martedì 25 ottobre 2011

Appello (per tutti coloro che lo vogliono ascoltare)

Nella storia, è vero, sono stati loro tra i leaders indiscussi del colonialismo africano. nella storia è vero che sono sempre loro tra i leaders indiscussi per tutto ciò che concerne la violenza legata all’atto del colonizzare. Se un popolo, anche dopo che te ne sei andato parla la tua lingua e, anzi, la fa diventare seconda lingua ufficiale (seconda solo per dare una parvenza di indipendenza), significa che lo hai sterminato, lo hai sottomesso e lo hai distrutto. Solo in questa ipotesi gli puoi infatti imporre ciò che tu vuoi, lingua in primis.
Tutto ciò è vero, ma oggi, 2011, post colonialismo ormai superato, indipendenza ottenuta bene o male da tutti gli Stati africani ritenete ancora possibile che la Francia si allei al Kenya e inizi a bombardare, un po’ dove gli tira, la Somalia?
La situazione effettivamente è grave, il rapimento di quattro stranieri (europei) non è cosa da poco e certo va, o andrebbe, risolta in tempi brevi, ma non è certo la violenza il metodo da perseguire e non sono certo alcune ingerenze straniere che possono aiutare l’evolversi della situazione. La morte di una dei quattro, morta per la mancanza di cure, è orrenda. Con quale cinismo si può rapire una donna e poi lasciarla morire solo perché non la si vuole liberare? Ecco perché la violenza non è un metodo da perseguire; la violenza porta a questo.
Ora la situazione è questa: il Kenya ha superato e strasuperato, ripetutamente, i confini somali con militari armati fino ai denti, la Francia ha bombardato il paese di Kuday dove cellule terroristiche di al-Shabab hanno sede, un attentato terroristico ha lasciato 14 feriti in un night di Nairobi, nessuna rivendicazione, ma la quasi sicurezza che il terrorismo somalo abbia iniziato a colpire. Per riassumere il tutto: il Kenia attacca, lo Shabab risponde a voce, la Francia attacca, lo Shabab risponde con le armi. È dunque questo continuo andare a stuzzicare che ha provocato le violenze.
Ora, non si possono giustificare i terroristi, mai; non si possono nemmeno giustificare le violenze attuate da uno o più Stati. Dunque? Bisogna fare un appello generalizzato, tutti dovrebbero farlo, che si sviluppi su due fronti: 1. Fermare la violenza, 2. Liberare gli ostaggi.
octavio

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