giovedì 3 novembre 2011

Nuove navi in arrivo

Freedom flottilla sì o Freedom flottilla no? Io ovviamente voto per il sì. Conta però poco la mia parola e abbiamo visto come sia andato a finire il tentativo di un nuovo superamento del blocco navale imposto a Gaza di questa estate.
Ora dire che la situazione a Gaza è peggiorata è assurdo, peggio di così sarebbe solo lo sterminio totale, dire che la situazione è stabile è ambiguo perché uno penserebbe che allora le cose non vanno poi così male, allora dirò che è disperatamente stabile, intendendo che non cambia nulla e dunque il dolore di ieri diventa il dolore di oggi.
Ora dunque sapere che due navi sono nel Mediterraneo, ancora in acque internazionali e stanno navigando alla volta di Gaza con l’intento di superare il blocco e consegnare aiuti umanitari e lettere di sostegno alla popolazione palestinese dà speranza.
Due navi cariche di medicinali e beni di prima necessità per un valore pari a 30 mila dollari, due navi cariche di attivisti, giornalisti, politici ed equipaggio, 27 in tutto. Navi partite in silenzio, navi che hanno fatto lunga strada senza che nessuno ne parlasse e ora volano su tutti i giornali. Silenzio iniziale intelligente e voluto per evitare che Israele mettesse in atto rapporti diplomatici così stretti e importanti da bloccare tutto sul nascere come è successo questa estate, appunto.
Israele cosa risponde a tutto ciò? Lo fa per bocca di Leibovich, tenete colonnello, il quale conferma che “Israele è pronta a impedire agli attivisti di raggiungere Gaza”. Non ci è dato sapere in che modo impediranno, ma di certo impediranno. Leibovich ha però “assicurato” che Israele sarà disponibile a portare tutto il carico delle navi a Gaza.
Ora, sulle bugie di Israele non c’è nemmeno da soffermarsi tanto, sappiamo che sono falsi, sappiamo che i beni mai arriveranno a destinazione; c’è da soffermarsi invece sul blocco navale, quello ora sì che è illegale: nessun prigioniero israeliano è più su suolo palestinese, il blocco è dunque illegale e razziale.
michael

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