martedì 11 maggio 2010

Elezioni filippine = Elezioni italiane

Ieri si sono svolte le elezioni (presidenziali, parlamentari e amministrative) nelle Filippine; bisogna eleggere in tutto 18000 rappresentanti locali e nazionali, poca roba… La Commissione elettorale delle Filippine ha già però dichiarato che annullerà il voto in 5 municipalità perché a causa delle violenze il popolo non ha potuto votare con libertà. Dieci sono i morti, tra sostenitori dei vari candidati e poliziotti, a causa della violenza elettorale che, a dire della stampa internazionale, è “normale” nel territorio filippino, normale nel senso che tutti i candidati oltre a presentarsi al pubblico assoldano anche un esercito privato pronto a tutto pur di ottenere i voti. A questi vanno aggiunti i ribelli, cioè in realtà qui musulmani che vorrebbero un po’ di dignità (ne avevamo già parlato), che anche loro si aggiungono al coro.
Il fatto che le Filippine sia un paese con molti problemi è sotto gli occhi di tutti, che le lezioni portino scompiglio nel paese è logico pure questo, basti guardare i vari Afghanistan o Iraq e le conseguenze ben note, credo sia meno logico pensare che venga definito “normale” che i candidati assoldino degli eserciti privati. Questo dimostra palesemente che la politica ormai è potere, basso, lascivo, lurido potere. L’interesse per l’uomo è andato a farsi fottere, l’interesse per la res pubblica ancora peggio, l’interesse per la città non esiste, l’interesse per un bene comune è irreale.
Non so se lo avete pensato anche voi, provate a mettere Italia al posto di Filippine (per le violenze si possono sostituire quelle fisiche a quelle della tv) non vi sembra che sai la stessa cosa? Eppure l’Italia è uno dei paesi del Nord del mondo…
octavio

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