giovedì 3 febbraio 2011

Ipotesi quasi certe

Parto dal post di ieri di IoLiOdioINazistiDellIllinois, dalla sua idea che quei manifestanti egiziani filogovernativi fossero dubbi. Dubbi in che senso? Credo che la prima risposta valida sia che il governo egiziano ha sicuramente voluto che gli scontri accadessero, ha sicuramente voluto arrivare ai morti e alla distruzione così da presentare i manifestanti come violenti e incapaci e giustificarsi davanti a tutta l’opinione pubblica che dalla tv vedeva cosa stava accadendo. La seconda risposta, probabile e non certa (anche se Wikipedia dà già ragione a me), è il Mossad, l’organizzazione terroristica che meglio è riuscita a farsi strada nelle sale governative così da diventare l’intelligence israeliana, comandata direttamente dal Premier in persona. Fare questa affermazione mi scarica addosso le ire di tutti i sionisti del mondo e da molti sarò tacciato di follia o di fantasia. Prima di iniziare però a darvi alcuni spunti di riflessione vi vorrei solo ricordare che l’intelligence israeliana per poter catturare dei dirottatori palestinesi ricostruì in Uganda un finto aeroporto per farli cadere nelle loro mani.
Il Mossad è israeliano quindi di fede ebraica molto forte. Uno dei primi motivi per cui sarebbe intervenuto è il fatto che il faraone Necho II annettè Gaza dopo la caduta dell’impero assiro e questo momento storico fu ricordato anche da Geremia; anche qui sarei folle se non fosse vero che Israele per ottenere le terre palestinesi ragiona con la Bibbia in mano.
Il Mossad può essere intervenuto perché tra l’Egitto e Gaza esistono i tunnel sotterranei. Quelli che furono creati per far entrare ciò che Israele aveva messo al bando nella Striscia, che furono bombardati da Eretz Israel, che furono bloccati dall’Egitto stesso, che furono riaperti grazie all’alleggerimento dell’embargo dopo i fatti di Freedom Flottilla. Da quei tunnel passa la vita di Gaza e passano anche le armi, la riapertura è chiaro segno che Israele vuole scaricare la violenza in Egitto.
Il Mossad può essere intervenuto perché i palestinesi, con il nascere delle proteste, di loro volontà avevano chiuso le frontiere e per i motivi appena esposti questo non andava bene a Israele.
Il Mossad può essere intervenuto perché per far passare Israele come l’unica democrazia del Medio Oriente ha bisogno che gli altri si scannino.
Il Mossad può essere intervenuto perché l’Egitto ha sempre cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ha sempre cercato di non essere inviso a USA e, indirettamente, Israele nella ricerca di una sicurezza mondiale che bloccasse i “terroristi” provenienti da Gaza, ma anche voluto essere pro-Palestina per non tradire le origini arabe.
In fin dei conti il Mossad può essere intervenuto perché il caos in Egitto rende debole il territorio e apre la strada a una nuova Guerra dei sei giorni, sempre auspicabile per Netanyahu e compagni.
michael

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