.
Questi alcuni passi del comunicato di oggi, sul sito trovate il testo integrale, dopo che il Mostro USA ha firmato il trattato di libero commercio con la Colombia, appunto:
Ante la entrada en vigencia del Tratado de Libre Comercio de Colombia con Estados Unidos en el día de hoy, MARCHA PATRIÓTICA declara:
1.- El TLC representa un capítulo más del proceso sistemático de cesión de soberanía impuesto por las clases dominantes. Junto con el intervencionismo militar y cultural del imperialismo estadounidense, se constituye en una pieza más del indigno y oprobioso régimen de dependencia que ha imperado históricamente en nuestro país y que se viene profundizando con la implantación del modelo económico neoliberal a lo largo de las últimas décadas.
4.- Pese a la retórica gubernamental sobre sus supuestos beneficios para la sociedad y la población colombianas, este tratado está llamado a deteriorar aún más el aparato productivo, a castigar a la pequeña y mediana producción industrial, a desmejorar las condiciones de la producción agrícola, avícola y pecuaria, y sobre todo de la economía campesina, y con ello la ya precaria soberanía alimentaria. El TLC producirá la destrucción masiva de puestos de trabajo y desmejorará la situación de ingresos de importantes sectores de la población trabajadora. Al mismo tiempo, estimulará el consumo de las clases más pudientes de nuestro país.
8.- El alborozo que ha generado la entrada en vigencia del TLC en las clases dominantes reafirma la necesidad de producir un cambio político, basado en la más amplia organización, movilización y unidad popular, que siente las bases para la superación del modelo económico neoliberal que ha imperado en el país durante las últimas décadas y, en general, del modo de vida y de producción. Asimismo, para contribuir a propiciar la verdadera integración de Nuestra América con fundamento en los principios de la autodeterminación, la cooperación y la solidaridad internacionalistas.
Forse sarà l’ultimo dei loro discorsi, accusati di essere sottomessi al potere dominante, accusati di essere stati creati ad hoc dai politici che governano, accusati di voler assicurarsi le masse per poter avere nuovo peso politico, rischiano, in pochi giorni, di essere sterminati. O almeno questo dichiara il volantino che il gruppo paramiliatre Aguilas Negras ha fatto circolare per tutto lo stato Colombiano.
octavio

lunedì 14 maggio 2012

Incarcerate le donne!

Da un po’ di tempo, scusate se non riesco a essere attuale su alcune notizie ma venirne a conoscenza è, spesso, impresa da titani, è stata fatta una proposta di legge, io direi contro ma molti dicono a favore delle donne, in Kirghizistan. Stato piccolissimo, con ex presidente filoamericano e attuale presidentessa (il femminile è solo biologico) filoputiniana messa al potere tramite orrendo colpo di stato, è d’importanza strategica per controllare i territori dei terroristi.
La legge, proposta da una donna per le donne, vorrebbe istituire il divieto assoluto alle donne sotto i 22 anni di lasciare il paese; il motivo è che si vuole proteggere l’onore della famiglia e l’integrità sessuale della ragazza.
Ma perchè tutto ciò? Le donne kirghize vengono spesso portate, con le solite promesse di vita favolosa, in Russia in particolare, in tutto l’Est Europa in generale, e poi costrette, praticamente, ai lavori forzati se non alla prostituzione; il governo moscovita informa che moltissimi sono i bambini nati da donne kirghize che vengono poi abbandonati negli orfanotrofi della capitale russa. Spesso figli di nessuno, bambini nati da stupri e violenze.
La legge dunque vorrebbe combattere questo. A parole, però, precisa che si va a salvaguardare l’onore della famiglia; allora la mi a domanda è: si vogliono rinchiudere le donne in Kirghizistan per evitare loro il martirio fuori patria o per salvaguardare l’onore del popolo a cui appartengono? Ma poi evitare di farle uscire non significa semplicemente lasciarle in povertà e miseria in un paese che si sta rialzando in piedi dopo il troppo sangue che ha versato e che è in mano a una donna alla quale interessa solo di servire lo Zar Putin e non guarda nemmeno in faccia il suo popolo?
aleksej

venerdì 11 maggio 2012

Il denaro gira per il mondo


In tempo di crisi bisogna tirare la cinghia? In tempo di crisi c’è possibilità di sprechi? In tempo di crisi bisogna pensare in piccolo? In tempo di crisi è lecito sperperare? In tempo di crisi si deve usare il bilancino per ogni singola voce di spesa? In tempo di crisi si deve risparmiare? In tempo di crisi è necessario ridurre al minimo le uscite? In tempo di crisi si devono aiutare le altre persone? In tempo di crisi bisogna guardare prima le scelte utili e lasciare perdere quelle inutili?
Tutte domande inutili, direte. Più che altro domande ovvie, ripetitive e con semplici risposte. Domande che ho voluto comunque portare alla vostra attenzione perchè sia ben chiaro che se i soldi continuamente vengono usati un puttanate significa che questa crisi in realtà non ci sarebbe se non ci fossero al comando del mondo dei pagalobbies e salvabanche.
Allora lo ripeto, c’è la crisi e la gente non ha più lavoro, la gente si ammazza, la gente non ha soldi per comprarsi il cibo, la gente non sa più dove spaccarsi la testa. Di fronte a tutto ciò gli USA hanno stabilito di stanziare (manca solo la firma di Obama che, di certo, non tarderà a venire) 1 miliardo di dollari (minuzie proprio) da investire in Israele.
Non pensate alla cultura, non pensate all’arte, non pensate alle case, non pensate agli aiuti umanitari, non pensate alla benzina, alla luce, al gas ai medicinali; tutta quella cifra per un unico scopi: armi. Verranno, infatti utilizzati per la Cupola di Ferro, la Fionda di Davide e l’Arco, tutti programmi missilistici di Israele contro la Palestina.
Poi non venitemi a dire che Obama è per la pace e spera nei dialoghi di pace tra Israele e Palestina.
michael

lunedì 7 maggio 2012

Conferencia sobre la ruta del hambre

via latribuna.hn
TEGUCIGALPA.- Uno de los problemas que más aquejan a los países del tercer mundo fue abordado por Melisa Merlo, catedrática de la Universidad Pedagógica Nacional Francisco Morazán, en la conferencia denominada La ruta del hambre.
La disertación se realizó el 26 de abril en la Casa de Morazán situada en el casco histórico de Tegucigalpa. Con esta actividad se inauguró el ciclo de conferencias del Centro Cultural One Way.
 Durante la charla se expuso el problema de este flagelo  en el mundo y su consecuencia más cercana: la desnutrición, como  principal  problemas de salud pública del siglo.
 Los asistentes escucharon con atención a la expositora, quien abordó aspectos claves para la erradicación de este  que aqueja a millones de personas en el mundo.

lunedì 16 aprile 2012

Oro nero e Oro blu

171 giacimenti di petrolio e gas, la ricchezza proviene, ovviamente da questi. L’agricoltura si basa tutta sul cotone ma, da quando desertificazione e inquinamento minacciano le risorse idriche necessarie per mandare avanti le coltivazioni, l’Uzbekistan si trova davvero in difficoltà.
La coltivazione del cotone è economia di sostentamento anche per il Tagikistan che, essendo carente di tutto il resto, si trova a dover rendere eccellente l’unico prodotto che può evitare la povertà totale alla sua gente. L’acqua, dunque, è il punto di svolta per entrambi gli stati che, confinando, iniziano a rubarsi tutto il rubabile per accaparrarsi più soldi possibili.
La costruzione di una centrale idroelettrica è la soluzione che il Presidente tagiko ha trovato per porre fine al problema idrico e la decisione di creare la diga sul Vahs è ben studiata sia per risolvere l’economia interna che per distruggere quella uzbeka, la diga infatti non permetterebbe più l’entrata di acqua in Uzbekistan.
Da tempo se n’è parlato ma poi nulla si era fatto in concreto per dare il via ai lavori, ora però sembra che tutti riparta e così Karimov, presidente uzbeko, ha già deciso di controcolpire il suo corrispondente tagiko e ha così chiuso completamente i rubinetti di gas verso il paese confinante.
Inutile dire che la mancanza di gas da una parte e di acqua, quando la diga sarà attiva, dall’altra produrrà problema su tutta l’industria e le infrastrutture oltre che sulla povera gente.
Poi ci sono le questioni politiche, USA, Russia e Cina mangiano e stramangiano su queste regioni strategiche e hanno bisogno che la calma venga mantenuta per poter controllare i giri di gas e petrolio che possono interessare più l’una o più l’altra super potenza.
I due stati sono comunque ai ferri corti, c’è chi già ipotizza uno scontro a fuoco.
A noi ci obbligano a essere spettatori inermi con gli occhi spalancati per vedere se una bomba cadrà o meno. Nel mentre chi gestisce il mondo decide come spartirsi il bottino, poco importa se morirà della gente.
aleksej

giovedì 12 aprile 2012

Tutta colpa della crisi

Quasi 2milioni di sterline, il Guardian, giornale del tutto autoritario e a capo di numerosissime inchieste che hanno svelato molti scheletri nell’armadio in tutto il mondo, così calcola la somma di regali che alcuni governi e, sopratutto, lobbies hanno “racapitato” ai parlamentari inglesi. Il conto ovviamente tiene presente viaggi, cene e servizi svolti in maniera gratuita e per i quali nessun parlamentare sarà tenuto a fornire informazioni a riguardo. La somma di cui sopra, è stata calcolata relativamente all’anno 2011.
Oggi non voglio tirarla troppo per le lunghe, la notizia non ha bisogno di grandi commenti. Nel mondo c’è chi muore di fame, nel mondo c’è chi non ha un lavoro, nel mondo c’è chi non riesce più a crescere i propri figli, nel mondo c’è chi si suicida perchè troppo indebolito per reggere il peso della vita. È colpa della crisi, ci continuano a raccontare.
Scusate, ma se c’è la crisi sti soldi dove cazzo li hanno tirati fuori?
octavio

mercoledì 21 marzo 2012

Storie di ordinaria follia

La definizione messa a titolo di post io l’ho sempre vista associata a situazioni assurde, spesso violente, che contraddistinguono la pazzia di uno o più componenti di un gruppo. Oggi io voglio parlare di ordinaria follia relativamente al Governo bulgaro.
La crisi economica ci sta ammazzando tutti, in Bulgaria c’è, però un industria farmaceutica che dal 2008 ad oggi ha sempre vissuto anni d’oro e, anzi, nel 2011 ha aumentato le vendite del 10% circa. In questo caso non vale dire che le medicine comunque si vendono, il settore sanitario non può andare in crisi perchè malati ce ne sono e ce ne saranno sempre.
Lo scandalo della Sopharma, questo il nome dell’azienda, è stato da poco smascherato e si basa tutto sui legami politici che sussistono fra il suo presidente e Ministero della Salute e politici. Un legame indissolubile il loro sancito apertamente quando a vice-ministra alla salute viene messa la signora Pavlova, non la torta, oggi obbligata a dimettersi, che prima di tanto ambito scranno occupava la più modesta sedia dirigenziale dell’industra farmaceutica Sopharma. La stessa dello scandalo? Sì. Vi sto dicendo che la vice comprava le medicine solo da loro perchè prima lavorava lì? sì, proprio così.
E sapete una cosa? Il presidente dell’industri è anche presidente di svariate testate giornalistiche. E sapete un’altra cosa? Le medicine prodotte da Sopharma costano in Bulgaria il doppio o il triplo delle medicine prodotte da Sopharma e vendute fuori territorio bulgaro. E sapete un’ultima cosa? A me fa schifo che i politici giochino con i bisogni primari dell’uomo e in particolare con il suo bisogno di salute.
aleksej

domenica 19 febbraio 2012

Le passanti

Cos'è questo tempo che scorre tra le dita? Con quale nome la Storia ricorderà i nostri anni? Sentendo sul volto il vento della guerra incombente, ruggente e anelante ci chiediamo se in questi anni si sia effettivamente vissuti in pace. Quanti i passanti incrociati e lasciati andare, come è possibile che stiamo nuovamente e silenziosamente precipitando verso le armi? Nella nostra "grande" civiltà orientale, nella nostra Europa dimentica della sua Storia, la solitudine e la paura di non avere abbastanza denaro hanno reso l'altro uno sconosciuto, un passante e infine un nemico. Nemico per il posto di lavoro che occupa e che vorrei io, nemico per la macchina che guida e che io non ho, nemico invidiato e di nuovo odiato. Tutta la nostra divisione, il potere tecnico ed economico che pensavamo potesse svilupparsi all'infinito lasciandoci grassi mangiatori di elettronica ci ha visti invece sempre più soli e pian piano gli uni contro gli altri. Parafrasando il celebre verso possiamo dire; non chiuderti nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada, dei tuoi colleghi, insegnanti e vicini. Solo così possiamo di nuovo ricostruire quella terra di pace che vogliamo nonostante latentemente ci insinuino come inevitabile un intervento armato contro l' Iran.
IoLiOdioInazistiDellIllinois



mercoledì 15 febbraio 2012

Caña de la muerte

24mila persone tra El Salvador e Nicaragua morte dal 2000 ad oggi, 2mila morti all’anno, tutti per insufficienza renale cronica e tutti lavoratori nelle piantagioni di canna da zucchero o di riso. L’anno scorso la Ministra della Salute salvadoregna, María Isabel Rodríguez, aveva richiesto un aiuto internazionale per far fronte a questa malattia che, come raccontano gli infermi, è subdola e quando ci si accorge di averla è già, ormai, troppo tardi.
Questo il racconto di una donna, una moglie che ha visto suo marito, padre di otto figli e lavoratore dall’età di 16 anni, morire: "No le paraba el hipo, no dormía, sufría calambres, dolores de cabeza, perdió el apetito, vomitaba el agua y los alimentos que trataba de ingerir, se le ampollaron la boca y (tenía) todo el cuerpo reseco, perdía la vista, no podía orinar, se levantaba de pronto desesperado y al final hablaba sólo y deliraba".
Essendo una malattia avrà anche le sue cause, solo che, in questo caso, non c’è accordo nemmeno a livello internazionale. Molti medici dicono che si sviluppa per questioni fisico-naturali. Gli operai che ne sono affetti sono tutti obbligati a fare grandi sforzi in condizioni pessime e, sopratutto, in zone molto calde che portano costantemente il corpo a uno stato di disidratazione tale che, a lungo andare, diventa irreversibile, così vengono compromessi inevitabilmente i reni. Altri, e io sono dalla loro parte, dicono che è a causa dei pesticidi: "Me ponía la mochila en el lomo y tiraba el veneno (herbicidas y pesticidas) sin ninguna protección, hasta una vez me cayó todo el veneno en el lomo”. Le parole di un altro ammalato fortunatamente ancora in vita. Non è un mistero che il lavoro nei paesi sottosviluppati non segue nessuna norma igienica e di sicurezza, passare giornate intere a spargere veleno senza nessuna protezione pensate davvero che non sia dannoso?
Allora il vero problema qual è? Le multinazionali e l’idea che l’economia di sfruttamento sia l’unica soluzione per poter accaparrare quanti più soldi possibili. Fino a che, e questo è una vita che lo dico, l’unico metro di misura sarà il (vil) denaro ci saranno morti, e non bisogna andare fino in Latino America per scoprirlo.
octavio

giovedì 9 febbraio 2012

Racconto super partes

Ho sentito, in questi ultimi giorni, la notizia dell’ENPA: briciole per i passerotti, la sintetizzerei così. Ho visto anche che il popolo del web si è lanciato a far commenti, chi ha voluto fare il moralista e chi ha voluto fare lo stronzo, rimane il fatto che c’è chi è pro e chi è contro.
Io ho visto che a mio figlio piace guardare gli uccellini che mangiano il pane sul nostro balcone e quindi informo tutti, se a qualcuno davvero importa, che io il pane lo lascio e gli uccellini mi ringraziano.
Fra chi commentava c’era anche chi è stato accusato di moralismo perchè diceva, e questo l’ho sentito per radio anche stamattina, che era meglio prima dare il pane ai barboni (o clochard, per rendere più carina una condizione infame di vita) e poi si sarebbe pensato agli uccellini. Io non volendo fare la morale della morale, diverrei un moralista al quadrato, vi racconto una storia.
C’era una volta una clochard, anziana e senza nulla che cercava un rifugio per la notte. A Treviso le notte sono molto fredde e rimanere all’aperto è pericolo, è mortale; decide così di incamminarsi verso il primo centro d’accoglienza ma nulla da fare, pieno; va al secondo, anche qui pieno, va al terzo e sempre la stessa risposta ottiene. Così per tutti i centri d’accoglienza. La nostra clochard, però, non si abbatte, continua la ricerca e capendo, che la sua storia somigliava tanto a quella di Giuseppe e Maria che cercavano un riparo per dove partorire decide di andare dai frati, loro dovrebbero aiutarla. Anzi, e questo lo dico io fuori dalla storiella, loro prendendo esempio dal loro maestro ultimo avrebbero il dovere di aiutarla. Si incammina, arriva e suona il campanello, aprono, ascoltano il problema e rispondono: “No, non possiamo”. Nel mentre che uno dava questa intelligente risposta alla signora un suo confratello si era già affrettato a chiamare il 113 per segnalare che la clochard era entrata nel loro giardino.
Arriva la polizia e carica la donna. Ogni storia ha però un lieto fine: la signora ha ottenuto dalla polizia il permesso di dormire nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria.
octavio

mercoledì 1 febbraio 2012

Io li odio i nazisti dell'Illinois

Il conto per la politica come la conosciamo è servito. L'attuale governo oltre alla demolizione dell'articolo diciotto, oltre al ricatto che fa a tutti i popoli d'occidente ("o Monti o crolla l'Italia e se crolla l'Italia crolla l'Europa e se crolla l'Europa crollano tutti i mercati ecc") sta abbattendo anche quelle forze politiche che, volenti o nolenti, lo sostengono. La differenza di operato è comunque impressionante. Incredibile ma vero quando si parla di opposizione a questo Governo gli unici nomi che emergono sono Lega Nord e Beppe Grillo. Ottimo! La loro opposizione li farà aumentare nei sondaggi ma certo non è un'alternativa, anzi con buona pace degli ipocriti nordici che ci hanno portati in questa crisi, fanno proprio il gioco di un governo che risponde solo al mercato e che ha in questi folli un modello alternativo improponibile e assurdo, insomma meglio averli "contro" che "con" per il nostro Mario. Intendiamoci non siamo nostalgici dell'omuncolo che avevamo prima e che ha fatto solo i suoi porci (con rispetto parlando per il nobile suino che tanto bene opera al palato) comodi che dell'attuale situazione ha le vere responsabilità, solo che non vediamo nell'attuale situazione una corrispondenza all'attesa della povera gente. In più la vecchia politica fa tutto il possibile per farsi odiare. Si annunciano tagli ai parlamentari che sono in realtà rinuncia ad ulteriori aumenti, non si diminuiscono in troppi comuni assessori e dirigenti, non ci si cura delle persone e dello Stato ma si è pronti alla speculazione, alla compravendita di case, ad intascare enormi patrimoni partitici. Se c'è da stringere la cinghia certo non aspettiamoci che inizino loro. Il punto però è un altro. Il punto è quanto e come può reggere la nostra democrazia davanti a questa situazione. L'attuale legge elettorale non consente il rinnovamento reale dei parlamentari che hanno in questi anni dimostrato un distacco dalla realtà davvero mostruoso. Il punto è quindi come agirà il popolo abituato a un tenore di vita che non poteva permettersi quando anche l'ultimo euro sarà speso, come reagirà il popolo in sofferenza davanti a politici ancora ricchi e ben pasciuti, come reagiranno giovani senza lavoro e con titoli di studio di livello che, purtroppo, non sono commestibili.
IoLiOdioINazistiDellIllinois

mercoledì 25 gennaio 2012

Varie opzioni, unico risultato

La Russia ribolle di rabbia, i partiti all’opposizione ci sguazzano in questo totale e totalizzante senso di rivolta rinato dopo tanti e tanti anni, i comunisti sognano i loro tempi d’oro, le nuove forze nascenti sperano, invece, di accaparrare qualche voto in più. Nuove manifestazioni di piazza sono in programma, si punta a bloccare gli svincoli centrali moscoviti, il popolo vuole farsi sentire e tenta di bloccare ciò che davvero interessa a tutti, l’economia.
C’è solo una nota stonata rispetto a questo quadro così preciso appena dipinto: Putin continua ad ottenere consensi e, in un ultimo sondaggio, guadagna un punto percentuale in più rispetto all’ultimo e quattro punti rispetto a novembre. La Russia sembra pubblicamente non volerlo ma segretamente continuare a sostenerlo. E dunque? Chi detiene la verità su questo vero e proprio casino? Varie opzioni di lettura:
  1. La gente non sa più chi votare, chi scende in piazza sono i più giovani o i più combattivi, la stragrande maggioranza è però talmente schifata o disinteressata che accoglie quello che viene così come viene, se Putin è al potere si sostiene Putin al potere.
  2. Il popolo ha paura, sa che fine hanno fatto gli oppositori di Putin, sa che la piazza è troppo “pubblica” perchè possa succedere qualcosa di irreparabile, ma sa anche che appena i riflettori si spegneranno le punizioni arriveranno copiose e, allora, si lancia il sasso ma si nasconde la mano.
  3. Il popolo è disorientato, vede stagliarsi da un lato la figura di Putin, con tutti i suoi pro e i suoi contro con tutto il suo bagaglio di politica che mai è cambiato e mai cambierà e, dall’altro, il suo acerrimo nemico (anche se a preferenze è messo veramente male) Prokhorv, oligarca e miliardario, che ha saputo proporre, per la sua amata Russia un’unica vera e grande soluzione: la privatizzazione totale.
Molti altri i partiti in gara, molte altre le persone di spicco che, volendo, si potrebbero citare, ma ho voluto dare i due estremi per rendere meglio l’idea ci che cosa sta accadendo in Russia. Di base rimane solo un fatto: nessuno, ripeto nessuno, ha preso in considerazione il popolo che muore di fame o di freddo.
aleksej

martedì 24 gennaio 2012

Siamo rimasti in mutande

Così ormai tutti diciamo, siamo ridotti all'osso e dobbiamo tirare la cinghia. Superati i luoghi comuni arriviamo al dunque: c'è chi sta peggio di noi. Anche questo è un nuovo luogo comune, ma se leggerete con attenzione ciò che sto per dire capirete che, forse, qualcosa di grave, veramente grave sta capitando altrove, là dove, forse, nemmeno sapevamo potesse esserci vita. La situazione in Zimbabwe è così difficile, la gente è così povera che il più fiorente mercato che si è sviluppato è quello della biancheria usata. Da tutto il mondo arrivano indumenti intimi usati che poi, vengono rivenduti a tutti coloro che non si possono comprare un capo nuovo. Capite bene che qui non si tratta più di rimanere in mutande, qui si tratta di sopravvivere, qui si tratta di accontentarsi, il nulla più totale.
Saputa questa orrenda, a suo dire, pratica dei suoi concittadini il Ministro delle Finanze Biti ha deciso di tassare del 40% con un Iva al 15% tutte le importazioni di biancheria intima usata, così da impedire che il suo popolo continuasse a comportarsi in modo abominevole, sempre a suo dire.
Il mondo politico zimbabwense si è completamente schierato a favore del Ministro e, anche l'opinione pubblica ha commentato la decisione come la migliore legge che si potesse prendere in questi ultimi anni.
Io la penso così: che il mondo dei potenti, il mondo sviluppato, il mondo che i soldi bene o male li ha utilizzi i paesi poveri come propria pattumiera fa schifo, che quello stesso mondo riesca a creare un business anche sulle mutande usate è preoccupante, che un Ministro voglia salvare il proprio popolo dagli sberleffi è condivisibile, ma i poveri, quelli che muoiono di fame, come faranno ora a comprare la biancheria intima?
octavio