martedì 10 gennaio 2012

Grazie figlio mio, mi candido

Se fate delle ricerche in internet troverete sempre che il partito laburista è una formazione politica che si può inserire nel gruppo dei partiti di centrosinistra. Questo è innegabile e lo si deve accettare; lo si deve accettare anche se si parla di stati dove la sinistra non esiste o è così sottomessa alla destra da diventare destra anch’essa, vedi in Israele.
L’attuale partito laburista è erede di un precedente partito (MAPAI) esistente già dal 1930, formazione politica che ha guidato per moltissimi anni Israele e, in particolare, a partire dalla sua nascita come Stato. Se dobbiamo dunque essere chiari, il partito laburista è l’anima del sionismo, capite, dunque, che non può essere di sinistra; con il tempo però Israele non lo ha più accettato, era sì sionista, ma non come loro lo desideravano, il Likud sì che rappresenta quel sionismo nazista di cui Israele ha bisogno, ecco allora che dal 1977 i laburisti perdono sempre più potere.
I due rappresentanti più celebri di questo partito sono Ehud Barak e Shelly Yachimovich, rispettivamente ex e attuale leader della formazione politica. Il primo è l’attuale Ministro della Difesa quello che, pochi giorni fa, si è complimentato con Netanyahu per non aver tagliato sui costi militari anche se tutto il popolo israeliano aveva richiesto una vita meno costosa rivedendo anche la spesa militare. La seconda è l’attuale leader che alle primarie si era presentata come la sicura fautrice di uno stato d’Israele ben inserito nel quadro mediorientale delle primavere arabe e la sostenitrice di due stati divisi ma vicini per Israele e Palestina; peccato si sia poi detta disponibile e, anzi, speranzosa di collaborare con Tzipi Livni, la prima grande mandante di Piombo Fuso.
Tutta questa grande premessa perchè? Perchè Noam Shalit, padre di Gilad Shalit, ha pensato, ieri, di presentarsi alle elezioni con il partito laburista. Ha pensato che la fama e la gloria che ha ottenuto tramite il figlio siano il giusto trampolino di lancio da sfruttare sino all’ultimo. Il partito laburista si è detto, tramite il suo sito, molto felice della scelta di Noam Shalit e ha così commentato sulla sua persona: “incarna i valori fondamentali della società israeliana: solidarietà, responsabilità e sionismo”. Sui primi due mi sento, in piena coscienza, in grado di dire che in Israele non esistono. Sull’ultimo c’è poco da commentare, l’ho detto prima, in Israele destra e sinistra sono la stessa cosa.
michael

Nessun commento:

Posta un commento