sabato 15 maggio 2010

La Bellezza della verità.. la ricordiamo ancora?

Stamattina ho acceso il computer e ho controllato la mia posta elettronica, gesto normale, niente di insolito. E ho notato che mi era arrivata la notifica di un nuovo post di Momò. Come sempre l'ho letto tentando di non farlo diventare l'ennesima "notizia tragica di quel (ma, in fondo, non troppo) lontano paese". Con tutti i mezzi (difficilmente veritieri) che possediamo è diventato tristemente normale sentir parlare di catastrofi, omicidi, disastri, inutili guerre e ogni sorta di malvagità di cui è capace l'uomo.
In questo post si parlava della verità e mi è venuta in mente una poesia di Emily Dickinson che, qualche giorno fa, mi ha mostrato un mio compagno di università:

I died for Beauty - but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room -

He questioned softly "Why I failed"?
"For Beauty", I replied -
"And I - for Truth - Themself are One -
We Bretheren, are", He said -

And so, as Kinsmen, met a Night -
We talked between the Rooms -
Until the Moss had reached our lips -
And covered up - our names

E' proprio vero che lottare per la verità è faticoso, quello che ci viene naturale, infatti, è non crearci troppi problemi, soprattutto per cose che non ci riguardano in prima persona. Il desiderio di lotta nasce, allora, non dalla volontà di seguire una morale del "fate bene fratelli", ma dal desiderio di creare una realtà di aiuto per tutti i bisogni umani. Guy de Maupassant ha scritto in Bel-Ami: " Anche lei proverà l'angoscia tremenda dei disperati. Si dibatterà, sperduto, affogato nelle incertezze. Griderà aiuto a dritta e a manca, e nessuno le risponderà. Tenderà le braccia, invocherà per essere soccorso, amato, consolato, salvato; e nessuno le verrà incontro." Solo chi si preoccupa di lottare per la verità è in grado di tendere le braccia a quella persona che grida disperata, ed è per questo che bisogna combattere e lavorare.
小王子

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