mercoledì 16 febbraio 2011

Crollano i castelli in aria

Il 17 dicembre avevo scritto a riguardo, avevo “predetto”, non per doti magiche o occulte ma perché era evidente a tutti, che le parole di Putin a riguardo di Khodorkovskij (“un ladro deve rimanere incarcere) prima che la sentenza fosse letta pubblicamente sarebbero stato presagio di sventura per l’imputato. Anche la difesa aveva già ipotizzato che la sentenza fosse manovrata dall’alto. Ora la certezza è palesata grazie al coraggio, ora rischia grosso però, di Natalia Vasilieva, giovane assistente giudiziaria che ha dichiarato a un giornale che la sentenza è stata motivata politicamente e non è stata scritta dal giudice che l’ha letta ma dalla Corte di Mosca. Ha poi aggiunto dettagli non di poco conto come ad esempio il controllo permanente da parte di mosca su ogni mossa e scelta tanto che il giudice Danilkin, il giudice, doveva giustificare ogni mossa. Ha poi aggiunto che lo spostamento della lettura della sentenza, a molti apparso senza giustificazione, ne avrebbe una: la sentenza scritta dal giudice non sarebbe andata bene e quindi la Corte prese tempo per scrivere il testo che poi fu letto, carcere fino al 2017. Danilkin ora rischia comunque il licenziamento per aver tirato troppo per le lunghe questo processo che, per ovvi motivi, doveva essere chiuso in fretta.
Non sono mai stato così ingenuo da credere che davvero la legge è uguale per tutti, non è mai stato così e, purtroppo, con questi governanti non sarà mai così, ma questa è la dimostrazione che in Russia vige una dittatura. Lui, Putin, tutto regna e tutto controlla, demanda la faccia della politica a Medvedev, quello che si dovrebbe chiamare delfino ma che chiameremo sottomesso, e manda alla morte (che sia fisica, psicologica o di azione poco importa) l’opposizione. Da sottolineare il fatto che giornalisti e industriali sono i primi della lista, coloro che maggiormente possono mettere in difficoltà le mire espansionistiche dell’imperatore vengono subito messi a tacere, per descrivere non c’è motto migliore di questo: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”.
aleksej

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