mercoledì 11 gennaio 2012

Please give me a five-minute break, I need to rest

Il 20 gennaio dello scorso anno gridavo alla risoluzione del giallo. Non voglio oggi dire che ritiro tutto ciò che ho detto, anzi, purtroppo posso dire che la mia ipotesi è ancora più avvalorata dagli ultimi fatti accaduti in Polonia. Ecco allora la nuova versione dei fatti, dopo che Mikolaj Przybyl, procuratore militare polacco, ha tentato il suicidio in diretta televisiva. Forse qualcuno ha già visto le immagini e sa, dunque, che, la telecamera era fissa sulla scrivania del militare e non viene, quindi ripreso il momento dello sparo, il quale si sente, come nei migliori film, fuori campo. Triste è invece vedere che sì i giornalisti corrono in soccorso del suicida, oggi non è più in pericolo di vita, ma con le telecamere sulle spalle, così da poter “documentare” meglio.
Przybyl ha tentato il suicidio nel giorno in cui, davanti alla nazione si apprestava a smentire le accuse di violazione della legge quando chiese ad alcune compagnie telefoniche di consegnargli i testi degli sms e gli audio delle telefonate scambiate tra giornalisti e magistrati. Lui aveva un unico compito nell’esercito, indagare sulla fuga di notizie riguardanti il disastro aereo in cui morì Lech Kaczynski. Dovrò essere più preciso, lui aveva il compito di impedire che in giro si diffondesse la voce, o anche solo l’idea, di un possibile, probabile, pensabile complotto per eliminare il presidente polacco.
Ecco perchè la mia teoria viene avvalorata (chi non se la ricordasse la può andare a visionare qui), non solo la Russia cercò in tutti i modi di creare le prove perchè venisse archiviato il caso (come è stato archiviato) come incidente, ma cercò anche di avere uomini scelti, su territorio polacco, che aiutassero nell’operazione: quale altro motivo, se no, per questo tentato omicidio così plateale?
aleksej

Nessun commento:

Posta un commento