mercoledì 30 dicembre 2009

Blocco dell'economia = morte di fame


Ottobre e novembre sono i mesi migliori per la raccolta delle olive ma questo lavoro può allungarsi fino a tutto il mese di dicembre a seconda delle caratteristiche e del tipo di oliva che viene raccolta. Il territorio palestinese ha sempre avuto come sua prima fonte di guadagno la raccolta e la vendita delle olive.
Sento la necessità di fare alcune precisazioni ai miei lettori: i checkpoint non sono solo i grandi posti di blocco per le macchine in entrate e uscita da ogni villaggio ma sono anche recinzioni in rete metallica con accesso controllato da soldati israeliani. È interessante notare come molti di questi checkpoint vengano costruiti attorno alle abitazioni del popolo palestinese così da impedire l’accesso ai campi coltivati. L’apertura della porta infatti ha precisi orari (che variano quasi ogni giorno) che possono essere rispettati o meno dai soldati, il tutto è lasciato al loro “buon” cuore. durante il periodo estivo e quello autunnale i cancelli non vengono quasi mai aperti così che o l’ulivo secca o la raccolta non si può fare.
I coloni hanno poi la “passione” di costruire le loro abitazioni sulle montagne o colline /terreno perfetto per la coltivazione dell’ulivo) e così il governo trasforma le aree rurali in terreno edificabile e gli oliveti vengono rasi al suolo.
C’è poi un altro gioco che ai coloni piace fare: dare fuoco alle intere colture.
“Vogliono spegnere la fiamma della libertà che è in noi… Vogliono asciugare la nostra rabbia con tutti i mezzi… Vogliono liberarsi di noi per poter occuparsi d’altro.” Bayt Sahur
momò

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