mercoledì 23 febbraio 2011

Insegniamoci a protestare

Le proteste di professori e maestri sono ricominciate in Honduras. A dire la verità si erano fermate per le “loro” vacanze estive e sono riprese per il nuovo inizio dell’anno scolastico. Proteste che hanno voluto riportare sotto i riflettori il vero problema che l’educazione ha da sopportare: la mancanza di stipendi e la volontà di modificare (in realtà eliminare) l’Estatuto del Docente (per chi fosse interessato può andarselo a leggere qui), testo fondamentale per i diritti dei docenti in Honduras, testo che spiega i diritti e doveri di un buon insegnante.
Sono 6000 gli insegnanti che dal 2010 non ricevono un soldo bucato, sono 6000 gli insegnanti che vogliono continuare il loro lavoro ma non sanno come vivere e mantenere la propria famiglia. Perché questa carenza di fondi? Non certo perché stiamo parlando di un paese del Terzo Mondo, perché se è vero che la povertà là è estrema è anche vero che il mondo governativo è pieno di soldi ed è infatti per il debito che l’amministrazione Lobo ha nei confronti dell’ Instituto Nacional de Previsión del Magisterio che i soldi per gli stipendi non ci sono.
Il governo, però, invece di vergognarsi e tentare di attuare politiche che possano risolvere il problema manda l’esercito a disperdere le folle; una repressione in grande stile è stata organizzata, con tanto di armi e lacrimogeni, con tanto di blocco del traffico per poter meglio catturare (e infatti sono anche stati imprigionati) e riempire di botte gli insegnanti. La polizia non si è limitata a bloccare la manifestazione ma è andata poi a stanare tutti i professori che avevano trovato rifugio in negozi o case o anfratti per dargli “la punizione che meritavano”.
Il Ministero dell’educazione fa sapere che gli stipendi sono stati pagati e chiede che le proteste finiscano, la gente dice che i soldi loro non li hanno mai visti e quindi continueranno a protestare, in memoria e ricordo anche di tutti quei professori licenziati o, peggio ancora, uccisi solo perché avevano manifestato il loro dissenso.
Lobo dal canto suo se ne infischia, gira per il mondo a incontrare altri presidente e altri stati, a fare accordi per riempirsi meglio le tasche, dei problemi che il suo paese ha si disinteressa. Un presidente così voi avete ancora voglia di chiamarlo democratico?
octavio

Nessun commento:

Posta un commento