martedì 29 novembre 2011

Kol ha-Shalom

La voce della pace. Nome forse un po’ infantile di primo acchito, scoprendo poi che si tratta di radio israelo-palestinese e vedendo il titolo nella lingua in cui è stato pensato (l’ebraico) prende tutto un altro valore.
La radio lavora sia su onde medie che via internet, trovate il sito qui.
Sono andato stamattina, ed era come pensavo, la poltrona del conduttore radiofonico era vuota. Proverò andare ancora più tardi, spero che anche voi, insieme a me, portiate avanti questa instancabile speranza che il conduttore ritorni al suo posto.
Perché? La polizia israeliana ha chiuso gli studi di questa emittente radiofonica adducendo la scusa che trasmetteva senza i permessi dovuti. L’hanno chiusa con la solita scusa che utilizza Israele: si abbattono case perché non hanno i permessi, si chiudono strade per vietare a chi non ha il permesso di passare, si chiudono giornali perché non hanno il permesso di scrivere e, quindi, si chiudono le radio perché non hanno il permesso di parlare.
La radio nasce da un gruppo di palestinesi, provenienti da Ramallah (da lì la radio trasmetteva), e da un gruppo di ebrei, provenienti da un kibbutz. Dal nome scelto e dalla composizione appena presentata è facile capire che era una radio non assoggettata al potere. Ed è stato proprio il potere a volerla chiudere, da mesi il partito Likud chiedeva in parlamento la chiusura dell’emittente in quanto contraria ad Israele e al suo modo di pensare, il vero motivo dunque è questo, la scusa sono i permessi per l’andata in onda. In realtà la radio ha un permesso di diffusione, solo che è dato dall’Autorità Palestinese e per questo, per Israele, è carta igienica.
Dopo la chiusura della radio è stata organizzata una manifestazione, sono scesi in piazza i giornalisti per protestare contro la troppa ingerenza del governo israeliano nel loro lavoro.
Beh, nulla di nuovo, da un Governo antidemocratico, razzista, xenofobo e sionista che cosa ci può aspettare? Il controllo sulle persone, sulle terre e sulle parole è il primo passo e il primo tassello fondamentale per distruggere l’opinione pubblica e creare l’opinione (manipolata) di governo.
michael

Nessun commento:

Posta un commento