domenica 18 aprile 2010

La Francia è "israelo-palestinese"


Dopo tanti giorni in cui il dolore faceva capo a tutti i miei scritti oggi voglio dare una notizia positiva. È positiva, non ci sono dubbi, e io davvero sono felice di poterla dare, ma, dopo il mio post di ieri su piazza Ben Gurion, il positivo in parte viene macchiato.
La Francia ha lanciato un progetto di soccorso ai pescatori di Gaza, quelli di cui vi avevo già parlato, quelli che vengono uccisi dalla marina Israeliana o gli vengono distrutte le barche. Un progetto molto ambizioso e importante che si svilupperà nell’arco di 6 mesi e costerà un totale di 96mila euro e permetterà ai pescatori di riparare le barche o le reti, di acquistare nuovi mezzi (nel caso la riparazione sia impossibile) e motori per le barche. Saranno circa un centinaio, appositamente scelti, i beneficiari del progetto che potranno sperare in una nuova vita, almeno finchè Israele non distruggerà tutto di nuovo, credo che ciò avverrà fra 6 mesi, cioè quando la Francia non avrà più controllo sul suo progetto.
Superando, però, il pessimismo e le mie congetture non si può altro che essere felici di questa iniziativa. Sono contrariato però nel vedere che la Francia i palestinesi che protestano per la realizzazione della piazza li arresta, allo Stato Israeliano invece non fa niente, aiuta i bisognosi ma non punisce i malfattori. Si sa il divide et impera israeliano, che si rifà, solo che qui è in piccolo, al metodo Bush, a tutti i governanti piace, tutti lo vorrebbero mettere in pratica. Molti già lo mettono in pratica e lo nascondono con il panem et circenses.
momò

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