lunedì 21 dicembre 2009

Quale educazione?

Prima di iniziare a lavorare alla scuola materna non credevo che educare fosse così difficile, se vedi le cose dall'esterno sembra tutto abbastanza semplice, credi di sapere già come comportarti "tanto sono bambini...". No, non è così.
Ho imparato che devi sare attento anche soltanto ad ogni piccola parola che dici, tu per loro in quel momento sei una "autorità", anche se stanno con te poche ore al giorno e tutto quello che dici o che fai è un esempio.
Nulla è mai neutrale, attraverso gli strumenti che usi passa e si trasmette il tuo significato dell'esistere, e quindi viene trasmesso il tuo modo di vivere.
Ho imparato che quello che devi trasmettere è innanzi tutto la gioia, il saper stare insieme agli altri, devono imparare da te persino il gioco, ma soprattutto l'amicizia, fargli capire che l'amicizia, anche se difficile per loro, essendo così piccoli, è una cosa che va costruita, perchè i litigi ci sono a tutte le età.
Ho imparato che educare significa anche accompagnare e tu non sei quello che impone, ma colui che stando in compagnia del quale si sente crescere.
Ho imparato che un insegnante, un educatore, deve avere pazienza e amore, in modo tale da rendere questa professione "vocazione" e "missione".
La scuola materna, come altrettanto l'asilo nido, non sono "parcheggi", come purtroppo molti genitori considerano, ma luoghi in cui ogni istante imparano e tuo compito è avere a cuore e preoccuparti della loro crescita, sotto ogni punto di vista.
Non ho mai avuto, fino a qualche anno fa, una buona opinione della scuola materna o dell'asilo nido perchè ho sempre pensato che fosse per i bambini un' esperienza negativa, forse perchè avevo solo nella mia mente impressi i pianti al momento del distacco con il genitore. Ora però la mia idea è cambiata, credo che sia un'esperienza positiva che stimola e che ti provoca già da piccolo, e anzi, credo che in alcuni casi sia più costruttivo per il bambino stare alla scuola materna piuttosto che a casa, perchè putroppo spesso è abbandonato a sè stesso, ma soprattutto alla tv, la quale "distrugge" tutto il lavoro costruito con l'educatore. Tutto ciò naturalmente è valido solamente se alle spalle c'è una scuola con una passione educativa e che desidera collaborare alla società futura e al mondo.
Sembrerà strano e paradossale ma ho imparato molto dai bambini in questi pochissimi anni e altrettanto ho ancora da imparare, un po' come loro..
noemi.

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